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Marina Militare Nastro Rosa Veloce, Giro Italia a Vela finisce a Trieste

di TMNews sabato 10 ottobre 2026
2' di lettura

Trieste, 10 ott. (askanews) - La sesta edizione del Marina Militare Nastro Rosa Veloce 2026 - il Giro dell'Italia a Vela, partita il 25 settembre da Genova, si è conclusa a Trieste dopo una navigazione d'altura non stop di 1.560 miglia. La cerimonia di premiazione si è svolta a bordo di Nave Amerigo Vespucci, che proprio a Trieste ha concluso il "Tour Mondiale Vespucci - Campagna in Nord America 2026", in occasione della 58esima Barcolana, la regata più partecipata al mondo.

A vincere il team tedesco MW, seguito dall'equipaggio francese Caracole RORC (che si è aggiudicato anche il premio "Repubbliche Marinare" per aver ottenuto il miglior tempo complessivo al passaggio dei gate di Pisa, Amalfi e Venezia), terzo il team inglese Red Dragon. Quarto il Fati Group, primo equipaggio italiano in classifica.

Una sfida internazionale: 10 gli equipaggi partecipanti - Marina Militare (ITA), Aeronautica Militare (ITA), Fati Group (ITA), La Fripouille (ITA/NZL), Red Dragon (GBR), MW (GER), Captain's Racing (USA), N2 Sailing (GER), Young Tigullio (ITA) e Caracole RORC (FRA) - e 20 gli atleti provenienti da Italia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, UK, Francia e Germania che hanno affrontato oltre 300 ore di navigazione d'altura, con condizioni di vento e di correnti a tratti molto impegnative.

Il Marina Militare Nastro Rosa Veloce 2026 è un'iniziativa del Ministero della Difesa, della Marina Militare e di Difesa Servizi, realizzata in collaborazione con SSI Sports & Events, con la partnership istituzionale del Ministro per lo Sport e i Giovani e del Ministero del Turismo, Valore Paese Italia, Regione Liguria e Comune di Genova, il supporto della Federazione Italiana Vela e del Comitato Organizzatore della XX Edizione dei Giochi del Mediterraneo - Taranto 2026, del RORC (Royal Ocean Racing Club), dello Yacht Club Italiano, Yacht Club La Maddalena, SVBG (Società Velica di Barcola e Grignano), MUMA (Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni) e Associazione Promotori Musei del Mare Onlus e con il patrocinio del CONI.

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I messaggi fraudolenti diffusi tramite WhatsApp sono apparentemente inviati da contatti conosciuti. Il messaggio invita a votare una bambina impegnata in un presunto concorso di danza o in un'altra competizione online e contiene una fotografia accompagnata da un link. Quel collegamento rimanda a un sito malevolo che induce l'utente a inserire il proprio numero di telefono e successivamente comunicare un codice ricevuto sul proprio dispositivo.

Queste informazioni consentono ai criminali di completare la procedura di registrazione di WhatsApp su un altro dispositivo e impossessarsi dell'account della vittima. Una volta sottratto il profilo, possono utilizzare l'identità per contattare familiari e amici chiedendo denaro facendo leva su situazioni di apparente urgenza. La vittima, nel frattempo, può perdere l'accesso al proprio account e non essere più in grado di avvisare tempestivamente i propri contatti.

La Polizia suggerisce come proteggersi: diffidare da messaggi che invitano a votare persone, partecipare a concorsi o effettuare verifiche attraverso link esterni, anche quando sembrano provenire da contatti conosciuti; non inserire il proprio numero di telefono su siti raggiunti tramite link sospetti ricevuti in chat; non comunicare mai a terzi i codici ricevuti sul proprio dispositivo per l'attivazione o la verifica di WhatsApp; se WhatsApp si disconnette improvvisamente o vengono visualizzati avvisi relativi alla registrazione dell'account su un altro dispositivo, intervenire immediatamente per recuperarne il controllo; in caso di compromissione, avvisare quanto prima familiari e conoscenti attraverso altri canali, invitandoli a non rispondere a richieste di denaro o messaggi sospetti provenienti dal proprio numero; attivare la verifica in due passaggi con PIN nelle impostazioni di WhatsApp; segnalare l'accaduto attraverso i canali ufficiali della Polizia Postale e seguire le procedure previste per il recupero dell'account.

Per segnalazioni e informazioni è possibile rivolgersi alla Polizia Postale attraverso i canali ufficiali del Commissariato di PS Online.

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