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Campagna PMA per tutte, "Io madre fuorilegge, 25 aerei per mio figlio"

di TMNews giovedì 8 ottobre 2026
2' di lettura

Roma, 8 ott. (askanews) - "Io sono una madre fuorilegge, perché mio figlio Matteo è nato grazie alla PMA, che mi è stata negata in Italia, ma che è accessibilissima in Spagna. Ecco perché sono qui a sostegno della campagna 'PMA per tutte', perché spero in un futuro prossimo che nessun'altra donna sia costretta a vivere quello che ho vissuto io, ovvero prendere 25 aerei, affrontare spese economiche importanti e sentirmi esiliata in un altro Paese. Io spero vivamente che la politica inizi ad interessarsi seriamente a questa tematica e che affronti questa questione per eliminare le discriminazioni": Gabriella Poppiti, 42 anni, napoletana e mamma single del piccolo Matteo, nato a gennaio 2026, ha lanciato un video-appello durante l'evento "Madri per scelta (con la PMA all'estero)", che si è tenuto mercoledì 7 ottobre a Foqus, nell'ambito del XXIII Congresso dell'Associazione Luca Coscioni in corso in questi giorni a Napoli.

Gabriella Poppiti, dopo aver deciso a 37 anni di crioconservare i propri ovociti in Italia, si è vista negare la possibilità di utilizzarli nel proprio Paese per via del divieto imposto dalla Legge 40 alle donne non coniugate o non conviventi. Per diventare madre, Gabriella ha dovuto organizzare il trasferimento dei propri gameti in una clinica spagnola, intraprendendo un calvario clinico, economico e psicologico durato anni: 25 voli aerei, oltre 30.000 euro di spese sostenute e 6 tentativi falliti, prima di riuscire a portare a termine la gravidanza con il settimo transfer. Una fatica enorme affrontata in solitudine, lontana dalla propria casa e dagli affetti di sempre.

La storia di Gabriella si inserisce nella mobilitazione nazionale per la campagna "PMA per tutte", promossa dall'Associazione Luca Coscioni, che attraverso una legge di iniziativa popolare chiede di estendere l'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita anche a donne single e coppie di donne. La raccolta firme si sta rapidamente avvicinando al traguardo delle 50.000 sottoscrizioni necessarie per il deposito in Parlamento, fa sapere Coscioni.

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Un'indagine nata per ascoltare e comprendere l'evoluzione delle aspettative dei giovani, anche davanti alle nuove sfide legate all'intelligenza artificiale e al cosiddetto "bioma digitale". Per Angelini, conoscere queste sensibilità significa anche orientare il proprio percorso di sostenibilità e responsabilità sociale.

"Questo ci dimostra alcuni elementi: il primo è che c'è una grandissima consapevolezza che porta anche a delle piccole-grandi azioni e poi, di conseguenza, nell'utilizzo più saggio di queste nuove tecnologie. Il secondo è che, accanto alla consapevolezza sui temi ambientali, sta emergendo una consapevolezza sugli impatti sociali delle attività delle imprese" ha dichiarato Isabella Falautano, Group Chief Sustainability & Communication Officer di Angelini Industries.

Ma il rapporto con le nuove generazioni passa anche dalla formazione e dalla possibilità di trasformare le competenze in opportunità professionali. È questa la direzione di Angelini Academy, che ha aperto i propri programmi anche all'esterno, creando nuovi collegamenti tra università e imprese.

"Il nostro sistema scolastico produce dei perfetti professionisti, molto bravi e con competenze tecniche che, magari, noi che lavoriamo in azienda da più tempo abbiamo anche un po' in obsolescenza. Sono fantastici nell'utilizzo delle tecnologie emergenti. Quello che magari manca, e che non permette ai ragazzi e alle ragazze giovani di esprimere al meglio subito il loro potenziale, è capire il contesto in cui si trovano" ha aggiunto Tiziana Carnicelli, General Manager di Angelini Academy.

Dalla consapevolezza sull'impatto della tecnologia alla formazione, il messaggio che arriva dai giovani è chiaro: la sostenibilità non riguarda solo l'ambiente, ma anche le persone e il loro futuro. E proprio su questo terreno si gioca la sfida tra competenze, innovazione e mondo del lavoro.

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In Italia, Lanc me ha scelto Telefono Amico come partner per portare avanti questo messaggio, puntando sull'ascolto e sulla possibilità di trovare uno spazio libero dal giudizio in cui esprimere ciò che si prova.

"Avere uno spazio è fondamentale per fare chiarezza nei propri pensieri, riordinarli e dare l'opportunità di esprimere il proprio malessere. Senza che sia una mera questione di genere, la donna affronta nella vita molte fasi particolarmente delicate, anche dal punto di vista biologico: dall'adolescenza al ciclo mestruale, fino alla maternità, all'allattamento e alla menopausa. In questo senso, si trova ad affrontare una complessità maggiore rispetto al resto della popolazione" ha dichiarato Cristina Rigon, presidente di Telefono Amico Italia.

Una collaborazione che nasce dalla volontà di affrontare il tema non soltanto attraverso la sensibilizzazione, ma anche con strumenti concreti di prevenzione e di consapevolezza: nell'ambito del progetto viene infatti messo a disposizione di tutte le donne un test di autovalutazione clinicamente validato - disponibile sul sito della campagna IMFINE.COM - che aiuta a identificare precocemente i segnali di rischio e a favorire un intervento tempestivo.

"Lanc me è un marchio globale che si occupa di bellezza. Ma la bellezza non è soltanto come appariamo, dipende soprattutto da come ci sentiamo. Per questo abbiamo deciso di avviare una partnership negli Stati Uniti con l'associazione ADAA, specializzata nei disturbi d'ansia e depressione femminile, e di affiancarla a livello locale con Telefono Amico Italia. Vogliamo declinare questo grande progetto sul territorio per stare vicini alle donne e affrontare un tema sempre più urgente come la salute mentale, che rappresenta la naturale estensione dei nostri valori" ha aggiunto Letizia Galeotti, General Manager di Lanc me Italia.

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