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Israele, dal seggio dove vota Netanyahu voci per il cambiamento

di TMNews martedì 27 ottobre 2026
1' di lettura

Gerusalemme, 27 ott. (askanews) - Il seggio è quello dove vota Benjamin Netanyahu, nel quartiere Rehavia di Gerusalemme: nel giorno delle elezioni legislative che molti ritengono decisive per il futuro di Israele, anche qui si levano delle voci per il cambiamento.

"Ci aspettiamo che Netanyahu venga mandato via, per il 7 ottobre, per la guetta dei 1000 giorni fallita, perché è antidemocratico, e per la sua corruzione personale, il cosiddetto Qatargate, sommergibili e una serie di altre indagini per corruzione tuttora in corso. Il popolo si alzerà e lo manderà via, il popolo lo punirà per la devastazione che compiuto contro questo Paese e contro il popolo", dice un attivista per il partito di sinistra "The Democrats", che rivendica di aver fatto opposizione nelle strade e nelle piazze negli ultimi 4 anni.

Una signora ha meno certezze, ma spera comunque in "un buon cambiamento": "Mi aspetto un buon cambiamento, qualcosa di nuovo, di più efficiente, più morale, più...abbiamo tante aspettative e speriamo che non verremo ingannati, anzitutto che ci sarà cambiamento e poi che sarà buono, siamo molto impazienti, perché non siamo sicuri, tanta gente vuole un cambiamento ma non sappiamo esattamente cosa porterà. Ma tutti quelli che vogliono cambiare, possono assumersi il rischio"

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Nel giorno del funerale del patriarca della famiglia Mancuso i due figli si ritrovano a fare i conti con rancori mai sopiti e segreti inconfessati. Quella che dovrebbe essere una solenne cerimonia di commiato si trasforma in un imprevedibile susseguirsi di rivelazioni inattese ed equivoci grotteschi, destinati a far emergere tutte le contraddizioni di una famiglia tutt'altro che perfetta.

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Israele al voto, affluenza record e scontro sul voto arabo

Gerusalemme, 27 ott. (askanews) - Affluenza record alle elezioni legislative in Israele. A mezzogiorno aveva già votato il 31,5% degli aventi diritto, la percentuale più alta registrata dal 1977. Oltre tre punti in più rispetto alle elezioni del 2022. In gioco c'è anche la possibilità di un settimo mandato per Benjamin Netanyahu.

Il primo ministro ha votato a Gerusalemme insieme alla moglie Sara. E invitato gli israeliani a recarsi alle urne: "Dal momento che non mi è consentito esprimermi esplicitamente, dirò semplicemente: votate come si deve. È quello che facciamo noi, per il futuro dello Stato di Israele. Andate a votare!".

Poco dopo, Netanyahu accusa il partito arabo Ra'am di voler falsare le elezioni. La polizia ha arrestato tre persone nel sud del Paese, sospettate di aver preparato buste con denaro per comprare voti. "Questa mattina siamo stati informati che stanno cercando di rubarci le elezioni - ha detto - La polizia ha arrestato tre alti dirigenti di Ra'am con buste di denaro nel sud del Paese. È un reato. Arriveranno a tutti, uno per uno. Siete avvertiti". Il Comitato elettorale centrale precisa però che si tratta di un episodio circoscritto, avvenuto lontano dai seggi, e che non risultano irregolarità diffuse.

A Herzliya, il principale sfidante di Netanyahu, l'ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar, esorta gli elettori a cambiare governo: "Invito tutti i cittadini israeliani ad andare a votare, a non lasciarsi scoraggiare dal caldo o dai disagi e a tenere bene a mente l'obiettivo: sostituire già questa sera il peggior governo che Israele abbia avuto dalla fondazione dello Stato".

Secondo i sondaggi della vigilia, nessuno dei due blocchi raggiungerebbe la maggioranza di 61 seggi su 120. Decisiva potrebbe essere la partecipazione dei cittadini arabi israeliani. A Umm al-Fahm, Yousef Jabareen, candidato della Lista unificata, distinta da Ra'am, punta a un'affluenza del 70% nella comunità araba. Un risultato che, secondo lui, impedirebbe a Netanyahu di formare un nuovo governo.

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