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Silvestri (24ORE Cultura): gestione del MUDEC know-how prezioso

di TMNews mercoledì 7 ottobre 2026
2' di lettura

Milano, 7 ott. (askanews) - In occasione della presentazione Al MUDEC - Museo delle Culture della mostra Matisse. Il mondo in una stanza, a cura di Ellen McBreen e Chiara Gatti prodotta da 24 ORE Cultura - Gruppo Il Sole 24 ORE, l'Amministratore Delegato di 24 ORE Cultura Federico Silvestri ha fatto un bilancio della gestione del MUDEC: "Questi anni sono stati una bellissima cavalcata e un lungo percorso perché parliamo di dodici anni in cui sono successe tante cose. Innanzitutto abbiamo preso in mano una situazione che era molto diversa da oggi. Questo era un edificio non esattamente splendente e in una zona in quel momento della città un po' depressa e quindi da lì siamo partiti. Abbiamo creato il MUDEC che oggi tutti conoscono e credo che sia stato un grande contributore della riscossa di questa zona della città che oggi è una delle zone più frequentate. 24 ORE Cultura è uno dei principali player di mercato nell'attività espositiva originaria, quindi noi questo continueremo a farlo. Siamo molto attenti a vedere quello che propone lo scenario, potrebbe essere un'altra o altre concessioni. Comunque noi abbiamo già da tempo avviato delle attività, per esempio siamo molto attivi nelle attività di advisory, perché l'esperienza di gestione del MUDEC è un'unicum in Italia: nel senso che questa è una concessione di spazi, quindi vuol dire che tutto quello che è avvenuto all'interno di questo museo negli ultimi dodici anni è stato a cura, a spese e grazie al know-how di 24 ORE cultura. Questo è un know-how prezioso che noi mettiamo a disposizione delle istituzioni e delle imprese che hanno voglia di investire nell'arte e nella cultura e questo è assolutamente coerente con la mission che ci siamo dati".

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Il portavoce del CJP, Saurav Das: "Tutti i giovani, tutte le organizzazioni studentesche e ogni cittadino di questo Paese sono uniti in questa battaglia, e oggi ci siamo riuniti per lanciare questo messaggio. Vogliamo dire che tutti devono unirsi, perché questa battaglia non sarà facile", ha esordito.

"Se persone del genere (il presidente commissione elettorale, Gyanesh Kumar, ndr) continueranno a rimanere al centro del sistema, questo Paese non potrà mai progredire, perché hanno rubato e confiscato il valore del nostro voto. Bisogna rimuovere queste persone dal sistema, e oggi questa enorme responsabilità ricade sui giovani di questo Paese. Solo i giovani, solo i membri della Gen Z, possono farlo. E il governo lo sa, ecco perché ha paura", ha aggiunto.

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Londra, corteo pro-Palestina il 7 ottobre, i pro-Israele: "Un insulto"

Londra, 7 ott. (askanews) - Circa duecento manifestanti, in gran parte legati alle università londinesi, hanno sfilato nel centro di Londra a sostegno dei palestinesi nel terzo anniversario dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

Il corteo, inizialmente previsto tra diversi campus universitari, è stato modificato dalla Metropolitan Police, che ha imposto anche la conclusione entro le 14. Lungo il percorso i manifestanti hanno incontrato gruppi di contro-manifestanti pro-Israele, con momenti di tensione e l'intervento della polizia.

"Oggi sventolano la bandiera palestinese, la stessa bandiera sotto cui sono andati a massacrare gli israeliani. E pensate che resteremo in silenzio? Non resteremo in silenzio", dice un manifestante pro-Israele.

"Perché il genocidio in Palestina è ancora in corso, le persone continuano a soffrire la fame. Gli ostaggi sono tornati da tempo, ma hanno raso al suolo Gaza, continuano a bombardare i civili, continuano ad attaccare i bambini".

La scelta di manifestare proprio il 7 ottobre è stata contestata dai sostenitori di Israele presenti lungo il percorso. "Hanno scelto questo giorno come un attacco deliberato e un insulto deliberato a tutti gli ebrei assassinati. È per questo che sono qui oggi. È fanatismo, è razzismo, è disgustoso. È ora che il Regno Unito lo vieti e lo bandisca. Hanno scelto questo giorno per negare l'uccisione degli ebrei".

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A Torino, durante una conferenza stampa all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) con cui collabora, Halzen ha parlato del premio soprattutto pensando alla squadra di ricercatori che ha lavorato con lui per decenni. "Il lavoro che meritava il Nobel risale a molti anni fa. Ho sempre avuto la sensazione che, non avendolo ancora ricevuto, stessi deludendo i miei straordinari collaboratori. Quindi sono semplicemente felice che questo problema ora sia risolto", ha spiegato.

Al centro delle sue ricerche ci sono i neutrini, particelle quasi prive di massa e senza carica elettrica, capaci di attraversare la materia quasi indisturbate. Quelli provenienti dallo spazio profondo possono offrire informazioni su alcuni dei fenomeni più estremi dell'Universo. E per Halzen il prossimo grande passo potrebbe arrivare molto più vicino a noi.

"Quello che darebbe davvero un enorme impulso all'astronomia dei neutrini sarebbe osservare l'esplosione di una supernova nella nostra galassia. In pochi secondi - ha sottolineato - l'astronomia dei neutrini ci fornirebbe dati di fisica delle particelle e di astronomia sui quali potremmo lavorare per decenni".

Dopo il Nobel, però, Halzen vuole tornare ai dati raccolti sotto i ghiacci e continuare a cercare di interpretarli. "Il mio prossimo sogno è poter tornare a fare fisica, e sto facendo di tutto per riuscirci. Ho passato circa 35 anni a costruire questi esperimenti, quindi il mio unico vero piacere è guardare i dati e cercare di capire cosa significano. È un po' come leggere le foglie di tè, perché non abbiamo ancora così tanti neutrini, ma è davvero molto divertente".

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