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Titolare negozio devastato a Milano: violenza insensata, quasi tribale

di TMNews lunedì 19 ottobre 2026
2' di lettura

Milano, 19 ott. (askanews) - Vetrina in frantumi e negozio completamente depredato per ben due volte, Stefano Colombo titolare di un punto vendita di un noto brand sportivo in via Dante a Milano, racconta quello che accaduto. "Ieri è successo, in realtà in entrambe le giornate. perché già a sabato abbiamo subito un assalto al negozio, sono riusciti ad entrare dalla porta d'ingresso e sono riusciti ad arraffare un po' di merce, spaventare il personale all'interno e prendere anche quello che c'era di soldi all'interno della cassa. Il giorno dopo siamo riusciti a sistemare la porta e abbiamo riaperto il negozio nel pomeriggio e dopo poche ore abbiamo subito un secondo assalto, questa volta molto più grave: la porta stata proprio disintegrata la come potete vedere, sono riusciti a introdursi, erano circa un centinaio. 100 persone che in pochissimi minuti sono riusciti a prendere buona parte della merce".

Che danni avete avuto e quando pensate di riaprire? "Stiamo verificando un po' tutta la situazione, adesso stanno cercando di capire quando riusciremo a sostituire le porte, i vetri e mettere in sicurezza. E vorrei ringraziare anche tutto il personale che ha dimostrato grandissimo coraggio e disponibilità. Però chiaramente, anche la loro situazione emotiva quindi faremo tutti i ragionamenti del caso in questo momento la priorità è che tutti si sentano sicuri nel poter tornare a operare però l'obiettivo è cercare di tornare alla normalità perché non possiamo neanche pensare che si possa fermare tutto per delle situazioni così senza senso mi rende".

Vi aspettavate una cosa del genere dopo la situazione di sabato? "No, passato ci sono state delle situazioni, ma non in modo così violento. Una violenza senza senso fatta da ragazzi di giovanissima età colpisce ancora di più. Ed è veramente qualcosa che tocca nel profondo molto di più. Di un semplice atto di vandalismo o di rapina. È un qualcosa che fa molto molto molto più male al cuore".

Che tipo di persone erano? Che tipo di organizzazione secondo lei? "Non c'era organizzazione. C'è un istinto quasi tribale che è fomentato dai social network e da pretesti di considerazione sociale totalmente autoreferenziale".

E forse c'è anche un senso di impunità? "C'è totalmente un senso di impunità e mischiata un senso di invincibilità. Non so se bisogna operare su questo, non ho le soluzioni a portata di mano, però è un aspetto psicologico e sociale veramente inquietante pensare veramente che dei ragazzini di quell'età possano sentirsi all'interno di un contesto di gruppo così invincibili, intoccabili e senza alcun tipo di etica e moralità".

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Paolo Coletta: con "Interno familiare" porto l'opera buffa al cinema

Roma, 19 ott. (askanews) - Dopo averlo portato a teatro, il compositore e drammaturgo Paolo Coletta ha esordito al cinema con "Interno familiare", presentato alla Festa di Roma nella sezione Freestyle, tratto dal racconto omonimo di Anna Maria Ortese. Tutto si volge in poche ore, a Napoli, alla vigilia di Natale. Non teatro filmato ma un film musicale, un'opera buffa e folle, l'ha definita il regista, tra parole e canto, sogno e realtà.

"Abbiamo fatto un film pazzo nel suo linguaggio e nell'aver scelto la strada della parola cantata, non è un musical ma un film che ha raccolto la sfida del riprendere il linguaggio dell'opera buffa. E se qualcuno che non ha mai assistito all'opera andasse a scoprire anche l'ironia pazzesca di quel periodo, del '700, in cui Napoli era la culla dell'opera buffa io già sarei contento".

La protagonista del racconto di Ortese qui è più giovane: Anastasia, che regge sulle sue spalle la famiglia ma viene messe in crisi dal ritorno a Napoli di un amore mai dimenticato e inizia a interrogarsi sulla sua identità, è Marianna Fontana, che ha parlato di un'esperienza totalizzante.

"Inizialmente ho avuto un po' paura - ha detto l'attrice - perché è un libro veramente intoccabile, che racconta una Napoli con una prospettiva totalmente diversa". Un film che spera possa arrivare ai giovani: "Anastasia è una donna che veramente cerca la sua identità". "Può rappresentare un altro tipo di femminilità che non è una femminilità accondiscendente, non è una femminilità dolce, ma è una donna con un carattere spigoloso, che ha la sua identità e che tramite questo desiderio si scopre" ha detto l'attrice. Nel cast anche Mariangela D'Abbraccio e Giovanna Sannino.

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Sanità, da AIFA ok a rimborsabilità terapia per LAL-D

Roma, 19 ott. (askanews) - Alexion, AstraZeneca Rare Disease, ha annunciato che l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di sebelipase alfa. È la prima terapia enzimatica sostitutiva disponibile in Italia per i pazienti di tutte le età affetti da deficit di lipasi acida lisosomiale (LAL-D), una patologia metabolica genetica ultra-rara e progressiva che provoca l'accumulo di lipidi nel fegato e in altri organi, fino a causare gravi danni multiorgano e morte prematura.

"Si tratta di una malattia genetica autosomica recessiva che colpisce il gene LIPA su entrambi gli alleli, riducendo quasi del tutto l'attività dell'enzima. Questo enzima ha il compito di scindere gli esteri del colesterolo e i trigliceridi a livello lisosomiale. La sua inattività comporta un accumulo di queste sostanze nei lisosomi, provocando una sofferenza d'organo, in particolare a carico del fegato e del sistema cardiovascolare. L'impossibilità di smaltire gli esteri del colesterolo nei lisosomi innesca infatti un meccanismo che ne aumenta l'esportazione: di conseguenza, i pazienti presentano un quadro di ipercolesterolemia con bassi livelli di colesterolo 'buono' e un accumulo di grasso al fegato, esponendosi a un elevato rischio sia epatico che cardiovascolare" ha dichiarato Umberto Vespasiani Gentilucci, Responsabile Unità Malattie Autoimmuni e Metaboliche del Fegato, Campus Bio-Medico.

Il fattore tempo è cruciale: nella forma neonatale più grave (sindrome di Wolman), senza cura l'89% dei neonati non supera il primo anno di vita. In età pediatrica e adulta la malattia evolve più lentamente ma con danni progressivi.

La terapia agisce direttamente sulla causa della malattia sostituendo l'enzima carente. Con la decisione di AIFA i pazienti italiani dispongono finalmente di una cura mirata, mentre l'iter per la rimborsabilità prosegue nel resto dell'Unione Europea.

"Il paziente si rende conto che la propria vita sta cambiando e migliorando, riacquistando così fiducia nel futuro. Si tratta di un'innovazione che deve coinvolgere l'intero sistema di cura: questo deve accompagnare il paziente, strutturando per lui un percorso assistenziale continuo, dall'infanzia fino all'età adulta e poi alla terza età" ha aggiunto Manuela Vaccarotto, Vicepresidente di AISMME (Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie).

"Da un lato, la ricerca e la raccolta di dati di real world per comprendere sempre meglio la patologia per cui oggi offriamo un'innovazione terapeutica rappresentano un impegno fondamentale; dall'altro, è ugualmente cruciale diffondere la conoscenza della malattia, non solo presso il pubblico generale, ma anche tra tutti i clinici coinvolti nel percorso diagnostico-terapeutico" ha concluso Luca Bardoscia, Medical Director Alexion, AstraZeneca Rare Disease.

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Unhate Foundation e il Gemelli insieme per il benessere mentale

Roma, 19 ott. (askanews) - Può l'arte curare la mente? È questa la domanda intorno alla quale si è svolto presso la Libreria Feltrinelli di Largo Argentina a Roma l'incontro su come i linguaggi creativi possano essere dei veri alleati nei percorsi di cura dei giovani. A supporto di questa convinzione, sono stati presentati i risultati del progetto Art4Mind promosso da Unhate Foundation, realtà del terzo settore ideata da Alessandro Benetton e sostenuta da Mundys, Edizione e Aeroporti di Roma in collaborazione con la UOC di Psichiatria Clinica e d'Urgenza della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, che dimostrano, con i fatti, come il benessere psicologico sia strettamente legato alle arti.

Le parole di Irene Boni, Consigliere Delegato di Unhate Foundation: "Il benessere psicologico è una condizione fondamentale perché un giovane possa riconoscere il proprio valore, costruire relazioni e riuscire a immaginare il proprio futuro. Oggi vediamo crescere fragilità che non possono essere affrontate solo quando diventano emergenza: abbiamo bisogno di creare più spazi, linguaggi e opportunità attraverso cui ragazze e ragazzi possano esprimersi e ritrovare risorse. È da questa convinzione che nasce Art4Mind. Con il Gemelli abbiamo scelto di non limitarci a finanziare dei laboratori artistici, ma di costruire una vera sperimentazione, mettendo insieme competenze cliniche, artistiche e culturali e misurandone gli effetti. I primi risultati, ancora preliminari, sono molto incoraggianti: ci dicono che vale la pena continuare. La nostra ambizione ora è consolidare le evidenze, ampliare il numero di giovani coinvolti e capire se questo approccio possa diventare un modello replicabile anche in altri contesti di cura e di prevenzione. È esattamente il ruolo che immaginiamo per Unhate: connettere mondi diversi per trasformare buone intuizioni in opportunità concrete e, quando funzionano, accessibili a sempre più giovani."

La valutazione scientifica condotta dal Policlinico Gemelli evidenzia un impatto favorevole su diverse dimensioni psicologiche e riabilitative: la resilienza ha registrato un incremento significativo da 25,9 a 29,3 punti (p = 0,035) con un miglioramento nel 62,5% dei partecipanti. Anche la regolazione emotiva può constatare un miglioramento nel 75% dei giovani coinvolti, il dato individuale più elevato, mentre i sintomi depressivi sono stati ridotti in media di oltre 3 punti al BDI-II (Beck Depression Inventory) con un miglioramento nel 70,8% dei partecipanti. Per l'aderenza terapeutica, invece, aumento da 22,3 a 24,1 punti, con trend verso la significatività (p = 0,055). Stress, ansia e distress psicologico migliorati individualmente tra il 54% e il 58%. Infine, segnali positivi nelle dimensioni di alienazione e approvazione degli stereotipi.

L'intervista a Gabriele Sani, Direttore della UOC di Psichiatria della Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS: "Questo è un giorno molto importante di cui siamo veramente felici. È la fine di un primo percorso nel quale abbiamo veramente misurato i dati di un concetto che avevamo ben chiaro in mente: la bellezza ha una valenza oltre che estetica profondamente etica e veramente terapeutica e questo migliora la capacità dei ragazzi di rispondere ai problemi della vita e diminuisce la percentuale d' ansia, diminuisce la depressione, quindi sono veramente risultati importanti".

La cura può parlare più linguaggi, e l'arte può rappresentare uno spazio complementare di espressione, relazione e sviluppo personale. Nel concreto, lungo Art4Mind sono stati realizzati tre laboratori artistici, rivolti agli Under 30, incentrati su poesia, scrittura creativa e fotografia.

Il commento del "Poeta della Serra", partner di Art4Mind: "È difficile spiegarlo a parole perché è una questione emotiva. Non è un lavoro come gli altri, è un lavoro che ha a che fare con i rapporti che si vengono a creare giorno per giorno quindi non è soltanto spiegare cosa sia la poesia ai ragazzi, ma è entrare tutti insieme in un mood condiviso e quindi entrare nell'essenza stessa di quella che è la poesia. La poesia nasce come qualcosa che si narrava intorno a un fuoco e che univa le persone."

Per l'occasione è stata inoltre presentata per la prima volta in Italia il libro "L'arte che cura. Nuove evidenze scientifiche" di Daisy Fancourt, psicobiologa ed epidemiologa, che dimostra tramite evidenze scientifiche come la cultura incida profondamente sul benessere psicologico.

Nel complesso, si può dire come i primi dati scientifici su Art4Mind dimostrano come l'arte non sia soltanto una forma espressiva, ma una vera e propria risorsa terapeutica capace di restituire speranza e benessere psicologico ai più giovani.

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MAF 2026: vent'anni di innovazione audiovisiva

Milano, 19 ott. (askanews) - Vent'anni di storia e una nuova identità per guardare al futuro dei media. A Milano, il MAF 2026, il Multimedia Audiovisual Forum, ha riunito i protagonisti dell'industria audiovisiva. Al centro dell'edizione, una svolta importante: HD Forum Italia cambia nome e diventa Media Innovation Forum Italia, ampliando la propria missione per rappresentare un ecosistema sempre più interconnesso. Un'evoluzione che nasce dal percorso compiuto dal 2006 a oggi. Dall'Alta Definizione a uno scenario in cui televisione, piattaforme digitali e nuove tecnologie condividono sfide e opportunità.

"Questa giornata la dedichiamo a tutti i nostri amici, partner e associati in cui ci vediamo, esponiamo gli stand, facciamo vedere le novità e raccontiamo quello che sarà il futuro. Passati i primi 20 anni ci sarà un'evoluzione e gli altri dovranno ragionare perché alcuni di noi sono a fine corsa" ha dichiarato Tonio Di Stefano, Presidente di HD Forum Italia.ù

Il cambio di nome rappresenta molto più di una nuova identità: è un'apertura verso nuove competenze e professionalità, con l'obiettivo di favorire la collaborazione tra imprese, università, istituzioni e centri di ricerca.

"E' un luogo in cui si può fare network e in cui si può conoscere questo mondo che si sta ampliando. Era un semplice lavoro tecnico, ma ora sta diventando qualcos'altro. Siamo fiduciosi del fatto che oggi vengano fuori belle idee" ha aggiunto Stefania Sagona, Vice Presidente di HD Forum Italia.

Con il nuovo Statuto, l'associazione amplia il proprio perimetro e punta a rafforzare il dialogo tra i protagonisti dell'ecosistema dei media, mantenendo il MAF come spazio di confronto e condivisione dell'innovazione.

"Sono tematiche di grande innovazione e che stiamo vedendo che impattano in questo settore, nel mondo audiovisivo, in modo rilevante perché la tecnologia è prominente e ci spinge ad essere più veloci e produttivi. HD Forum cambia nome e si chiamerà Media Innovation Forum Italia. Un cambiamento che ci porta ad ampliare il mondo verso la produzione, l'innovazione a 360 gradi e la normativa che è così importante e prende parte ad ogni evoluzione di oggi" ha concluso Benito Mari, Segretario di HD Forum Italia.

L'esperienza di vent'anni diventa così il punto di partenza per una nuova fase. Media Innovation Forum Italia raccoglie l'eredità di HD Forum Italia e guarda al futuro, mettendo in rete competenze e protagonisti dell'innovazione.

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