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Sciopero, in migliaia a Genova contro il carovita e la guerra

di TMNews venerdì 30 ottobre 2026
1' di lettura

Genova, 30 ott. (askanews) - Migliaia di persone in piazza a Genova nel giorno dello sciopero generale, con diversi cortei organizzati da USB e altri sindacati di base, così come nelle principali città italiane.

Nelle immagini, la manifestazione partita dalla stazione Principe e diretta al varco portuale Albertazzi, bloccato dalle prime ore del mattino dai lavoratori portuali.

Tanti i cartelli contro la guerra e il riarmo e le bandiere della Palestina, così come gli slogan contro il carovita. "Abbiamo già pagato troppo, ora facciamo i conti", si legge su uno striscione.

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Sciopero, alla manifestazione a Roma sfilano anche i trattori

Roma, 30 ott. (askanews) - "Prezzi alle stelle per chi compra, briciole per chi produce" si legge in un cartello sopra uno dei trattori che ha sfilato per le strade di Roma in zona Porta Pia, durante la protesta organizzata da USB e altri sindacati di base in diverse città nel giorno dello sciopero generale.

Ingente lo schieramento delle forze dell'ordine davanti al Ministero dei Trasporti a via Nomentana dove il corteo si è fermato.

"Noi agricoltori protestiamo per i costi di produzione troppo elevati" hanno detto alcuni che hanno fermato i loro mezzi proprio davanti al Ministero.

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Sciopero, il tassista in corteo a Roma: "Il carovita è insostenibile"

Roma, 30 ott. (askanews) - Migliaia di persone a Roma sono scese in piazza nel giorno dello sciopero generale per protestare contro il carovita e la guerra.

"Il carovita è insostenibile per tutti i lavoratori e per tutta la popolazione - dice un tassista romano che partecipa al corteo organizzato dai sindacati di base - non si fanno misure per i giovani, non si fa nulla, se non per gli interessi dei privati e delle multinazionali". Sull'auto le bandiere Usb.

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Gli enigmi di de Chirico, e di oggi, per i 40 anni di Mazzoleni

Torino, 30 ott. (askanews) - Quarant'anni di una galleria d'arte che è partita da Torino per girare il mondo, ma che nel capoluogo piemontese ha tenuto le sue radici e il centro del suo lavoro. Mazzoleni conclude i festeggiamenti per i quattro decenni di attività con una mostra dedicata a Giorgio de Chirico, "Enigma contemporaneo", nella quale opere molto importanti del grande protagonista della Metafisica dialogano con gli artisti di oggi. "Siamo partiti con grande passione la nostra famiglia naturalmente, non parlo di me personalmente - ha detto ad askanews Davide Mazzoleni, figlio del fondatore della galleria - con questo interesse per de Chirico. De Chirico ci ha accompagnato sempre, è stato nella nostra collezione e qua abbiamo voluto ringraziare la città per quello che ci ha dato, perché questi 40 anni sono stati 40 anni veramente intensi, pieni di soddisfazioni, e vogliamo ringraziare con questa mostra anche tutti gli artisti che ci hanno accompagnato in questi decenni di storia".

L'esposizione presenta capolavori assoluti, sia della serie delle piazze di De Chirico, sia opere meno viste, ma altrettanto potenti. Che vengono valorizzate dalla relazione, come accade per esempio con Le muse inquietanti, forse il de Chirico più famoso in assoluto, accostato a un dipinto di Salvo, o ancora nello scambio di prospettive con le opere intrecciate da Marinella Senatore su suggestioni dechirichiane. "È veramente interessante - ci ha detto l'artista - riscoprire e ristudiare artisti del suo calibro. Io amo queste sfide, amo i collegamenti, amo la narrazione tutta. Quindi trovare veramente dei fili, in questo caso tecnicamente proprio, che congiungessero le nostre narrative è stata una sfida interessante e credo che abbia molto senso anche per il mio posizionamento in una galleria come quella di Mazzoleni che ha una heritage così importante di artisti moderni, e poi noi del contemporaneo ci misuriamo con questo patrimonio".

Altri accostamenti felici sono quelli con una notevole serie di crepe di Andrea Francolino, che costruisce una quadreria geografica misteriosa, ma anche con una delle grandi spiagge di Massimo Vitali, che qui si tramuta in una piazza d'italia postmoderna e tenera. E a emergere alla fine è una sorta di autoritratto dei Mazzoleni.

"Sì è una mostra molto molto intensa - ha concluso Davide Mazzoleni - e rappresenta un po' la nostra famiglia, rappresenta il percorso che abbiamo fatto e questa è la passione che ci ha portato a arrivare fino qui, perché 40 anni non sono pochi".

L'enigma di de Chirico continua ad accompagnarci, e la sensazione, attraversando le sale e i ricordi che ciascuna opera porta a livello personale, è che senza enigmi di questo tipo la vita sarebbe parecchio meno interessante.

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Sciopero, la manifestazione a Roma: "Il carovita ci mangia stipendio"

Roma, 30 ott. (askanews) - "Costruiamo l'alternativa al governo di guerra e repressione" e "Noi costruiamo la ricchezza voi ladri di futuro" si legge su alcuni degli striscioni in testa alla manifestazione organizzata a Roma dai sindacati di base contro la guerra e il carovita, nel giorno dello sciopero generale con cortei e proteste nelle principali città.

Nella Capitale il corteo è partito da piazza dei Cinquecento per raggiungere via dei Fori Imperiali. "I settori poveri sono oggi in piazza, autotrasportatori, agricoltori, operai, siamo oppressi dal carovita che sta mangiando lo stipendio" dice un manifestante.

"Come donne di borgata partecipiamo per ribadire che questo governo non ci rappresenta, così come non ci rappresenta la prima donna premier, la cosidetta donna, madre e cristiana, che ci condanna alla precarietà, non riusciamo ad arrivare a fine mese, migliaia di donne nel Paese sono senza strumenti sociali e tutele" aggiunge una ragazza del collettivo "Donne De Borgata", attivo nei quartieri popolari e nelle periferie romane.

Molte anche le bandiere palestinesi. In piazza anche Maia Issa, attivista e rappresentante dei giovani palestinesi di Roma: "Noi negli ultimi anni abbiamo cercato di unire la Palestina alla giustizia sociale, da qui chiediamo meno soldi al riarmo alla guerra, i soldi devono essere investiti nella sanità, nel welfare e nell'istruzione, questo significa bloccare le armi a Israele e all'Ucraina" dice.

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