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Italia alla guida della missione Kfor in Kosovo, cerimonia a Pristina

di TMNews mercoledì 14 ottobre 2026
1' di lettura

Pristina, 14 ott. (askanews) - Il generale di divisione italiano, Roberto Vergori, ha assunto la guida della Kosovo Force (Kfor), subentrando al generale turco Ozkan Ulutas. Nelle immagini, la cerimonia al quartier generale della missione, alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto.

Vergori è il quindicesimo comandante italiano della forza multinazionale, impegnata dal 1999 a garantire la sicurezza e la stabilità del Kosovo, in un contesto regionale ancora segnato dalle tensioni tra Belgrado e Pristina.

"Le preoccupazioni non sono aumentate in questo periodo, sono quelle che ci sono state negli ultimi anni. È il motivo per cui noi ci siamo sempre impegnati in questa zona dei Balcani, perché la prima cosa per noi è garantire la sicurezza, intanto nei confini di casa, e questo è uno dei nostri confini", ha spiegato Crosetto, parlando con i giornalisti al termine della cerimonia. Il ministro ha inoltre sottolineato che l'impegno italiano nella regione continuerà anche nell'eventualità di una riduzione della presenza internazionale in Kosovo. "Lo facciamo questa volta riprendendo il comando col generale Vergori, lo facciamo con un impegno che proseguirà anche quando Kfor diminuirà il suo impegno in Kosovo, perché per noi i Balcani rappresentano un punto di riferimento per la nostra sicurezza" ha detto Crosetto.

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Astoi: il viaggio organizzato punta su esperienze e assistenza

Rimini, 14 ott. (askanews) - Gli italiani non rinunciano a viaggiare, ma riducono la durata delle vacanze, scelgono alberghi meno costosi e cercano nuove esperienze. L'Osservatorio Astoi Confindustria Viaggi, presentato al TTG di Rimini, registra per l'autunno-inverno ricavi in calo di circa il 4% e prezzi dei viaggi in aumento medio dell'8%. Tra le cause, i rincari e le tensioni geopolitiche. Pier Ezhaya, presidente di Astoi, racconta come cambiano le scelte dei viaggiatori e l'offerta dei tour operator.

"L'osservatorio di Astoi, Confindustria Viaggi - spiega Ezhaya - evidenzia un rallentamento di circa il 4% sui numeri dell'anno scorso. Questo però riteniamo sia ampiamente giustificato dalla crisi geopolitica che ha interessato il Medio Oriente e quindi tutto sommato è un dato che possiamo accettare con equilibrio e razionalità. È indubbio che l'aumento del carburante aereo, che è passato da 700 alla tonnellata anteguerra a 1.600 attuali, si sta facendo sentire sui prezzi dei biglietti aerei. Gli italiani però non rinunciano a viaggiare, accorciano un po' la durata del viaggio, magari scendono di un gradino nella scelta del livello dell'albergo, ma tutto sommato effettuano la loro vacanza col budget di spesa che hanno a disposizione".

Per Ezhaya, "sicuramente c'è anche un nuovo bisogno emergente. Le persone non cercano solo la destinazione, ma il motivo, la passione, l'esperienza che vogliono vivere in quel determinato luogo. Quindi anche la cultura, l'incontro coi territori, con le popolazioni locali, con la gastronomia, sono tutte ragioni che portano i clienti ad andare in alcune località ad effettuare alcuni tipi di viaggi. Per noi operatori ovviamente è la miglior risposta che ci proviene dal mercato e quindi ci siamo attrezzati per soddisfare nuovi bisogni"

"Il turismo organizzato - conclude - ha diversi vantaggi: innanzitutto assicura la vacanza perché chi viaggia col turismo organizzato è assistito prima, durante e dopo il viaggio, ma in secondo luogo viaggiare col turismo organizzato significa entrare più in profondità nelle destinazioni, vederle più a fondo, quindi non è solo un fatto di garanzia, ma un modo di vivere la vacanza con più rotondità e più profondità".

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Gaza, ostetrica Emergency: bambini tra rifiuti, privati della dignità

Milano, 14 ott. (askanews) - È passato un anno dal cessate il fuoco, ma la situazione nella Striscia di Gaza è ancora "emergenziale". Lo raccontano le testimonianze di chi lavora fianco a fianco con la popolazione, come Giulia Folci, ostetrica di Emergency, originaria di Como, che da Dayr al-Balah, proprio al centro della Striscia, descrive ad askanews le condizioni di vita dei palestinesi.

"L'immagine che più mi tocca quando dal mattino partiamo da casa e arriviamo alla clinica sono i bambini, le persone anziane che cercano nella spazzatura tra i rifiuti, una qualsiasi risorsa per migliorare la propria condizione di vita. Questa è l'immagine che più mi deprime e che più mi fa a dire cosa stiamo facendo noi dalla nostra parte del mondo per evitare che succeda una cosa del genere?", dice.

"Come viene privata della dignità una persona - si chiede - come un bambino che dovrebbe essere a scuola, che dovrebbe giocare, che dovrebbe essere felice, passa le proprie giornate tra l'andare a prendere l'acqua e fare la coda con le taniche, delle taniche molto pesanti, al cercare appunto tra i rifiuti, tra la spazzatura, un qualcosa che servirà a migliorare la condizione della propria tenda. Questo è veramente molto impegnativo da vedere tutti i giorni".

"Le donne che arrivano dalla clinica ci parlano di tanta preoccupazione e frustrazione per non poter garantire un futuro ai loro figli, per non saper dare risposte ai loro figli - racconta - Le donne sono molto preoccupate perché dipendono, sentono di dipendere da qualcuno al di fuori della Striscia e sentono che non sono loro stesse a gestire il futuro dei loro bambini. Questa è la cosa che le preoccupa di più. Nonostante questo vedo anche della speranza, perché tantissime donne scelgono consapevolmente di avere un bambino, di continuare ad allargare la famiglia e questo a volte, io mi chiedo, con che forza lo facciano e questo arriva da loro. Dicono che la vita porterà sicuramente qualcosa di meglio rispetto alla situazione attuale".

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Papa, l'oncologo Gelibter analizza il post-intervento e la ripresa

Roma, 14 ott. (askanews) - Il prof. Alain Gelibter, dirigente medico oncologo presso il Policlinico Umberto I di Roma, dove è anche responsabile clinico del PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) per il tumore polmonare, parla dei vari scenari del post-operatorio per Papa Leone, che si è sottoposto a una lobectomia inferiore destra, per l'asportazione di un nodulo polmonare, che si è rivelato un tumore, al Policlinico Gemelli.

"Da quanto sappiamo si tratta di un adenocarcinoma polmonare e questo già ci apre un po' di caratterizzazioni - ha spiegato - la caratterizzazione patologica è quella più importante per capire la diagnosi, la prognosi e soprattutto il tipo di trattamento successivo, se sarà necessario o meno. Su questa base si deciderà poi il tipo di trattamento oppure se il paziente potrà essere candidato solamente al follow-up, in quanto anche da solo l'intervento chirurgico, se il nodulo è solitario, sotto ai 3 centimetri e comunque con linfonodi negativi, questa tipologia di pazienti potrebbe andare anche solamente a follow-up".

Per quanto riguarda la ripresa e le dimissioni dall'ospedale, secondo il prof. Gelibter, "se siamo al primo o al secondo stadio, c'è un buon recupero e non ci sono grosse comorbidità, nell'arco di poche settimane il paziente può riavviare la propria vita normale con le proprie attività e solitamente, a meno che non ci siano poi complicanze post-operatorie, il decorso è questo. L'ospedalizzazione dipende dalle situazioni, ma tra i 7, 10, 14 giorni massimo, se non ci sono complicanze".

"C'è in generale una possibilità di ricaduta in tutte le neoplasie, nelle neoplasie polmonari soprattutto - ha aggiunto - ma c'è una netta differenza tra gli stadi: al primo stadio le possibilità di ricaduta sono basse, medio-basse, dipende anche qui dalle dimensioni della neoplasia, di solito sotto i 3 centimetri stiamo nel T1, quindi lo stadio più basso, e le possibilità di sopravvivenza a 5-10 anni sono molto alte. Le possibilità di recidiva purtroppo aumentano con l'aumentare dello stadio patologico, quindi è importantissimo avere una netta caratterizzazione biologica e patologica per poter poi definire trattamenti e prognosi".

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Hassabis di Google: "Incidenti gravi fra 2 anni se non interveniamo"

Dublino, 14 ott. (askanews) - Gli incidenti causati da agenti di intelligenza artificiale che hanno avuto reazioni inaspettate mentre eseguivano dei compiti assegnati, hackerando siti o recuperando informazioni in modi non richiesti, sono solo i primi segnali di allarme. Al coro dei giganti tech secondo cui è arrivato il momento di rallentare sullo sviluppo dell'Ia, si aggiunge Demis Hassabis, presidente di DeepMind di Google.

"I sistemi non sono ancora così potenti, quindi gli incidenti non sono così gravi, ma potrebbero diventarlo, guardando al prossimo anno e ai prossimi due anni - ha detto Intervenendo a una conferenza sull'intelligenza artificiale a Dublino - se non ci impegniamo di più come settore e individualmente come aziende e governi per rendere sicuri questi sistemi e creare ambienti di test sicuri in cui provarli, probabilmente offline e non ancora connessi a Internet quando li si testa per la prima volta."

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