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A Roma la prima monografica su Pontormo, visionario dal colore acceso

di TMNews giovedì 8 ottobre 2026
3' di lettura

Roma, 8 ott. (askanews) - La prima grande mostra monografica dedicata a Jacopo da Pontormo, detto Pontormo (Pontorme, Empoli, 1494 - Firenze, 1557) è stata inaugurata alle Scuderie del Quirinale a Roma e sarà aperta al pubblico dal 9 ottobre al 7 febbraio 2027. Innovatore originale e visionario, la cui opera ha ispirato artisti del Novecento, come Bill Viola o Pasolini, Pontormo è tra i grandi protagonisti del Cinquecento fiorentino, artista inquieto e fondatore del manierismo in pieno Rinascimento.

La mostra, promossa da Ales - Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi - in conferenza stampa è intervenuto anche il direttore Simone Verde - prodotta insieme alla casa editrice Electa (che pubblica anche il catalogo), è curata da Cristina Acidini con altri tra i maggiori esperti del Cinquecento fiorentino (quali Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani) ed è l'occasione per vedere riuniti i principali capolavori dell'artista, come non accadeva dalla Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino a Palazzo Strozzi a Firenze nel 1956. La curatrice Acidini:

"Il percorso di Pontormo viene qui raccontato dagli esordi, nelle imprese collettive sotto l'egida di Andrea del Sarto, poi l'autonomia degli anni della maturità, con le grandi pale d'altare e i disegni che evocano la lunetta di Poggio a Caiano per Leone X de' Medici. E poi attraverso queste sue fasi, come l'avvicinamento alla grafica di Albrecht Duerer e il conseguimento di una sua maniera totalmente autonoma, visionaria, all'insegna di un colore acceso e ravvivato da forti contrasti", ha spiegato ad askanews la curatrice Cristina Acidini.

Dalla cappella Capponi in Santa Felicita a Firenze viene la pala con la Pietà (o Trasporto di Cristo, 1525-1528), di magnetica bellezza, insieme con quattro tondi con gli Evangelisti di Pontormo e Bronzino, mentre dalla pieve di San Michele Arcangelo di Carmignano presso Prato, viene l'opera più conosciuta di Pontormo, la Visitazione (1528-1532), che si può ammirare nell'ultima sala.

"E poi le grandi opere della maturità: i ritratti in particolare, sia per personaggi importanti della Firenze del Tempo e sia per la dinastia dei Medici che si insedia definitivamente nel 1530 e lo prende come primo pittore di corte", ha ricordato Acidini.

L'esposizione è resa possibile grazie a prestiti eccezionali provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo (oltre alle Gallerie degli Uffizi, alla Galleria dell'Accademia e Musei del Bargello a Firenze, la Galleria Borghese e l'Istituto centrale per la Grafica a Roma, anche il Louvre a Parigi, la National Gallery e il British Museum a Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery of Art di Washington, l'Art Institute di Chicago, il Getty Museum di Los Angeles e altri ancora), insieme con dipinti concessi dalle diocesi e dalle parrocchie di Firenze e del territorio.

Il direttore delle Scuderie del Quirinale Matteo Lanfranconi: "La prima mostra monografica dedicata a Pontormo, non era stata fatta neanche nella città di Pontormo, cioé Firenze. Le Scuderie del Quirinale ci sono riuscite, grazie anche alla partnership con le Gallerie degli Uffizi, straordinario prestatore della mostra e simbolo istituzionale di garanzia per la credibilità rispetto a tutti i prestatori internazionali che hanno riconosciuto questa come un'opportunità incredibile per partecipare".

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Il titolo Zarathustra Style nasce invece da un'intuizione precedente all'effettiva realizzazione dell'album. Già nel 2024 l'uso dell'espressione "Zarathustra" - riferita a ciò che non distrugge e rende più forti - veniva usata da Neffa. L'idea viene poi ripresa con Fabri Fibra. Dopo pochi giorni di lavorazione gli artisti decidono di denominarsi Zarathustra. A quel punto, contemporaneamente alla nascita della intro Zarathustra Style, la proposta di Fabri Fibra di intitolare così anche l'album, diventa una scelta naturale.

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