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Fuksas: volevo fare il pittore, ad Elisa invidio la libertà creativa

di TMNews giovedì 15 ottobre 2026
2' di lettura

Roma, 15 ott. (askanews) - Elisa Fuksas racconta suo padre, il grande architetto Massimiliano, nel film "Fuksas. Da tutta la vita", che è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma. E' un racconto tra pubblico e privato fatto di materiale d'archivio, filmati e foto di famiglia e testimonianze delle opere di architettura realizzate in tutto il mondo, e di un dialogo-intervista, tra un padre e una figlia.

La regista ha spiegato: "Ho capito che noi inventiamo i nostri genitori e i nostri genitori ci inventano. E questa enorme porzione di immaginazione che regola tutti i nostri rapporti mi sembra poi la cosa più preziosa che abbiamo".

In questo dialogo-confronto, in cui affiorano continuamente grande complicità e grande ironia, Fuksas sembra invidiare la libertà creativa della figlia. "Beh, io volevo fare il pittore, immagina quello che posso provare, quasi un senso non di invidia, di distruzione fisica, ecco, c'è qualcuno che fa quello che volevo fare io" ha spiegato il padre.

Tra ricordi, emozioni, scambi e riflessioni, anche con la madre Doriana, da sempre al fianco di Massimiliano nei suoi progetti, Elisa porta alla luce anche i filmati di quel giovane architetto che "voleva fare la rivoluzione". Alla domanda se pensa di averla fatta attraverso la sua architettura, lui ha risposto: "No, non ci sono riuscito però è un progetto a lungo termine, penso di riuscirci fino in fondo. Lo voglio fare. Cioè, la felicità non è misurata, come diceva Lula che ho incontrato tanti anni fa, dal PIL. La felicità è un altro PIL, è quello dei sentimenti, se riuscissimo a dare la felicità alle persone avremmo vinto tutte le guerre".

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Rimini, 15 ott. (askanews) - La destinazione si scopre soltanto in aeroporto, poche ore prima della partenza. È la formula dei Mystery Tour di Onivà, tour operator specializzato in viaggi individuali su misura. Per organizzare la sorpresa, l'azienda raccoglie desideri, preferenze e mete da escludere, coinvolgendo anche un complice scelto dal viaggiatore, spesso un amico o un familiare. Al TTG di Rimini, la fondatrice Francesca D'Urbano racconta come funzionano questi viaggi e perché, nell'epoca degli itinerari pianificati anche con l'intelligenza artificiale, vale ancora la pena lasciare spazio all'imprevisto.

"Onivà - Viaggi Fatti a mano è un tour operator di viaggi su misura che si rivolge solamente al cliente - spiega D'Urbano - Noi organizziamo solamente viaggi individuali, non gruppi. Ci piace dire viaggi fatti a mano perché sono effettivamente disegnati e costruiti sopra ogni cliente. Da Onivà non si trovano mai due viaggi identici perché non ci sono due viaggiatori identici". "Gli Onivà Mystery Tour sono i nostri viaggi a sorpresa. Mi piace dire perché è vero che sono gli unici in Italia in cui si scopre la destinazione in aeroporto poche ore prima di partire".

"Noi ci interfacciamo con il complice - prosegue - che in questo caso è sempre esterno e lui ci consiglia, magari è un amico, un parente, ci consiglia se la destinazione che abbiamo individuato è quella giusta. Però è ancora molto bello lasciarsi sorprendere, non solamente dal viaggio a sorpresa, ma anche in un viaggio con destinazione conosciuta, da mettere l'imprevisto, che magari poi può diventare qualcosa di bello all'interno dei viaggi e quindi insomma spingiamo le persone anche a lasciare un po' di pagine bianche nel racconto".

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"Hamas sta ricostruendo le proprie capacità militari, riaffermando la propria presenza nella Striscia di Gaza e tentando di compiere attacchi terroristici contro di noi. Si tratta di un ritorno alla politica che privilegia la permanenza di Hamas al potere nella Striscia di Gaza. Un fallimento clamoroso del governo israeliano".

"Mai a un governo israeliano era stato concesso un tale margine di manovra e una tale legittimità - da parte dell'opinione pubblica e del mondo intero - e mai, al contempo, un governo aveva subito un fallimento strategico così clamoroso".

"Oggi prendo un impegno pubblico: dal momento in cui entrerò nell'ufficio del Primo Ministro, entro 18 mesi Hamas non governerà più la Striscia di Gaza. Questo sarà un obiettivo ufficiale del governo che guiderò".

"Ciò avverrà o attraverso iniziative basate sul piano del Presidente Trump, accettato dal governo di Netanyahu, o mediante l'impiego di capacità militari e operative che faranno leva su ingegno e creatività. Azioni che porteranno alla distruzione dell'ala militare di Hamas".

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"Non assomiglia più a un movimento studentesco delle scuole superiori. Siamo di fronte a un movimento di violenza urbana, la cui intensità è ulteriormente aumentata negli ultimi giorni. In particolare in alcune aree urbane ben precise - Parigi, Créteil, Lione e altri punti sparsi sul territorio - dove, per l'appunto, si assiste a un incitamento alla violenza che è assolutamente spaventoso", ha sottolineato.

"Questa mattina, così come nei giorni scorsi, ci sono stati lanci di mortaretti dalla strada verso gli istituti superiori. Ci sono state persino intrusioni di individui che sono entrati nei licei per sparare questi petardi. Invito inoltre il mondo dell'informazione a usare una terminologia tecnicamente precisa: non si tratta di un movimento studentesco. Definirlo tale, peraltro, costituisce un'offesa verso quegli studenti che hanno voluto esprimere il proprio disagio o malcontento, oppure avanzare richieste al governo o ai consigli regionali. È necessario distinguere nettamente tra le violenze urbane - che, per definizione, non rientrano in alcun quadro legale - e le forme di protesta che si inseriscono in un contesto di rivendicazione legittima".

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