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L'Accademia di Brera presenta i 18 artisti di Magnolia

di TMNews mercoledì 16 settembre 2026
2' di lettura

Milano, 16 set. (askanews) - Fino al 3 ottobre 2026 l'Accademia di Belle Arti di Brera presenta Magnolia, la mostra dedicata a una selezione di diciotto giovani artisti che hanno compiuto il loro percorso di studi all'Accademia. Il curatore Massimo Kaufmann ad askanews: "Questa mostra nella ex chiesa sconsacrata di San Carpoforo, che è un'aula dell'Accademia di Brera e che per l'occasione si veste da spazio espositivo, è una delle mostre che celebrano i 250 anni dell'Accademia di Brera. La prima e la seconda sono state tra la fine di giugno e l'inizio di luglio, una mostra della Scuola di Scultura di Gianni Caravaggio, poi una seconda della Scuola di Nuove Tecnologie. E questa è la terza che raccoglie degli artisti che sono stati studenti di Brera. I giovani artisti già conosciuti, lanciati nel mercato, hanno fatto delle mostre anche in spazi museali come la Triennale di Milano e la Quadriennale di Roma e si avviano a diventare delle grandi promesse, qualcosa di più, degli artisti famosi. Quindi è una mostra che vuole cogliere nell'aspetto formativo di questi artisti le ragioni del perché si viene a studiare a Brera. Magnolia è il nome di un cortile interno dell'Accademia e quindi rappresenta un po' il cuore pulsante della vita studentesca: per questo abbiamo chiamata la mostra Magnolia, omaggio alla vita degli studenti dentro l'Accademia". Questo cortile è un luogo separato dalla curiosità dei turisti, dove studenti e docenti si danno appuntamento per chiacchierare, dove si organizzano incontri e si suona, si gioca a ping pong, sfilano i costumi della Scuola di Moda e si fanno grandi progetti per la vita. Il percorso espositivo restituisce una pluralità di linguaggi e di ricerche: dalla pittura al disegno, dal pastello alla fotografia, dal bassorilievo all'installazione, fino alle pratiche performative e sonore. Conclude Kaufmann: "Come tutti i progetti dedicati ai giovani artisti, vuole anche essere una scommessa: quella di portare sulla scena alcuni ex studenti che, a nostro parere, meritano una particolare attenzione. Il miglior risultato che questa mostra potrà raggiungere sarà che un domani tocchi a qualcuno di questi giovani artisti il compito di esserne il curatore".

Gli artisti che espongono sono Ermanno Brosio, Matteo Capriotti, Martina Cassatella, Denise Ceragioli, Stefano De Paolis, Roberto de Pinto,Martina Franchini, Emilio Gola, Andrea Loi, Claudia Mangone, Francesco Marcone, Cecilia Mentasti, Gabriele Napoli, Aronne Pleuteri,Massimo Pugliese, VENERDISABATO (Luca Guarino e Sara Lomboni) e Nicolò Villa. La mostra è curata da Massimo Kaufmann e accompagnata da un catalogo con un testo critico di Lorenzo Madaro e un intervento di Marco Cingolani, tutti docenti dell'Accademia.

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Biggio e Mandelli girano "I Soliti Idioti-l'involuzione della specie"

Roma, 16 set. (askanews) - Sono in corso le riprese de "I Soliti Idioti - l'involuzione della specie", il nuovo film che riporta sul grande schermo Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli e l'universo de I Soliti Idioti.

Diretto da Enrico Lando e scritto da Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli e Ferruccio Martini, il film ritrova alcune delle maschere più celebri e amate create dal duo, trasportandole, questa volta, attraverso epoche e momenti diversi della storia dell'umanità. Dalla Preistoria alle grandi civiltà del passato, i personaggi de I Soliti Idioti cambiano abiti, ruoli e secoli, ma conservano vizi, ossessioni e idiosincrasie: volti familiari immersi ogni volta in mondi completamente nuovi.

A tenere insieme questo viaggio c'è il ritorno di Ruggero De Ceglie e Gianluca, padre e figlio nuovamente protagonisti e questa volta alle prese con qualcosa di decisamente più grande di loro: un viaggio nel tempo. È da qui che prende forma un percorso imprevedibile attraverso i secoli, nel quale la storia cambia continuamente scenario mentre una cosa sembra rimanere sorprendentemente immutata: l'idiozia umana.

"I Soliti Idioti - l'involuzione della specie" porta il mondo di Mandelli e Biggio in una dimensione nuova, più ampia e dichiaratamente cinematografica: un susseguirsi di epoche, ambientazioni, costumi e trasformazioni che reinventa i personaggi storici del duo senza perderne l'identità e il linguaggio irriverente.

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Von der Leyen propone Canada come primo membro associato dell'Ue

Strasburgo, 16 set. (askanews) - Strasburgo, 16 set. (askanews) - La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha proposto il Canada come membro associato dell'Ue durante il suo discorso al parlamento europeo a Strasburgo sullo Stato dell'Unione.

"Si tratta di un partenariato non contro qualcun altro, ma a favore della nostra forza comune. In breve, vogliamo portare le relazioni con il Canada al livello più alto possibile. E caro Mark, ho detto che dobbiamo ripensare con urgenza le nostre partnership. Vorrei quindi lavorare con te per aprire la strada affinché il Canada diventi il primo membro associato dell'Unione europea". Dopo l'annuncio l'abbraccio col premier canadese Mark Carney presente in aula, seguito da un lungo applauso dei parlamentari Ue, tutti in piedi.

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Laureus Charity Night, sport e solidarietà per i giovani

Milano, 16 set. (Askanews) - Lo sport, tra solidarietà e grandi campioni, è stato protagonista a Milano per la 12 edizione della Laureus Charity Night, appuntamento annuale di raccolta fondi organizzato da Fondazione Laureus Sport for Good Italia ETS per progetti rivolti a bambini e ragazzi che crescono in contesti socio-economici fragili.

La serata, che si è svolta presso Spazio Eventi Brembo, ha riunito protagonisti dello sport, istituzioni, partner e sostenitori della Fondazione, con l'obiettivo di abbattere le barriere e rendere l'attività sportiva sempre più accessibile. Ha parlato così ai nostri microfoni Silvia Ponzoni, Vicepresidente di Fondazione Laureus Italia: "Come sapete, Laureus è incentrata sullo sport per i bambini e, sempre di più, sulla collaborazione con i suoi soci e con le aziende che desiderano lavorare insieme alla Fondazione. Uno degli elementi di cui siamo più fieri quest'anno è proprio quello di aver allargato questo perimetro. Richemont è uno dei nostri partner e, come sapete, io rappresento anche la Fondazione nel board di Laureus, ma non è l'unico. Quest'anno, quindi, abbiamo lavorato molto per ampliare questo perimetro, perché più aziende riusciamo a coinvolgere e a supportarci, più possiamo incrementare il numero dei progetti e, di conseguenza, il numero di bambini che possiamo aiutare".

Sono stati vari gli Ambassador che hanno partecipato alla serata e che, ogni giorno, trasmettono i valori e danno il buon esempio, soprattutto nei momenti di difficoltà. "L'insegnamento che mi sento di dare a un ragazzo che parte in difficoltà è di credere in sé stesso e, soprattutto, di trovare la spinta dentro di sé, senza farsi abbagliare dalle cose facili e superficiali, perché saranno effimere e non lo porteranno molto lontano. Quindi, proprio quello che mi sento di condividere con un bambino o con un ragazzo è: sognate e sentite dentro di voi ciò che vi fa sentire grandi. Non grandi fisicamente, ma grandi dentro di voi" ha dichiarato Alessandro Fabian, Ambassador di Fondazione Laureus.

Momento centrale della Charity Night è stato l'ingresso nella famiglia Laureus di Sara Gama e Valentina Marchei, nominate nuove Ambassador della Fondazione. "Vorrei dire di non buttare niente di quello che si impara durante la carriera sportiva. Non sono sicuramente le medaglie che portiamo al collo a definirci, ma tutti quei valori e quelle soft skill che impariamo durante questo lungo percorso, che ci serviranno anche dopo, in contesti differenti. Ci aiuteranno ad adattarci a qualsiasi tipo di difficoltà e anche a lanciarci in nuovi contesti, per fare la differenza" ha concluso Valentina Marchei, Presidente della Commissione Nazionale Atleti CONI e Ambassador di Fondazione Laureus Italia.

Presenti, tra gli altri, Alberto Tomba, Giacomo Agostini, Fabio Capello e Christian Vieri. La raccolta fondi della serata contribuirà a sostenere i progetti di Fondazione Laureus Italia, portando lo sport dove può fare la differenza come occasione di crescita, inclusione e cambiamento.

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Nuove cure per il linfoma diffuso a grandi cellule B

Milano, 16 set. (askanews) - Una nuova opzione terapeutica per i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario. È disponibile e rimborsata anche in Italia la combinazione di glofitamab e chemioterapia GemOx, dalla seconda linea di trattamento. Una novità che arriva dopo i risultati dello studio internazionale di fase III STARGLO.

Lo studio ha evidenziato un miglioramento significativo della sopravvivenza globale e di quella libera da progressione rispetto allo standard di cura, con un beneficio particolarmente evidente proprio nei pazienti trattati in seconda linea. Un risultato che, rappresenta un importante avanzamento nel trattamento della malattia. Ha parlato così Paolo Corradini, Ordinario di Ematologia presso l'Università degli Studi di Milano e direttore della Divisione di Ematologia della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: "Possiamo definirlo un importante nuovo trattamento, anzitutto perché i risultati derivano da uno studio randomizzato e sono quindi dati clinici molto solidi. In secondo luogo, perché si tratta del primo studio che combina un anticorpo bispecifico alla chemioterapia. E infine perché dimostra di funzionare anche nei pazienti con una malattia primitivamente refrattaria".

Ma accanto all'efficacia clinica c'è anche la prospettiva di chi affronta la malattia. Una diagnosi o una recidiva possono infatti interrompere improvvisamente la quotidianità del paziente e della sua famiglia. Per questo, poter disporre di trattamenti immediatamente disponibili e a durata fissa può rappresentare un elemento importante nel percorso di cura. "Oggi parliamo di una terapia che si aggiunge a tutto l'armamentario d'innovazione a cui l'ematologia oncologica ci ha abituati in questi anni. È una terapia pronta e disponibile da subito nel centro che ti ha curato, che quindi non ti destabilizza e non ti costringe a spostarti. Si tratta di una terapia a termine, che possiede anche un potenziale curativo. È proprio ciò che dicevamo prima a proposito della seconda linea: un'opzione che si aggiunge e che aiuta molto il malato, offrendo una prospettiva davvero realistica" ha aggiunto Davide Petruzzelli, Presidente di La Lampada di Aladino ETS.

Una terapia, dunque, che amplia le possibilità a disposizione di alcuni pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario, con l'obiettivo di offrire un'opportunità di trattamento in una fase ancora caratterizzata da un importante bisogno clinico.

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