Roma, 27 ott. (askanews) - L'Associazione Nazionale Archeologi tira le somme delle sfide odierne e guarda al futuro. Vent'anni fa l'archeologo italiano era una figura precaria, spesso priva di riconoscimento giuridico. Oggi la professione si è trasformata: oltre il 70% possiede titoli post-laurea e per tre archeologi su quattro questo è l'unico lavoro.
Le parole del Presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi, Marcella Giorgio: "Un momento particolare, dove c'è dello scollamento tra la professione e quella che è la formazione. Abbiamo visto, attraverso anche i dati del questionario che abbiamo somministrato agli archeologi italiani nel 2025, che gli archeologi contestano una carenza di preparazione non tanto teorica quanto pratica, legata soprattutto al sorgere di nuove skills legate all'utilizzo delle nuove tecnologie".
La realtà archeologa italiana odierna parla al femminile. Secondo i dati diffusi dall'Associazione Nazionale Archeologi (ANA), le donne rappresentano oggi ben il 65% dei professionisti del settore
Nuovamente, la Presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi, Marcella Giorgio: "Il numero delle archeologhe donne è un numero veramente importante, il 65% nel censimento d'inizio 2024, sceso appena al 63% con il questionario della fine del 2025. Assistiamo dunque ad una tenuta molto forte del settore per l'ambito femminile. Non è adeguata sicuramente la parte del welfare, soprattutto quella legata alle partite IVA, che rappresentano più del 50% del settore dell'archeologia".
Nonostante il settore abbia raggiunto un solido riconoscimento normativo con la Legge 110/2014 e il DM 244/2019 (che ha istituito elenchi e fasce di qualificazione professionale), in Italia la figura dell'archeologo non dispone ancora di un Ordine Professionale regolamentato.
In chiusura, la Presidente dell'Associazione Nazionale Archeologi, Marcella Giorgio: "L'archeologo consente la realizzazione di opere nei tempi giusti e con i costi corretti senza sforare nei tempi e senza allungare costi che altrimenti andrebbero fuori controllo come è successo nel passato. Questo è il ruolo dei professionisti del settore che si inseriscono nella filiera dell'archeologia preventiva e che, se attuata bene dalle amministrazioni comunali e anche da alcuni privati, ti consente di arrivare alla fine dell'opera, avendo anche risparmiato".
Dalla formazione universitaria alla sfida delle nuove tecnologie come l'Intelligenza Artificiale: dopo vent'anni di conquiste, gli archeologi italiani chiedono regole certe e diritti per continuare a proteggere e valorizzare il futuro della nostra memoria.