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Sudcorea, Lee: dialogo Pyongyang-Usa più facile di quello Nord-Sud

di TMNews venerdì 18 settembre 2026
1' di lettura

Seoul, 18 set. (askanews) - Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung afferma che il presidente statunitense Donald Trump cerca il dialogo con Pyongyang e che Seoul lo incoraggia in questo senso, dato che esso aiuta anche la Corea del Sud nelle relazioni tra le due Coree. Seoul non invierà truppe per un intervento militare nella guerra in Iran, ha inoltre confermato Lee.

"Riprendere il dialogo tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti è molto più semplice che riprendere il dialogo tra il Nord e il Sud, e rende possibile il dialogo inter-coreano", ha affermato Lee.

"Non posso dire con certezza se si terrà un incontro tra il Presidente Trump e il leader Kim Jong-un. Tuttavia, è chiaro che il Presidente Trump desidera il dialogo, e anch'io lo incoraggio a dialogare. Inoltre, stiamo proseguendo i nostri sforzi di coordinamento preliminare per rendere possibile il dialogo tra Corea del Nord e Stati Uniti".

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Taiwan, Lai assiste a esercitazioni militari con vari tipi di droni

Roma, 18 set. (askanews) - Il presidente taiwanese Lai Ching-te si è recato in una base militare a Pingtung per assistere a tre giorni di esercitazioni a fuoco vivo. "È la prima volta che le forze armate integrano diverse tipologie di droni d'attacco in operazioni congiunte", ha dichiarato il presidente durante una conferenza stampa, affermando che tali esercitazioni mirano a dimostrare che le forze armate sono pronte e in grado di difendere la sovranità di Taiwan.

"Nel corso di questa esercitazione di tiro della durata di tre giorni, le unità coinvolte hanno condotto operazioni congiunte di difesa aerea, attacchi combinati aria-mare nelle aree costiere e diverse missioni difensive, in conformità con il piano di difesa di Taiwan e dell'arcipelago di Penghu".

"È la prima volta che le forze armate integrano diverse tipologie di droni d'attacco in operazioni congiunte. Coordinando sistemi senza pilota e armamenti convenzionali per rispondere alle esigenze della guerra moderna, esse accelerano il potenziamento delle proprie capacità di combattimento complessive. Tale dimostrazione mira inoltre a mostrare, sia alla popolazione nazionale che alla comunità internazionale, che le forze armate possiedono la fiducia e le capacità necessarie per tutelare la sovranità nazionale e adempiere alle proprie responsabilità a favore della pace e della stabilità regionali".

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Torino 18 set. (askanews) - Luigi Fassi, direttore di Artissima, la fiera d'arte contemporanea di Torino giunta alla 33esima edizione, ha è presentato ad askanews altri aspetti dell'evento che si terrà a Torino dal 30 ottobre all'1 novembre, focalizzandosi sull'aspetto delle "reti diplomatiche" per i giovani curatori internazionali e in particolare europei. E proprio la dimensione europea, insieme a una più forte collaborazione con le istituzioni, è un'altra delle caratteristiche che definiscono Artissima 2026.

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Cardiochirurgia e asprossimità, Cosenza potenzia la rete sanitaria

Roma, 18 set. (askanews) - A Cosenza sono entrati nel vivo due interventi che riguardano livelli diversi dell'assistenza sanitaria: l'avvio della cardiochirurgia all'ospedale Annunziata e l'attivazione della nuova rete di Case e Ospedali di comunità nella provincia. Da una parte l'alta specialità, con un nuovo centro destinato a un bacino di circa 700mila abitanti; dall'altra 35 strutture territoriali pensate per avvicinare una parte dell'assistenza ai cittadini. Due interventi che si inseriscono nel più ampio processo di potenziamento della rete sanitaria calabrese.

Vitaliano De Salazar, Direttore Generale Azienda Ospedaliera di Cosenza e Commissario Straordinario ASP Cosenza: "Questo è un imponente sforzo, un imponente risultato, a livello italiano, cioè mettere insieme e attivare 35 nuove strutture sanitarie credo che sia veramente un grande sforzo che colloca la Calabria tra le regioni virtuose che hanno speso tutti i soldi del PNNR, per quanto riguarda Case e Ospedali di comunità ha raggiunto il target, e che produrrà effetti meravigliosi. Oggi, dopo aver rifondato l'ospedale Annunziata, si è realizzata la Cardiochirurgia: ne siamo fieri, abbiamo già iniziato e questo risponde a un'esigenza innanzitutto di essere curati in Calabria, perché ci saranno i migliori professionisti italiani, ed evitare la migrazione sanitaria che peraltro, oltre ad un disagio familiare, anche economico, era una migrazione sanitaria con un costo di circa 10 milioni di euro l'anno per la Regione Calabria, che vogliamo abbattere o quantomeno contenere".

All'Annunziata è diventato infatti operativo il nuovo blocco operatorio cardio-toraco-vascolare, una struttura attesa da quasi vent'anni e che aggiunge alla rete ospedaliera cosentina una specialità fino ad oggi non presente sul territorio provinciale. L'apertura del nuovo reparto punta ad ampliare la possibilità di ricevere in Calabria interventi ad alta complessità. Il reparto dispone di 16 posti letto e di 3 sale operatorie di ultima generazione. Per l'avvio delle attività sono state assunte 88 nuove unità di personale sanitario.

Daniele Maselli, Docente straordinario UniCal, Cardiochirurgia: "Si corona un percorso che è durato molto tempo. Cosenza ha bisogno da tanto tempo di una cardiochirurgia, quindi innanzitutto è un traguardo che si raggiunge. Le prospettive sono le migliori, perché le dotazioni tecnologiche sono le più avanzate, c'è un contesto scientifico, quello dell'Università della Calabria, che è molto avanzato e riconosciuto a livello internazionale, c'è il supporto di una chirurgia toracica molto qualificata e quindi ci sono tutti i presupposti per creare un Dipartimento cardiotoracico di grande efficienza e moderno, soprattutto".

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l'Azienda ospedaliera e l'Università della Calabria. Accanto all'attività assistenziale, il nuovo assetto apre anche uno spazio alla formazione dei futuri specialisti: la presenza dei docenti universitari consentirà infatti all'Università della Calabria di chiedere l'attivazione della scuola di specializzazione.

Luca Weltert, Direttore di Cardiochirurgia, Azienda Ospedaliera di Cosenza: "La cardiochirurgia che apre qui davvero ha l'ambizione di aprire in serie A. L'accostamento cromatico, il comfort dei letti, la luce come è studiata, la luce naturale che entra nei reparti, ma naturalmente anche la parte tecnologica, i monitor, le attrezzature elettromedicali: sono tutte di altissimo livello. La Direzione crede così tanto in questo processo da avermi messo a disposizione le migliori energie. Siamo una sola squadra e vogliamo portare a termine questo grande progetto".

"Parallelamente sul territorio provinciale ha preso forma il nuovo modello dell'assistenza di prossimità. Il piano finanziato attraverso il Pnrr prevede 35 nuovi presidi tra 26 Case di comunità e 9 Ospedali di comunità. L'investimento destinato alla provincia di Cosenza supera gli 81 milioni di euro. Gli Ospedali di comunità porteranno 180 posti letto aggiuntivi. La nuova rete prevede inoltre il coinvolgimento di circa 400 medici di medicina generale e 500 nuovi operatori sanitari.

Vitaliano De Salazar, Direttore Generale Azienda Ospedaliera di Cosenza e Commissario Straordinario ASP Cosenza: "La provincia di Cosenza è la provincia più estesa d'Italia, dopo la Val d'Aosta, con i suoi 750.000 abitanti: se ne aveva bisogno, ce l'abbiamo fatta, abbiamo assunto più di 500 unità, abbiamo fatto un accordo innovativo con i medici di medicina generale della provincia di Cosenza, ne siamo molto soddisfatti e quindi finalmente da una sanità ospedale-centrica si passa una sanità di rete intelligente, perché queste saranno accompagnate ovviamente dai nuovi innovativi sistemi di telemedicina".

Ospedale, medicina generale, Case di comunità e Ospedali di comunità diventano così i diversi livelli di una rete che punta a garantire una maggiore continuità delle cure ai cittadini. Un processo che, partendo da Cosenza e dalla sua provincia, rappresenta uno dei passaggi del più ampio potenziamento della rete sanitaria della Calabria.

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La nuova vita della Garibaldi, diventa prima portaerei dell'Indonesia

Giakarta, 18 set. (askanews) -L'arrivo in porto a Giakarta dell'ex portaerei italiana Giuseppe Garibaldi; l'ex nave della Marina italiana verrà usata dall'Indonesia che sta cercando di modernizzare le sue risorse militari.

La nave ha attraccato dopo essere salpata dall'Italia via Colombo, in Sri Lanka, e aver attraversato lo stretto di Malacca.

Verrà ribattezzata "KRI Sriwijaya" la prossima settimana e si concentrerà su operazioni non militari, compresi i soccorsi in caso di calamità, ha affermato il capo di stato maggiore della Marina indonesiana, Muhammad Ali:

"Questa nave sarà destinata in particolar modo alle operazioni militari non belliche, poiché nel nostro Paese si verificano numerosi disastri naturali". "Abbiamo davvero bisogno di una nave o di una piattaforma per trasportare molti elicotteri, perché gli elicotteri possono poi trasportare rapidamente la logistica in aree remote del Paese".

Le condizioni della Garibaldi, che ha 41 anni, sono molto buone e la Marina Indonesiana ha fatto sapere che spera di poterla utilizzare almeno per i prossimi 15-20 anni.Lunga 180 metri, può trasportare fino a 18 elicotteri e ospitare fino a 830 persone. Era stata commissionata alla Marina italiana nel 1985, è stata la nave ammiraglia della Marina militare fino al 2011 e ora inizia una nuova avventura.

Il presidente Prabowo Subianto, ex generale eletto nel 2024, ha spinto per modernizzare le obsolete risorse militari indonesiane e per costruire una più stretta cooperazione in materia di difesa con altri paesi del mondo.

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