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Deraglia di un treno in Pakistan: almeno quattro morti

di TMNews martedì 13 ottobre 2026
1' di lettura

Multan (India), 13 ott. (askanews) - Almeno quattro persone sono morte e oltre una dozzina sono rimaste ferite nel deragliamentodi un treno vicino a Multan, nel sud della provincia pakistana del Punjab. Il presidente pakistano Asif Ali Zardari e il primo ministro Shehbaz Sharif hanno espresso la loro preoccupazione per il deragliamento e hanno disposto una indagine.

Incidenti e deragliamenti sono frequenti nell'antiquato sistema ferroviario pakistano, che conta quasi 7.500 chilometri di binari e trasporta oltre 80 milioni di passeggeri all'anno. La rete, risalente all'epoca coloniale, conserva ancora binari, snodi e ponti di oltre 150 anni fa, sebbene sia in corso un processo di modernizzazione nell'ambito del vasto Corridoio Economico Cina-Pakistan.

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Droni contro altre due navi, la Bulgaria chiede aiuto alla Nato

Milano, 13 ott. (askanews) - Ancora due mercantili colpiti dai droni nel Mar Nero, al largo della Bulgaria. Uno è affondato: undici marinai risultano dispersi, cinque sono stati salvati. L'altro, il Chelsea 3, battente bandiera maltese e di proprietà ucraina, è stato raggiunto da tre droni. Tutti e quindici i membri dell'equipaggio sono stati soccorsi, cinque hanno riportato ferite lievi.

È il secondo episodio del genere in una settimana. Il 6 ottobre altri due mercantili erano stati attaccati a circa 130 chilometri dalla costa bulgara. L'Alfa Watan era affondata e i suoi dieci marinai risultano ancora dispersi. L'Able, gravemente danneggiata e in fiamme, era stata raggiunta dai soccorritori bulgari, che avevano tratto in salvo tutti i diciotto membri dell'equipaggio.

Il primo ministro bulgaro Rumen Radev condanna i nuovi attacchi e chiede l'aiuto della Nato e dell'Unione europea per rafforzare la sorveglianza marittima e aerea: "È assolutamente inaccettabile, un altro attacco nelle immediate vicinanze delle acque territoriali bulgare. Sono stati informati i nostri rappresentanti permanenti presso la Nato e l'Unione europea. Sto per parlare con il segretario generale della Nato, Mark Rutte".

L'Ucraina accusa direttamente la Russia. Sofia, pur ritenendo che gli attacchi favoriscano Mosca, afferma di non avere ancora prove certe sulle responsabilità. L'ambasciatrice russa è stata convocata e ha dichiarato di non avere informazioni sugli attacchi. Intanto proseguono le ricerche degli undici marinai dispersi nell'ultimo naufragio.

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Susan Sarandon: a Gaza troppe morti, è giusto farsi arrestare

Roma, 13 ott. (askanews) - "Non credo sia importante cosa è successo a me per aver parlato di Gaza. Penso che la cosa importante ora sia sapere che, mentre parliamo, migliaia di persone, a cessate il fuoco in corso, continuano a essere uccise". Lo ha detto l'attrice Susan Sarandon, a Roma, rispondendo a una domanda sul suo arresto durante una manifestazione per i palestinesi.

"Oltre 2.000 persone sono state uccise in Libano - ha poi sottolineato - i bambini vengono ancora colpiti alla testa dai cecchini, vengono sepolti vivi, vengono lasciati morire di fame e non possiamo permettere che tutto questo venga normalizzato. È uno dei motivi per cui è importante farsi arrestare, la situazione va avanti da così tanto tempo che se ne parla fin troppo poco".

"Un film come 'Naza' - ha concluso - il fatto che la gente sia ancora in piazza e che partecipino a migliaia, è fondamentale, non possiamo permettere che questo definisca la nostra identità come mondo".

L'attrice è nella capitale per ricevere il Womenlands Excellence Award 2026 e presentare, insieme al regista Zach Woods, il film "The Accompanist", in anteprima nel concorso internazionale alla ventiquattresima edizione di Alice nella città, il festival che si svolge in parallelo e in agreement con la Festa del cinema di Roma, dedicato alle nuove generazioni, agli esordi e alla scoperta del talento.

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Esecuzione in diretta, Sarandon: amministrazione Usa "strafatta"

Roma, 13 ott. (askanews) - "Hegset, chiaramente era strafatto, completamente fuori di testa e probabilmente finirò nei guai per averlo detto, ma è evidente che avesse assunto qualcosa, quando ha fatto questo annuncio riguardo un'esecuzione in TV". Così Susan Sarandon, parlando a un evento a Roma, ha commentato l'annuncio del segretario alla Guerra deglki Stati Uniti, Pete Hegseth, sull'intenzione di voler trasmettere in diretta streaming mondiale l'esecuzione tramite fucilazione di Nidal Malik Hasan, autore della strage di Fort Hood del 2009.

"È l'esempio perfetto di quanto sia profonda la questione morale, o meglio la mancanza di moralità, di sensibilità, la mascolinità tossica, tutto ciò dimostra quanto sia profonda questa infezione all'interno dell'attuale governo degli Stati Uniti", ha aggiunto. "La maggior parte del mondo non prevede nemmeno la pena di morte, credo che dai tempi dell'ISIS sia mai stato diffuso un video del genere".

L'attrice è arrivata a Roma per ricevere il Womenlands Excellence Award 2026 e presentare, insieme al regista Zach Woods, il film "The Accompanist", in anteprima nel concorso internazionale alla ventiquattresima edizione di Alice nella città, il festival che si svolge in parallelo e in agreement con la Festa del cinema di Roma, dedicato alle nuove generazioni, agli esordi e alla scoperta del talento.

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Tumore al seno, un corto accende i riflettori sui caregiver

Milano, 13 ott. (Askanews) - Chi si prende cura di una persona malata spesso lo fa mettendo al secondo posto sé stesso e merita una voce. È questo l'obiettivo de "La luce nella crepa", un cortometraggio nato da un'idea di Anna Maria Mancuso, diretto da Anselma Dell'Olio e ispirato a una storia vera. È stato proiettato nell'Aula consiliare di Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, in occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico.

Racconta la storia di due sorelle, Luisa e Carla: la prima si dedica da tempo all'assistenza della seconda, che convive con un tumore al seno. Un viaggio alle terme, pensato per concedersi una pausa dalle difficoltà quotidiane, diventa un percorso che mette alla prova il loro rapporto e porta a una svolta.

Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna ODV e promotrice del progetto, ha così parlato del perché sia importante accendere i riflettori sui caregiver e sul riconoscere il loro ruolo: "Riteniamo che un film possa arrivare direttamente al cuore di chi fa le leggi. La vita dei caregiver è molto difficile e poco riconosciuta; oggi, finalmente, c'è una legge che dà un riconoscimento formale a questa figura, anche se c'è ancora molto da lavorare. Ma un film può arrivare dritto al punto: raccontare, attraverso le immagini, ciò che un caregiver vive ogni giorno, soprattutto nella fase più complicata della vita del paziente".

Al momento in Italia sono 12,3 milioni le persone che svolgono assistenza. Un impegno silenzioso, che può portare a solitudine e tristezza, ma bisogna chiedere aiuto e ritagliarsi spazi per sé.

Federico Romani, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, ha così risposto sul come aiutare i caregiver: "Sicuramente è fondamentale concedere il tempo, perché è ciò che conta davvero quando si ricoprono ruoli come questo: garantire sostegno e supporto a chi è malato. Serve la possibilità di svolgere questo ruolo a pieno e, sicuramente, anche qualche risorsa in più non guasterebbe".

"La luce nella crepa" vuole ricordare che, dietro ogni percorso, ci sono anche le persone che aiutano quotidianamente i pazienti. L'obiettivo è riconoscere il loro ruolo.

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