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"Non oggi", Castellitto tra i ricordi per immaginare un nuovo futuro

di TMNews venerdì 23 ottobre 2026
2' di lettura

Roma, 23 ott. (askanews) - E' stato presentato alla Festa del Cinema di Roma "Non Oggi", il cortometraggio diretto e interpretato da Sergio Castellitto e prodotto da DUDE in collaborazione con Philip Morris Italia. In "Non oggi" il protagonista viene accompagnato dalla nipote nel "Museo dei ricordi smarriti", un luogo che espone oggetti quotidiani del passato ormai obsoleti, che gli scatenano tanti ricordi: un biglietto del cinema, una vecchia bicicletta, uno smartphone, un computer e una sigaretta, indicata come un oggetto ormai in disuso dal 2035.

Attraverso il linguaggio del cinema il corto offre infatti un punto di vista, per aprire un dibattito sulla possibilità concreta di superare le sigarette tradizionali entro il 2035. Pasquale Frega, Presidente e AD di Philip Morris Italia, ha spiegato: "L'Italia ha iniziato questo percorso in maniera brillante al punto che noi pensiamo che nel 2035 si possa arrivare ad eliminare le sigarette dall'Italia, come primo grande Paese al mondo. Per raggiungere questo obiettivo non è sufficiente solo il nostro impegno ma necessario l'impegno di tutti, di tanti. E' necessario che la politica, la scienza, l'educazione, vari settori della società, capiscano quale è l'importanza di evitare un fenomeno che è sicuramente negativo. Non possiamo farlo da soli".

Nei mesi scorsi "Believe. Further", il progetto nato dalla collaborazione tra Philip Morris International e Andrea Bocelli ha affidato alla musica questo invito al cambiamento, ora "Non Oggi" lo porta al cinema, attraverso lo sguardo di Sergio Castellitto. "Mi è piaciuta la libertà che ci è stata concessa e la possibilità di raccontare un apparente passato, composto da ricordi che sembrano dimenticati, che sembrano come si dice smarriti o sopiti e che invece in realtà sono il cemento sul quale costruisci il futuro".

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Per timore di nuovi disordini nelle grandi città, ma anche nei comuni più piccoli, si sono moltiplicati i divieti di manifestare e le restrizioni alla libertà di circolazione. Tutte le manifestazioni sono state vietate a Marsiglia, Lione, Nizza e Montpellier. A Parigi, la Prefettura ha autorizzato un corteo tra Place de la Bastille e Place de la Nation. Saranno autorizzati solo i cortei organizzati ufficialmente dai sindacati come quello parigino.

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Roma, 23 ott. (askanews) - I liberi professionisti continuano a essere una risorsa strategica per il Paese: mettono in campo competenze, generano innovazione, offrono servizi e contribuiscono alla crescita economica e sociale". Marco Natali, presidente di Confprofessioni, ha aperto così a Roma il congresso nazionale "Professionisti. Sessant'anni di visione 1966-2026", trasformando l'anniversario della Confederazione in un confronto sulle condizioni necessarie per rafforzare il lavoro autonomo e il suo contributo allo sviluppo. Disuguaglianze, inverno demografico e transizione energetica sono stati i tre assi dei lavori, introdotti da un videomessaggio del presidente del Senato Ignazio La Russa. Nel corso della prima sessione è stata inaugurata anche la mostra "Le donne della Repubblica", realizzata con l'agenzia ANSA e dedicata al contributo femminile alle trasformazioni del lavoro e della società. Per Natali, le distanze tra generi, generazioni e territori richiedono una risposta che unisca crescita e protezione sociale. "Non si tratta soltanto di redistribuire la ricchezza, ma anche di far tornare a crescere la torta", ha osservato, richiamando un reddito delle famiglie ancora al 90% rispetto al 2006. La proposta è costruire un welfare preventivo, capace di intercettare le fragilità prima che compromettano la continuità professionale. Una prospettiva confluita nel Manifesto di Confprofessioni, rivolto a oltre un milione e mezzo di professionisti. "È un impegno programmatico per avanzare proposte e misurarne i progressi", ha spiegato il presidente, aprendo il confronto con i leader politici. Elly Schlein, segretaria del PD, ha indicato la necessità di "un welfare che segua la persona e non il tipo di contratto, garantendo risposte su malattia, previdenza e genitorialità". L'obiettivo è evitare che le donne siano costrette a scegliere tra carriera e famiglia, rendendo le tutele compatibili con le caratteristiche del lavoro autonomo. "L'equo compenso non deve essere un punto di arrivo, ma di partenza", ha aggiunto Schlein, proponendo di ampliare la platea, assicurarne l'applicazione alla Pubblica amministrazione e rimuovere le sanzioni che colpiscono la parte contrattuale debole. Sull'intelligenza artificiale ha richiamato la supervisione umana, mentre per contenere le bollette ha indicato meno burocrazia sulle rinnovabili e la separazione del prezzo dell'energia pulita da quello del gas. Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, ha respinto una lettura corporativa della categoria, definendo i professionisti una componente strategica del Paese, al pari della manifattura e della logistica, e un'infrastruttura intellettuale e operativa al servizio dell'economia. La sua proposta punta sulla sussidiarietà: affidare funzioni di interesse generale laddove le competenze professionali possano offrire risposte più efficaci e ridurre i vincoli che ostacolano le aggregazioni degli studi. Sul welfare, Lupi ha sollecitato di "colmare le disparità con il lavoro dipendente", investendo nella conciliazione tra attività professionale e vita familiare. Giuseppe Conte, presidente del M5S, ha sostenuto gli incentivi alla digitalizzazione e la rimozione del doppio contributo integrativo nelle aggregazioni. "Serve una semplificazione per i piccoli studi e i giovani, e un nuovo modello di welfare che introduca più protezione in caso di malattia e maternità", ha affermato. Conte ha proposto un fondo sovrano di sviluppo per gli investimenti strategici e il ripristino dei crediti d'imposta Transizione 4.0. Sul fronte energetico ha indicato comunità energetiche, contratti a prezzo fisso, accumuli e reti intelligenti. 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Università, a Lanciano il Premio 'NonCiFermaNessuno'

Roma, 23 ott. (askanews) - Ventidue università, ventidue studenti, ventidue storie. Non una classifica, ma un mosaico dell'Italia universitaria che spesso resta fuori dalle classifiche. La sesta edizione del Premio NonCiFermaNessuno, ideato da Luca Abete nel 2021 come evoluzione della campagna sociale che da dodici anni attraversa gli Atenei italiani, amplia quest'anno il proprio raggio: alle otto università coinvolte direttamente nel tour si sono aggiunti altri quattordici Atenei, portando a 22 le comunità accademiche chiamate a individuare e valorizzare altrettante storie nate al proprio interno. La cerimonia conclusiva si è tenuto il 22 ottobre a Lanciano come evento speciale di Didacta.

"Nelle università misuriamo tutto: voti, crediti, tempi, risultati. E rischiamo di non misurare mai quello che forse conta di più: ciò che una persona diventa mentre prova a raggiungerli - afferma Luca Abete -. Questo Premio nasce proprio per ribaltare la prospettiva. Non cerchiamo il migliore, il primo della classe o una biografia perfetta. Cerchiamo storie vere che possano essere utili ad altri".

Negli anni il Premio ha acceso i riflettori su esperienze profondamente diverse: studenti che hanno vissuto la vita universitaria affrontando disabilità, malattie croniche invisibili, solitudine, migrazioni, guerre, incidenti e bruschi cambiamenti di vita. Alcuni dei ragazzi coinvolti sono attualmente impegnati all'estero in un'esperienza Erasmus. Storie come quella di Angela Sammarro, studentessa cieca dalla nascita dell'Università della Calabria, che tra studi, pianoforte e impegno politico sogna di diventare giornalista per dare voce a chi non ne ha; Mauro Glorioso, palermitano, a 23 anni è rimasto tetraplegico dopo essere stato colpito da una bicicletta elettrica lanciata dai Murazzi del Po, a Torino. È tornato sui libri e il 6 novembre 2025 si è laureato in Medicina e Chirurgia: nel 2026 il Presidente Mattarella lo ha nominato Cavaliere della Repubblica "per non essersi arreso alle avversità della vita".

Esperienze differenti che compongono la stessa fotografia: dietro ogni matricola esiste una vita che nessun libretto universitario riesce a raccontare. "Per anni abbiamo celebrato soprattutto i risultati e nascosto le cadute. Forse abbiamo semplicemente sbagliato classifica - prosegue Abete -. Non cerchiamo biografie perfette e nemmeno ragazzi da trasformare in eroi. Cerchiamo storie vere, riconoscibili, utili. Perché una storia vince davvero quando smette di appartenere soltanto a chi l'ha vissuta e comincia a servire a chi la incontra. Questo muove l'azione della campagna sociale e trova uno sviluppo ineguagliabile nel Premio".

L'appuntamento di Lanciano ha registrato un particolare interesse anche tra gli studenti più giovani, con scuole che hanno chiesto di poter assistere alla cerimonia. Un elemento che rafforza il significato della scelta di Didacta: portare storie nate nelle università davanti a chi sta ancora costruendo il proprio percorso formativo, trasformando il Premio in un vero passaggio di esperienze tra generazioni.

Il Premio #NonCiFermaNessuno è stato realizzato con il patrocinio della CRUI - Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e, per l'evento nazionale, in collaborazione con Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE. "Questo Premio - conclude Abete - non nasce per celebrare vite perfette. Nasce per ricordarci che una caduta, una fragilità o una deviazione non rendono una storia meno preziosa. A volte sono proprio le crepe a far passare uno spiraglio di luce nel buio e quindi il messaggio più utile e importante

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