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"Stop al terrorismo ebraico": ex diplomatici israeliani contro i coloni

di TMNews lunedì 19 ottobre 2026
1' di lettura

Gerusalemme, 19 ott. (askanews) - Ex ambasciatori e diplomatici israeliani in pensione hanno manifestato davanti al ministero degli Esteri, a Gerusalemme, per chiedere la fine delle violenze dei coloni nella Cisgiordania occupata. La protesta segue l'attacco di sabato contro un convoglio di diplomatici europei e alcuni giornalisti. Secondo i testimoni, il sindaco francese Bernard Baudoux, 78 anni, è stato colpito con calci e spranghe. L'Unione europea ha condannato l'aggressione e chiesto a Israele di individuare i responsabili e fermare le violenze contro palestinesi, diplomatici e giornalisti.

Daniel Shek, ex ambasciatore israeliano in Francia: "Siamo rimasti sconvolti da quanto accaduto ieri, quando rappresentanti stranieri, diplomatici e giornalisti, sono stati attaccati da terroristi ebrei. E siamo rimasti sconvolti dalla mancanza di un intervento serio da parte delle forze di sicurezza presenti". "Siamo un gruppo di ex diplomatici di alto livello, perlopiù ambasciatori, che hanno a cuore, e continuano ad avere a cuore, ciò che questo Paese sta facendo e il modo in cui viene percepito nel mondo".

Jeremy Issacharoff, ex ambasciatore israeliano in Germania: "C'erano già stati attacchi contro i palestinesi, ma ora la violenza si è estesa ai rappresentanti stranieri, compresi diplomatici europei e il fotografo del Washington Post. Questi attacchi sono inaccettabili, intollerabili e devono cessare immediatamente. Sono diretti a destabilizzare la situazione in Cisgiordania, soprattutto prima delle elezioni. È per questo che siamo qui: per esprimere la nostra indignazione per quanto sta accadendo in questi territori e perché il governo non sta facendo tutto ciò che dovrebbe per fermarlo".

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L'attrice-regista, attraverso i filmati di repertorio ritrovati dalla figlia Sophie, coinvolge gli spettatori in quei lunghi viaggi compiuti dal 2003 ad oggi verso quel remoto villaggio del Nepal. Luoghi sospesi nel tempo che rappresentano anche una riconnessione con se stessa. "Negli anni questo strano posto, così diverso, così lontano è diventato casa. - ha detto Smutniak -Forse solo adesso, forse guardando questo film, chi potrebbe mai essere curioso di chi sono io. ecco, io sono quella roba lì".

Attraverso la voce di Sophie Kasia ripercorre oltre vent'anni di vita e l'impegno, tra mille difficoltà e ostacoli, per preservare la scuola che ha consentito a tanti bambini di quella regione di proseguire gli studi, senza dover abbandonare le proprie famiglie. Un percorso nato dall'incontro con una donna speciale, Kunzoum, che guida la scuola: "Kunzoum per me è il centro della bussola, è come se lei, con la sua totale semplicità, con la sua vitalità, con la sua gioia, mi indicasse dove è il centro" ha affermato la regista.

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"Dall'altro lato, abbiamo un potere macronista ormai al capolinea, esausto, disorientato, che sembra ormai incapace di fare altro se non commentare la propria impotenza - direi quasi la propria decadenza. Abbiamo un governo che deplora gli eventi senza riuscire a prevenirli, a controllarli o persino a gestirli", ha attaccato.

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Presentata alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Freestyle - Serie, "Melania Rea", la nuova serie Hbo Original diretta da Stefano Mordini, su HBO Max dal 6 novembre che racconta Melania giovane, in una relazione all'apparenza normale ma che svela a poco a poco le sue dinamiche, fino alla ricostruzione del caso giudiziario. Il regista:

"Avevamo bisogno di capire il contesto in cui si genera questa cosa e spero che si universalizzi il più possibile. È Melania ma sono tutte le ragazze che si ritrovano dentro una relazione che è di possesso e non d'amore". "Cosa c'è dietro un atto? Prima ancora di giudicarlo, cercare di capire perché è avvenuto. E sai benissimo che in realtà è una storia che vorresti non dover raccontare.

Quando faccio questo tipo di racconto, con la protagonista che in questo caso so che purtroppo è stata assassinata, penso sempre di poterla salvare".

Maria Esposito è Melania Rea: "Ho cercato di essere me stessa, perché alla fine anch'io sono un po' come Melania, nel senso determinata, sogno di avere una famiglia".

Daniele Rienzo è Salvatore Parolisi: "Cosa mi ha lasciato questo ruolo? Tantissime domande in quanto uomo, tantissime domande in quanto uomo in questa società e tantissime domande che secondo me ancora non hanno tante risposte".

Oltre al confronto con l'avvocato e con diversi consulenti che hanno lavorato sul caso, la famiglia di Melania Rea ha collaborato:

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