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Erri De Luca: da mia madre ho imparato compassione e senso di giustizia

di TMNews giovedì 22 ottobre 2026
2' di lettura

Roma, 22 ott. (askanews) - Lo scrittore Erri De Luca è arrivato alla Festa del cinema di Roma come protagonista di un film in cui racconta in prima persona la sua infanzia, i suoi genitori, il suo passato ma anche la sua visione del presente. "I pesci non chiudono gli occhi" di Audrey Gordon è ispirato all'omonimo romanzo dello scrittore, che la regista ha riportato ad Ischia, l'isola dove trascorreva le vacanze da bambino.

Tra documentario e finzione, fotografie, filmati Super 8, si ridà vita alla sua infanzia, con Nine d'Urso che interpreta sua madre, una figura centrale per lo scrittore, da cui proviene anche il suo profondo senso di giustizia. "La voce di mia madre mi insegnava le disuguaglianze, me le indicava, dunque ho avuto questa educazione fisica alla compassione. Io credo che l'indifferenza non è tanto quella di infischiarsene degli altri, ma di non riconoscere le differenze".

Per De Luca la madre è ancora la sua prima lettrice, come ha osservato Nine D'Urso: "Mi sembra bellissimo il tuo modo di parlare di lei, ogni tanto puoi anche utilizzare il presente per parlare di lei e questo mi colpisce tanto".

Il film ripercorre oltre all'infanzia di De Luca, gli anni delle battaglie con Lotta Continua, quelli del lavoro in fabbrica e delle manifestazioni di protesta in tutta Italia. Alla domanda se veda qualche similitudini con quelle che si svolgono in questi giorni in molte capitali europee ha risposto: "Ci sono dei piccoli corto circuiti, che non sono diventati ancora un circuito integrato. Per diventarlo devono federarsi, devono durare, superare la fase della repressione, resistere alle repressioni, e devono liberarsi di tutti questi corpi estranei che intervengono nelle manifestazioni per puro vandalismo".

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"La crescente importanza di Parigi nel mercato dell'arte - ha detto il direttore della fiera, Karim Crippa - si manifesta, in particolare, attraverso i numeri. Il mercato dell'arte francese è il quarto al mondo, con una quota dell'8%; si tratta di un dato in costante crescita - l'anno scorso ha registrato un incremento dell'1% - che è comunque già piuttosto significativo. Nel complesso, il mercato in Francia è cresciuto del 9%: sono indicatori interessanti e positivi, anche se sappiamo che le gallerie incontrano ancora, a volte, delle difficoltà e che il contesto rimane piuttosto complesso da gestire".

Il mercato dell'arte, si sa, è ormai diventato una specie di entità globale, spesso anticiclico rispetto alle congiunture economiche, ma nell'ultimo periodo le difficoltà e le crisi hanno inciso anche all'interno di questo mondo apparentemente dorato, ma ora i segnali sono diversi. "Gli ultimi due anni sono stati difficili - ha detto un gallerista importante come Thaddaeus Ropac - il che non sorprende, dato che sul piano geopolitico si sono susseguiti periodi complessi; il mercato dell'arte non ne è estraneo, essendo parte di queste dinamiche più ampie. Il 2026 è stato sorprendentemente diverso: nonostante i problemi non siano svaniti e le sfide persistano, il mercato dell'arte si è in qualche modo stabilizzato e sta ripartendo, con un ritmo differente e una dinamica diversa".

Se sarà vera gloria lo diranno i prossimi mesi, ma un primo elemento sarà di certo il volume d'affari alla fine delle giornate di Art Basel Paris.

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Primo Congresso Convatec: la svolta in stomia

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A tracciare le linee guida dell'impegno aziendale verso le persone con stomia e la sinergia con gli stakeholder della salute è stata Claudia Chinelli, Commercial Director Ostomy Care e Managing Director di Convatec Italia: "Questo congresso è esemplificativo dei nostri 10+1 Action Point, perché mettiamo a fattor comune le conoscenze, le competenze e le esperienze cliniche degli stomaterapisti oggi presenti in sala, con l'obiettivo di contribuire al miglioramento della qualità di vita dei pazienti stomizzati. Vogliamo infatti portare all'attenzione l'importanza di creare percorsi di assistenza sempre più strutturati".

L'innovazione scientifica trova però il suo pilastro nell'eccellenza chirurgica. Tra i temi centrali del Congresso figurano infatti la formazione in Cadaver Lab e l'uso dello strumento predittivo DRIP Score per il rischio disidratazione nell'ileostomia.

Sull'importanza della precisione tecnica nella prevenzione delle complicanze è intervenuto Pier Paolo Sileri, Direttore UO Chirurgia Colorettale dell'IRCCS San Raffaele: "In generale, fino al 50% delle complicanze potrebbe essere evitato grazie a un corretto planning preoperatorio - incluse quelle minori, come il semplice distacco della sacca. La formazione gioca un ruolo fondamentale per ridurre in modo significativo questa percentuale. Ovviamente non si arriverà mai a un rischio zero, date le variabili legate al paziente: dall'ansia connessa alla stomia alle sue condizioni generali, fino a ciò che avviene dopo il confezionamento. Tuttavia, un buon training consentirebbe già di ridurre di un terzo queste complicanze, dalle più lievi alle più importanti".

Un'accurata progettazione chirurgica rappresenta infatti il primo fondamentale tassello per un percorso di riabilitazione efficace e sostenibile nel tempo, basato sul lavoro di squadra. I lavori si sono infine chiusi con il confronto con gli Ambassador Stomia e la promozione dei 10+1 ACTION POINTrivolti alle Istituzioni, ribadendo la centralità di un'alleanza concreta tra medicina, aziende e pazienti.

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