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Gaza, funerali collettivi con i corpi recuperati dalle macerie

di TMNews martedì 29 settembre 2026
1' di lettura

Milano, 29 set. (askanews) - Alcune persone trasportano le salme e si riuniscono per le preghiere funebri nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale, dopo il recupero dei resti dei loro cari morti nelle abitazioni distrutte durante la guerra. "Si è aperta una nuova ferita e oggi il dolore è tornato. Ma ora io e i miei figli proviamo un senso di sollievo, mio marito ha finalmente una tomba che noi possiamo visitare", ha detto Areej Farajallah, di fronte alla bara di suo marito.

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Burnham commuove il Congresso del Labour parlando del padre defunto

Liverpool (Inghilterra), 29 set. (askanews) - Il premier britannico Andy Burnham si commuove, e fa commuovere ed emozionare la platea, parlando del padre defunto durante il congresso annuale del Labour Party. "Il Regno Unito che mio padre incarnava è quello in cui credo", ha dichiarato il leader nel suo discorso a Liverpool.

"Con tutti i suoi difetti, questo Paese ha regalato a mio padre una bella vita. E ha offerto ai suoi figli opportunità che lui stesso non aveva avuto; ne era consapevole, ne era grato e andava così fiero di ciò che Nick, John ed io ne abbiamo fatto. Se solo... se solo avesse potuto apprezzare quel momento della famiglia a Downing Street. Il figlio di un uomo che non aveva superato l'esame di ammissione alla scuola secondaria che diventa Primo Ministro".

"Il Regno Unito rappresentato da mio padre è quello in cui credo. Un'unione di nazioni che ha dato al mondo i sindacati, il movimento cooperativo e il Servizio Sanitario Nazionale, un Paese che ha tenuto testa al fascismo, un Paese all'insegna della solidarietà, non della divisione. Ecco la Gran Bretagna che mio padre rappresentava", ha sottolineato tra gli applausi dei presenti.

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Denatalità e fertilità assistita, a Napoli CFA celebra 40 anni

Roma, 29 set. (askanews) - "Le cause principali della denatalità dipendono non solo da fattori economici e componenti sociali ma principalmente dai diversi problemi ambientali visto che viviamo in un habitat altamente inquinato con elementi chimici nuovi che creano grandi problemi alla fisiologia sia degli ovuli che degli spermatozoi. Quello che mangiamo, beviamo, respiriamo, ha un impatto significativo sulla fertilità delle coppie. Su questi aspetti è fondamentale fare una prevenzione adeguata, bisognerebbe partire già dalla fase della pubertà, nelle scuole. Poi c'è anche la reticenza della coppia ad affrontare i problemi rivolgendosi ai centri di fertilità". Lo ha dichiarato il professore Brian Dale, founder e direttore scientifico del Centro Fertilità Assistita di Napoli a margine dell'evento celebrativo per i quarant'anni di attività, svoltosi alla presenza di cento famiglie protagoniste di percorsi di fertilità affrontati nel corso degli ultimi quattro decenni. "In questi quarant'anni - spiega il professor Dale - è aumentato il tasso di gravidanza che dal 10% è arrivato al 60% grazie ai grandi miglioramenti della tecnologia. Principalmente nelle attività di laboratorio, visto che parliamo di fecondazione in vitro. Il tema del mantenimento di gameti, ovuli e spermatozoi è sempre stata la sfida e oggi siamo arrivati al punto di poter crescere embrioni fino al quinto giorno (blastocisti) conservandoli perfettamente". L'Italia continua a vivere un 'inverno demografico' come testimoniano i numeri legati alla denatalità e la medicina della riproduzione è diventata una componente strutturale del sistema sanitario. Secondo Daniela Dale, embriologa e Chief operating officer del CFA: "Le difficoltà riproduttive sono purtroppo in aumento. Parliamo di circa il 20% della popolazione. Una coppia su cinque. Il mio consiglio è quello di iniziare a fare controlli per la fertilità a partire dalla maggiore età. Soprattutto per gli uomini tra i quali si sono registrati cali importanti. Ci sono diversi approcci per superare queste criticità. Dipende, ovviamente, dal tipo di problema. Ma certamente prima si interviene più possibilità ci sono di superare il problema. Serve una presa in carico multidisciplinare da parte di più specialisti come il ginecologo, l'endocrinologo, il biologo, l'embriologo, il nutrizionista, per raggiungere un risultato veloce e sicuro. La denatalità si può superare con aiuti diversi ma spesso si aspetta troppo. Problemi sociali, la carriera, una stabilità economica. In questi casi, è bene ricordare lo strumento della preservazione della fertilità che offre la possibilità di aspettare con maggiore serenità, senza il rischio di depauperare la propria fertilità". A raccontare il valore del lavoro compiuto dal CFA, la testimonianza delle famiglie e dei giovani presenti accompagnate dagli specialisti al traguardo del percorso di genitorialità come spiega Fabiana Esposito psicologa e psicoterapeuta del CFA: "Oggi tutti noi viviamo con l'illusione del controllo. Programmiamo la carriera, i viaggi e crediamo erroneamente di poter programmare anche la fertilità. Il rinvio forzato determina una genitorialità sospesa e questo provoca alla lunga un silenzio logorante all'interno della coppia. Tutto ciò determina delle difficoltà che impattano negativamente sia sulle chance di avere un bambino che sul benessere di coppia. La prevenzione della fertilità è un passo non più rimandabile. Oggi nelle scuole si parla tanto di prevenzione sui metodi contraccettivi e sulle patologie sessualmente trasmissibili ma purtroppo non si fa accenno alla tutela e alla conservazione del patrimonio riproduttivo. Questo fa perdere tempo prezioso, Serve una alfabetizzazione emotiva e soprattutto biologica".

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Antinfluenzale pediatrica, a Roma il vertice sulla prevenzione

Roma, 29 set. (askanews) - Aumentare la copertura vaccinale dei bambini per proteggere i più piccoli e ridurre la pressione sui servizi sanitari. È l'obiettivo del convegno "Vaccinazione antinfluenzale - La prevenzione comincia dall'infanzia", organizzato a Roma da NOMOS Centro Studi Parlamentari con il contributo non condizionante di AstraZeneca.

Tra i nodi centrali affrontati nel corso dei lavori figura la necessità di colmare la distanza tra le raccomandazioni ufficiali e l'effettiva adesione delle famiglie, puntando sul valore del confronto diretto e sulla fiducia nei confronti degli operatori sanitari.

"Vaccinare i bambini significa proteggere non solo loro, ma anche i tanti anziani che hanno un contatto diretto con i più piccoli. Dobbiamo pensare soprattutto ai più fragili, a chi rischia conseguenze gravi, fino all'ospedalizzazione, persino per una banale influenza. È proprio questo il concetto di comunità e di protezione collettiva che dobbiamo diffondere, ed eventi come quello di oggi vanno esattamente in questa direzione. Per farlo dobbiamo anche potenziare i nostri strumenti: gli investimenti del PNRR, a partire dalle oltre mille Case di Comunità, possono diventare presidi fondamentali anche per la somministrazione dei vaccini. È un percorso che dobbiamo fare insieme, in cui ognuno può e deve dare il proprio contributo" ha dichiarato Andrea Costa, Esperto in attuazione PNRR del Ministero della Salute.

"Il messaggio è che l'influenza non è una malattia banale: soprattutto nei soggetti fragili, infatti, può causare complicanze anche gravi che rischiano di portare all'ospedalizzazione. Questo vaccino, inoltre, è uno strumento estremamente maneggevole e ben tollerato" ha aggiunto Antonio D'Avino, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).

Nel corso dell'incontro, istituzioni e medici si sono confrontati sulla necessità di superare i divari regionali e facilitare l'accesso alla profilassi, ricordando anche come sia fondamentale affiancare alla programmazione un'informazione trasparente capace di accompagnare i genitori nella scelta.

"Siamo alla vigilia dell'avvio della campagna di vaccinazione antinfluenzale, che partirà ad ottobre con tempistiche differenti da regione a regione. Come ogni anno, parliamo di una macchina organizzativa imponente che coinvolge una rete capillare: medici di medicina generale, pediatri, farmacie e centri vaccinali delle ASL. Nonostante questo grande sforzo, facciamo ancora fatica a raggiungere coperture vaccinali elevate. Dobbiamo quindi impegnarci di più nel convincere le persone a vaccinarsi, perché l'antinfluenzale è uno strumento fondamentale per tutelare la propria salute. Il focus di un evento come questo punta in particolare sui bambini. Vaccinare i più piccoli significa proteggere loro, ma anche le rispettive famiglie e i nonni: i bambini sono infatti la fascia della popolazione in cui il virus circola maggiormente e, interrompendo la trasmissione tra di loro, si riesce a proteggere l'intera comunità in modo davvero efficace" ha concluso Enrico Di Rosa, Presidente della Società Italiana d'Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica.

L'evento si è concluso evidenziando l'importanza della vaccinazione pediatrica per alleggerire gli accessi agli ospedali e contrastare l'antimicrobico-resistenza. Un'azione sinergica tra istituzioni, medici e reti territoriali che punta a trasformare la raccomandazione in un'opportunità di prevenzione concreta per tutti i bambini.

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Kel 12, Rubino: "L'AI omologa, noi cerchiamo itinerari nuovi"

Milano, 29 set. (askanews) - Quasi cinquant'anni dopo i primi viaggi nei deserti, Kel 12 continua a rivendicare la propria origine esplorativa. Per l'amministratore delegato Gianluca Rubino, anche in un mondo molto più accessibile e raccontato ci sono ancora destinazioni da riscoprire e nuovi modi di viaggiare da inventare. "Esplorare per Kel 12 - spiega - è quello che facciamo tutti i giorni e pochi mesi fa, per esempio, abbiamo riesplorato la Libia. Ci sono destinazioni che si aprono, si chiudono e quindi in realtà esplorare per Kel 12 anche oggi non è altro che quello che faceva 50 anni fa: vivere con passione itinerari nuovi e nuove destinazioni".

L'intelligenza artificiale può già costruire un itinerario in pochi secondi e presto potrà anche prenotarlo. Secondo Rubino, è proprio qui che un tour operator deve trovare il proprio spazio: "Il tour operator intanto deve andare oltre l'AI. L'AI standardizzerà e omologherà le richieste. I tour operator, e non solo per l'AI, devono proprio andare a scoprire un modo di viaggiare diverso che il cliente ancora non conosce. L'AI risponde a ciò che conosciamo, non a ciò che non conosciamo".

Allo stesso tempo cresce la richiesta di viaggi personalizzati, senza che venga meno la voglia di partire in gruppo. Kel 12 prova a tenere insieme le due esigenze costruendo parti individuali prima, dopo o anche dentro l'itinerario comune: "I nostri clienti - spiega Rubino - chiedono sempre più personalizzazione, ma continuano a chiederci di viaggiare in gruppo perché c'è un bisogno di socialità e un bisogno di approfondimento incredibile. Noi ci stiamo attrezzando per questo, perché molto spesso la personalizzazione avviene prima della partenza e dopo, alla fine del viaggio. Il durante è fatto in gruppo, però per esempio usiamo molto delle personalizzazioni con gli scali. Molto spesso noi andiamo in India facendo scalo a Istanbul e in quel caso facciamo dei viaggi privati a Istanbul solo per alcuni. Quindi personalizziamo il viaggio all'interno del viaggio stesso".

E se tecnologia, destinazioni e proprietà sono cambiate più volte nella storia dell'azienda, Rubino indica un elemento che vorrebbe ritrovare ancora tra cinquant'anni: "Negli ultimi 50 anni sono cambiate tre generazioni di proprietà e praticamente tutte le persone che lavorano in Kel 12. C'è una sola cosa che è rimasta ferma: la passione per il viaggio".

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