CATEGORIE

Intelligenza Artificiale e lavoro: la sfida dei manager

di TMNews venerdì 2 ottobre 2026
2' di lettura

Milano, 2 ott. (askanews) - L'Intelligenza Artificiale è già realtà nelle aziende italiane, ma le imprese sono pronte? Solo il 9% dei manager si sente in grado di guidare team in cui persone e algoritmi lavorano insieme. È questo il dato centrale della Ricerca 2026 dell'Osservatorio Purpose in Action, presentata in occasione della quarta edizione del "Purpose Day".

Le parole di Josip Kotlar, Professore Ordinario di Strategia, Innovazione e Family Business e Co-Direttore Scientifico dell'Osservatorio Purpose in Action: "Le organizzazioni stanno diventando progetti, che è un fenomeno nuovo ed è chiaro che nei prossimi anni ci aspettiamo che l'algoritmo affiancherà l'uomo in tutti i processi organizzativi. Questo dato del 9% ci dice che i top manager devono assolutamente avviare riflessioni su come governare un'organizzazione agentica e dall'altra parte le persone devono maturare nuove competenze di comprensione e spirito critico, tutti elementi che rendono umana l'organizzazione. Le persone dovrebbero lavorare sulla saggezza per guidare e governare gli strumenti IA in un'organizzazione sempre più ibrida"

Una trasformazione tecnologica che richiede scelte consapevoli e che passa, prima di tutto, dalla formazione dei leader del futuro.

L'intervista a Federico Frattini, Dean di POLIMI Graduate School of Management: "Ci occupiamo di programmi per chi è già laureato e ci sono tre aspetti che abbiamo deciso di sviluppare: il concetto di ia literacy, mettiamo i nostri studenti nella condizione di saper usare gli strumenti di intelligenza artificiale, ma soprattutto diamo loro gli strumenti per andare ad aggiornarsi continuamente rispetto a nuove soluzioni che vengono costantemente sul mercato. Il secondo blocco di lavoro è quello che noi chiamiamo technical ai skills: tutte le competenze che loro hanno bisogno di conoscere e saper applicare per usare l'intelligenza artificiale per trasformare i processi e le funzioni delle aziende in cui lavorano. E infine le human skills: più mettiamo i nostri studenti nelle condizioni di saper usare l'IA per cambiare le loro organizzazioni, più dobbiamo cambiare quelle competenze umane e di responsabilità di cui c'è bisogno affinché l'uso di queste tecnologie sia fatto per costruire futuri più desiderabili".

Il 9% di aziende pronte è solo il punto di partenza: la rincorsa all'IA è iniziata, ma a fare la differenza sarà chi saprà guidarla.

tag

Ti potrebbero interessare

Dipendenze da smartphone e social, un ambulatorio al Bambino Gesù

Roma, 2 ott. (askanews) - Smartphone usati fino a notte fonda, ore e ore passate davanti ai videogiochi e sui social network; chat con l'intelligenza artificiale a cui i ragazzi affidano la risoluzione dei problemi personali o consigli su decisioni importanti. Sono alcuni dei problemi e delle situazioni che lamentano sempre più spesso i genitori e a cui cerca di dare una risposta il nuovo ambulatorio di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, dedicato all'uso problematico di Internet e delle tecnologie digitali(le prime visite sono in programma il 3 ottobre nella sede di Baldelli).

Secondo i dati di Save the Children, in Italia un bambino su tre tra i 6 e i 10 anni (32,6%) usa lo smartphone tutti i giorni, quasi il doppio rispetto al 18,4% del 2018-2019. Tra gli 11 e i 13 anni, oltre 3 ragazzi su 5 (62,3%) hanno almeno un account social. Il cui uso problematico interessa già a 11 anni circa il 15% dei ragazzi e delle ragazze.

Trascorrere molto tempo online non significa però necessariamente avere una dipendenza, ci sono alcuni campanelli di allarme, spiega Stefano Vicari, responsabile dell'Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza del Bambino Gesù:

"Il telefonino diventa un ambiente unico o prevalente di attività per il bambino, trascorre la maggior parte del suo tempo con il telefonino, scrollando, guardando video... e quando non è disponibile, se ad esempio si scarica, ci possono essere crisi di agitazione, anche crisi di aggressività, addirittura lo abbiamo visto su un bambino di due anni e mezzo, se parlassimo di sostanze, sarebbe una vera e propria crisi di astinenza".

Sempre secondo Save the Children, quasi uno su tre, tra i 15 e i 19 anni, utilizza l'IA ogni giorno e il 41,8% dichiara di essersi rivolto all'intelligenza artificiale in momenti in cui si sentiva triste, solo o ansioso e circa il 42% per chiedere consigli su scelte importanti. Bisogna intervenire piuttosto che demonizzare e basta il progresso, spiega Vicari.

"Spetta agli adulti favorire la maturazione di altri meccanismi di piacere o ricompensa, come un abbraccio, una coccola, di un'attività di contemplazione o riflessiva, come ammirare un tramonto o il mare".

Il consegno che arriva è comunque in linea con quanto si sta decidendo già in molti paesi: accompagnare i bambini verso un uso graduale e consapevole delle tecnologie. "Come criterio educativo prudenziale proponiamo di non dare uno smartphone personale prima dei 13 anni e di rimandare l'accesso autonomo ai social almeno fino ai 16".

TMNews

Luiss Business School e CDP celebrano la terza edizione del Corporate MBA

Roma, 2 ott. (askanews) - Nella sede Luiss Business School di Villa Blanc, a Roma, Graduation Day della terza edizione del CDP Corporate MBA, il programma di alta formazione promosso da CDP Academy e realizzato da Luiss Business School che ha accompagnato 40 professionisti del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti in un percorso di sviluppo manageriale orientato alle sfide della leadership contemporanea. L'edizione ha confermato il valore del programma MBA come piattaforma di crescita e contaminazione tra competenze, settori strategici e realtà industriali di primo piano.

Giovanni Gorno Tempini, Presidente di Cassa Depositi e Prestiti: "Per il gruppo Cassa investire in formazione è assolutamente fondamentale. Abbiamo lanciato oramai da qualche anno questo progetto, abbiamo delle richieste molto elevate da parte di tutte le società del gruppo. E' importantissimo perché viviamo in un mondo che viaggia a velocità altissima, con tantissime sfide e poter continuare a studiare, ad approfondire tematiche che riguardano il business del gruppo è assolutamente necessario".

Il Corporate MBA rappresenta l'evoluzione di una collaborazione consolidata tra CDP Academy e Luiss Business School, confermando la comune volontà di investire nello sviluppo delle competenze manageriali e nella valorizzazione del capitale umano.

Raffaele Oriani, Dean della Luiss Business School: "E' un programma MBA a tutti gli effetti, con il rigore accademico che un programma MBA ha, ma il suo punto di forza è che mette insieme nella stessa aula manager che vengono da realtà diverse, che portano in aula esperienze diverse e che creano connessioni che poi restano a lungo e diventano un altro asset fondamentale per le persone e per le organizzazione. In un contesto in cui ci sono sempre più risposte disponibili, l'MBA insegna anche a porsi le domande corrette".

Con una formazione completa sui principali ambiti del General Management, dalla finanza alla strategia, dalla gestione delle risorse umane alla leadership, l'MBA ha sviluppato le caratteristiche che devono avere i professionisti chiamati a guidare le trasformazioni che attendono il Paese.

Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti: "Prima di tutto competenza, poi aggiungerei curiosità, voglia di continuare a mettersi in gioco, ovviamente voglia di lavorare, tenacia: tutti aspetti che vengono testati e allenati nel corso di una prova come quella di due anni, che oggi vede concludere il lavoro delle persone coinvolte".

La giornata si è arricchita della testimonianza dei partecipanti e dell'inspirational speech di Alice Volpi, campionessa mondiale e olimpica di fioretto e Luiss Top Athlete, prima della consegna dei diplomi da parte di Mariapia Mastroddi, Responsabile Persone e Organizzazione di CDP, e Maria Isabella Leone, Head of MBA programs della Luiss Business School.

TMNews

Festival del Podcasting, a Milano dieci anni di storie e nuove voci

Milano, 2 ott. (askanews) - Dieci edizioni di "Festival del Podcasting" e un pubblico che in Italia continua a crescere. Podcaster, autori, editori, piattaforme e aziende si ritrovano per due giorni a Cascina Triulza, nel cuore del MIND di Milano, per fare il punto su un settore ormai entrato nelle abitudini degli italiani. E che continua a trasformarsi, tra nuovi linguaggi, videopodcast e intelligenza artificiale.

In un mondo in cui anche l'intelligenza artificiale può produrre contenuti, a fare la differenza resta la capacità di raccontare. Come ha sottolineato Ester Memeo, direttrice artistica del Festival del Podcasting e fondatrice di Podstar: "Quello che serve oggi è una qualità nella ricerca, nell'esposizione, nel saper raccontare le cose, perché anche quella è una competenza, cioè non siamo tutti speaker, questo è vero. Però le persone cercano una voce umana, cercano qualcuno che gli sappia spiegare usando anche un filtro umano nel rendere magari delle informazioni che si possono trovare ma più esperienziali."

Secondo una nuova ricerca commissionata da Audible e presentata al Festival, gli italiani che hanno ascoltato almeno un podcast negli ultimi dodici mesi sono arrivati a 18 milioni e mezzo, mezzo milione in più in un anno e circa l'80% in più rispetto al 2018. Un ascolto che avviene soprattutto a casa e spesso mentre si fa altro, adattandosi perfettamente a uno stile di vita sempre più multitasking. Ma cambiano anche interessi e formati, come ha spiegato Giorgio Pedrazzini di NielsenIQ: "Per i temi più interessanti sicuramente abbiamo un tema di approfondimento con news, reportage. Piace in realtà anche il mondo crime e poi, un po' più in prospettiva futura, abbiamo visto che c'è interesse per tutto quello che riguarda spin-off o prequel e sequel delle grandi storie. Qui c'è proprio un buon terreno fertile per andare a costruire qualche cosa che sia non tanto oggi ma domani."

E proprio alcuni di questi filoni trovano spazio nel programma del Festival: sabato, per esempio, un panel dedicato al crime, dalla scrittura e le fonti fino alle responsabilità editoriali e al rischio di spettacolarizzazione, accanto a incontri su scrittura, community, monetizzazione e nuovi talenti.

TMNews

La navetta Crew Dragon con equipaggio Nasa sull'ISS a tempo di record

Milano, 2 ott. (askanews) - Arrivare sulla Stazione Spaziale Internazionale a tempo di record. La navetta di SpaceX, con a bordo l'equipaggio della Crew-13, ha completato il volo abitato americano più veloce della storia verso la ISS.

Ci sono volute solo 7 ore e 50 minuti alla Crew Dragon per raggiungere la stazione orbitale dopo il lancio avvenuto dalla Cape Canaveral Space Force Station, in Florida, usando un vettore Falcon 9, un volo che batte i precedenti primati americani, anche se il record assoluto è ancora un mano ai russi con la navetta Soyuz MS-17. L'impresa apre una nuova via allo spazio.

"Siamo qui al Kennedy Space Center dopo un altro lancio incredibile. L'equipaggio 13 è decollato con successo" ha detto Jared Isaacman, commentando con soddisfazione il fatto che il primo stadio riutilizzabile del razzo è ritornato in sicurezza sulla Terra.

I quattro astronauti, due americani, un russo e un canadese, che formano l'equipaggio della Crew-13 rimarranno in orbita nei prossimi mesi per svolgere un'intensa serie di esperimenti scientifici incentrati soprattutto sulla salute umana, la resistenza fisiologica e le prestazioni del corpo in assenza di gravità.

TMNews