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Francia, ministro Istruzione:15enne che ha perso mano caso drammatico

di TMNews lunedì 5 ottobre 2026
1' di lettura

Roma, 5 ott. (askanews) - Il grave ferimento di un quindicenne a Lens, che ha perso una mano pr l'esplosione di una granata da parte delle forze dell'ordine durante una manifestazione legata alla mobilitazione degli studenti delle scuole superiori, è una situazione "umanamente drammatica": lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Edouard Geffray, durante una visita a un liceo di Guyancourt, nella periferia parigina.

"Riguardo al caso di Lens, che è ovviamente, direi, drammatico sia sul piano personale che umano, come ogni infortunio grave per definizione, non so cosa sia accaduto né in quali circostanze si sia verificato. Prima di esprimermi su qualsiasi aspetto, mantengo una grande prudenza, perché ci sono sempre delle circostanze alla base di situazioni drammatiche come questa. Si tratta dunque, evidentemente, di una situazione estremamente dolorosa, ma comprenderete che non posso esprimermi in cinque minuti senza conoscere i fatti".

"Quanto al ministro dell'Interno, egli esercita quotidianamente la sua piena responsabilità alla guida delle forze di polizia del Paese, non ha bisogno di lezioni dal suo omologo dell'Istruzione nazionale, anche se, ovviamente, ci confrontiamo regolarmente sulla situazione. Tuttavia, non spetta a me definire le modalità di mantenimento dell'ordine pubblico. Per me, ciò che conta è che gli studenti e gli adulti siano tutelati ovunque in Francia e all'interno dell'istituzione scolastica".

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"Nel corso degli anni ho incontrato molte persone costrette a lasciare le proprie case a causa di guerre, persecuzioni, povertà, disuguaglianze o catastrofi climatiche - ha spiegato l'attore - cercavano le stesse cose che tutti noi desideriamo: sicurezza, dignità e speranza. Qualunque sia il nostro Paese o il nostro status, condividiamo gli stessi diritti umani. Attraverso il lavoro di organizzazioni come ActionAid, ci ricordiamo che il vero cambiamento inizia stando al fianco delle persone e sostenendole nella rivendicazione dei propri diritti. La migrazione è una delle sfide decisive del nostro tempo. I governi hanno il diritto e la responsabilità di gestirla. Ma la sicurezza non può essere perseguita a scapito dei diritti umani".

"I diritti umani non si fermano alle frontiere. Oggi sono sempre più preoccupato per il modo in cui si parla di migrazione in Europa e oltre. La paura sta sostituendo la compassione. Le persone vengono ridotte a numeri, problemi o minacce - ha proseguito Gere - la detenzione, la deportazione e l'invio di persone oltre i confini europei vengono sempre più presentati come soluzioni normali".

E ha fatto un riferimento all'Italia: "In Italia, questa direzione si vede nel crescente ricorso ai centri di detenzione e nel modello sviluppato con l'Albania. Questo modello sposta il controllo della migrazione oltre i confini dell'Europa e lontano dal controllo dell'opinione pubblica. Ciò che accade lì potrebbe diventare un modello per il modo in cui l'Europa gestirà la migrazione in futuro. Per questo sono al fianco di ActionAid, che sta portando alla luce i costi umani e i fallimenti di un sistema fondato sulla detenzione e sta mostrando come questo sistema limiti i diritti delle persone. La migrazione può essere gestita senza condizioni disumane, senza indebolire il diritto di chiedere asilo e senza trattare i diritti umani come ostacoli. Siamo tutti migranti. Difendiamo la nostra comune umanità finché siamo ancora in tempo".

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Spagna, prosegue la protesta: "Il movimento ha qualcosa da dire"

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