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Hassan e la bandiera israeliana a terra, il caso al Parlamento Ue

di TMNews martedì 6 ottobre 2026
2' di lettura

Bruxelles, 6 ott. (askanews) - La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha dichiarato di prendere "estremamente sul serio" le accuse rivolte all'eurodeputata della sinistra radicale francese (di France insoumise), Rima Hassan, che avrebbe, secondo alcuni colleghi, buttato a terra la bandiera di Israele e quella dell'Unione europea alla mostra organizzata negli edifici del Parlamento per le vittime del 7 ottobre 2023.

"Un membro di questa Assemblea è stato ripreso mentre, a quanto pare, vandalizzava una mostra dedicata alla commemorazione delle vittime dell'attacco terroristico perpetrato in Israele il 7 ottobre", prendiamo "estremamente sul serio" queste accuse, ha sottolineato parlando davanti alla plenaria, aggiungendo che entrambe le bandiera sono state lasciate a terra.

Hassan, deputata di origine palestinese, si è difesa dichiarando di non aver toccato la bandiera europea. "Israele, che vi piaccia o no, sta commettendo un genocidio, un crimine contro l'umanità. E si può perfettamente, come abbiamo fatto con il nostro gruppo, commemorare le vittime del 7 ottobre senza associarsi allo stato genocida di Israele", ha detto in aula.

"Non ho toccato la bandiera europea - ha aggiunto - è semplicemente caduta dopo che la bandiera israeliana era stata... ", ha detto prima che Metsola riprendesse la parola. Lo staff della deputata ha ribadito in una dichiarazione riportata dalla France presse la sua posizione, sottolineando che "nessuna delle due bandiere è stata calpestata o danneggiata". Un episodio condannato da alcuni deputati della destra francese, come Francois-Xavier Bellamy, secondo cui il gesto della deputata sarebbe "una forma di complicità - ha detto - con coloro che, anche in Europa, cercano di reimportare l'odio antisemita".

"In un momento di crescente antisemitismo globale, abbiamo il dovere nei confronti della comunità ebraica europea di garantire che quando guardano a noi vedano che questa è anche la loro casa", ha ribadito Metsola.

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Roma, 6 ott. (askanews) - A 800 anni dalla morte di San Francesco, Fondazione Roma celebra la figura e l'eredità del Santo di Assisi attraverso due mostre distinte e complementari - aperte al pubblico dal 7 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 - a Palazzo Sciarra Colonna, che inaugurano il programma di riapertura del Museo del Corso - Polo museale per la stagione 2026-2027.

Si parte con la mostra "Sulle tracce di Francesco. Arte, restauro e contemporaneità", a cura di Alessandro Zuccari, accademico dei Lincei e professore emerito della Sapienza, intervenuto alla presentazione per la stampa assieme al vice segretario generale della Presidenza del Consiglio, Marco Villani, a Don Alessio Geretti, consulente scientifico della mostra e al presidente di Fondazione Roma, Franco Parasassi: "É una figura di cui oggi c'è assolutamente bisogno, è una figura che include, è una figura che parla a tutti - ha affermato ad askanews - ed è questa la forza di Francesco, che non si limita solo alla predicazione o alla misericordia, ma entrando molto bene, con forza nell'economia civile, valorizza questa economia, che invece di essere basata sul capitalismo e l'individualismo, si fonda sulla fraternità", ha aggiunto Parasassi.

Patrocinata dal dicastero per l'Evangelizzazione, "Sulle tracce di Francesco" raccoglie 28 opere che ripercorrono le trasformazioni iconografiche del santo nei secoli: dall'intimo "San Francesco in meditazione" di Caravaggio al potente "San Francesco che riceve le stimmate" di Tiziano, dalla visione di "San Francesco riceve le stimmate" di El Greco a "San Francesco abbraccia Cristo crocifisso" di Murillo, fino all'"Estasi di San Francesco" di Giovanni Battista Piazzetta.

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A curare la mostra "Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà" è stato invece Fra Lorenzo Turchi, Professore di Teologia presso la Pontificia Università Antonianum. "I frati, grazie all'aiuto dei laici e del Comune del tempo, con il Monte riuscivano ad aiutare tanti soggetti. Si chiamavano i poveri meno poveri, una specifica categoria, a ritornare, potremmo dire, nel mondo del commercio, ma soprattutto in una vita dignitosa, superando il problema dell'usura", ha spiegato Fra Lorenzo.

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Servizio di Stefania Cuccato -

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con immagini askanews

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