Trappes (Francia), 24 ott. (askanews) - "Era una stella in ascesa, praticava il suo sport con rispetto": circa 200 persone si sono riunite per rendere omaggio a Pengo Bossio Wangi, promessa francese delle MMA di 26 anni, ucciso venerdì a Trappes, periferia a sud-ovest di Parigi, da un uomo armato che ha aperto il fuoco dall'auto in corsa. Almeno altre 5 persone, tra cui una bambina di 12 anni, sono rimaste ferite.
Il giorno dopo alcuni residenti si dicono scioccati dall'attacco "a sfondo razziale" avvenuto venerdì sera, spaventati all'idea di poter essere presi di mira in futuro a causa della loro origine o del colore della loro pelle.
Sarah (nome di fantasia) non ha sentito gli spari contro il centro medico, situato a pochi metri dalla sua attività commerciale. Eppure, tutti i suoi clienti non parlano "d'altro": dell'attacco che, avvenuto in più punti, ha provocato un morto e cinque feriti, tra cui una bambina di 12 anni. "Sono sconvolta, è razzismo", dice ad Afp una commerciante di 28 anni. "Poteva capitare a chiunque, sparava a persone nere, ad arabi... sa bene che qui a Trappes c'è una maggioranza di musulmani", dice una giovane donna di origini maghrebine.
La Procura nazionale antiterrorismo (Pnat) indaga nel caso, definito "attentato terroristico razzista" da Emmanuel Macron venerdì sera, durante la visita del presidente francese in questa città di oltre 34.000 abitanti, nella periferia sud-occidentale di Parigi.
"Quanto accaduto oggi è un attentato terroristico a sfondo razziale, così definito dalla Procura nazionale antiterrorismo. Queste persone sono state prese di mira a causa del loro colore della pelle o della loro presunta religione e per nessun altro motivo", ha affermato Macron.