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"Una collezione unica", a Parigi i capolavori di Blaquier-Arrieta

di TMNews mercoledì 21 ottobre 2026
2' di lettura

Parigi, 21 ott (askanews) - Una raccolta di opere impressioniste e post-impressioniste di primissimo piano, con un valore complessivo stimato di 450 milioni di dollari, arriva a Parigi in attesa di andare all'asta da Sotheby's a New York in novembre. Stiamo parlando della collezione Blaquier-Arrieta, che comprende dipinti di enorme valore, economico, ma prima ancora culturale.

"Si tratta di una collezione davvero unica, come raramente se ne vedono - ha detto Grégoire Billault, direttore della divisione Arte contemporanea di Sotheby's - . Di solito, capita abbastanza spesso di imbattersi in un singolo dipinto importante o in un nutrito gruppo di opere; qui, invece, ci troviamo di fronte a qualcosa di eccezionale: un capolavoro per ogni artista, riferito a ciascun periodo e realizzato nel pieno della loro maturità creativa. Ammirare un grande Van Gogh è già di per sé un evento raro, ma vederlo accanto a un grande Cézanne lo è ancora di più. Se poi aggiungiamo un grande Renoir, la rarità aumenta ulteriormente; e con l'inserimento di un grande Pissarro, il tutto diventa un caso assolutamente senza precedenti".

Se il "Castagno in fiore" di Van Gogh era un dipinto che non era stato visto per decenni, a rendere unico l'evento è proprio la dimensione di collezione delle opere, il loro essere riunite insieme, che conferisce al tutto un'aura diversa e profonda. "È, in un certo senso, una capsula del tempo - ha aggiunto Billault - un frammento sottratto alla storia dell'arte che, a mio avviso, incarna perfettamente l'importanza di questo movimento e spiega perché esso susciti reazioni così profondamente toccanti in tutto il mondo".

Certo, alla fine si tratta di mercato, compratori, denaro. Ma in questo caso è impossibile negare che ci sia qualcosa che va oltre.

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Allarme ONU: El Nino forza distruttrice, in arrivo devastazioni e fame

Milano, 21 ott. (askanews) - El Nino sempre più minaccioso: il fenomeno meteorologico estremo, che provoca sia inondazioni sia siccità, sta addirittura facendo cambiare colore all'oceano Pacifico e si prevede che avrà una forza inusitata. L'allarme è stato lanciato anche dalle Nazioni Unite a Ginevra.

"Il nostro più recente aggiornamento climatico stagionale a livello globale - ha detto Celeste Saulo, segretario generale dell'Organizzazione meteorologica mondiale dell'ONU - prevede che, nel Pacifico tropicale - epicentro del fenomeno El Nino -, le temperature superficiali del mare potrebbero salire fino a 3,8 gradi centigradi al di sopra della media nel periodo compreso tra novembre 2026 e gennaio 2027. Ciò avrà conseguenze di vasta portata sui modelli meteorologici in tutto il mondo".

Tradotto, avrà conseguenze per la vita di milioni e milioni di persone e, ancora una volta, ci metterà di fronte, per dirla con il filosofo Timothy Morton, all'iperoggetto "cambiamento climatico", che deve essere affrontato e che è, nel suo complesso, la crisi più grande della nostra era antropocentrica.

"Questo El Nino - ha aggiunto Tom Fletcher, capo delle operazioni umanitarie dell'ONU - è un colosso. È una forza distruttrice. Come avrete sentito, si abbatterà sull'America Latina, sull'Africa orientale e meridionale, sull'Asia e sul Pacifico, portando con sé caldo estremo, siccità e inondazioni. Tutto ciò comporta conseguenze umanitarie di vasta portata: 50 milioni di persone potrebbero trovarsi ad affrontare una maggiore insicurezza alimentare. Secondo le stime della Banca Africana di Sviluppo, il fenomeno costerà ai Paesi africani una cifra compresa tra i 10 e i 20 miliardi di dollari statunitensi".

Possiamo aspettare che arrivi il disastro, ci dicono da Ginevra, oppure si può iniziare a investire nella resilienza, perché ormai l'adattamento sembra essere l'unica strada rimasta.

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Centrodestra, Cateno De Luca: Vannacci? E' il partito dei cazzari

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"Lo dico con molta onestà perché un sindaco è costretto a indicare soluzioni e a risolvere problemi, non è un soggetto che pontifica perché ha il cittadino dietro la porta", ha spiegato.

"Chi oggi cavalca maldipancia, disagi che la politica non è stata capace di risolvere è ovvio che lo fa in modo strumentale. Gli italiani sapranno ben scegliere infatti i sondaggi cominciano a dare segnali chiari: si sgonfia il partito dei cazzari", ha detto ancora.

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Gb, reali commemorano 60esimo anniversario del disastro di Aberfan

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Roma, 21 ott. (askanews) - Partire dalle istanze dei pazienti per favorire un sistema capace di riconoscere la salute non solo come voce di spesa, ma come investimento strategico per il futuro dell'Italia. È la prospettiva al centro del Patient Council 2026, iniziativa di Sanofi realizzata con il supporto della Luiss Business School, che ha coinvolto più di 25 associazioni di pazienti in un percorso di approfondimento, confronto, advocacy e co-progettazione.

Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact Luiss Business School: "La trasformazione fondamentale è passare da un'idea di spesa sanitaria a investimento nella sanità, che genera ovviamente un ritorno sociale, ma anche un ritorno economico. L'attuazione significa innanzitutto capire dove concentrare questi investimenti e il lavoro che abbiamo fatto insieme con Sanofi come Louis Business School evidenzia l'importanza della ricerca clinica. Quindi occorre concentrare gli sforzi e puntare alla massima efficienza".

Il percorso è stato costruito insieme alle associazioni dei pazienti, chiamate a contribuire attivamente all'individuazione dei bisogni e delle priorità da portare nel confronto con le istituzioni.

Marcello Cattani, presidente e AD di Sanofi Italia e Malta: "È essenziale avere un dialogo, è essenziale costruire insieme percorsi e strategie proprio perché oggi il mondo richiede un intento comune. L'innovazione richiede investimenti in ricerca e sviluppo, un impatto forte dell'innovazione che Sanofi fa in Italia".

Il Patient Council 2026 si è sviluppato attraverso diversi momenti di workshop, progettati e condotti con Luiss Business School, per la definizione condivisa di un Manifesto finalizzato alla definizione di priorità e richieste concrete.

Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact Luiss Business School: "Abbiamo fornito una base scientifica di dati, di evidenze robuste, che era fondamentale per andare poi nella seconda fase al dialogo appunto con le associazioni dei pazienti e le associazioni mediche. Abbiamo ascoltato il loro punto di vista, le loro priorità e infine abbiamo poi ragionato insieme di nuovo con Sanofi sulla redazione di questo manifesto finale".

Tra le conclusioni del percorso, riconoscere la salute come un driver di crescita e creare condizioni che favoriscano innovazione, ricerca, studi clinici e accesso alle cure.

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