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Lo psicologo Lewandowsky: segnali di ripresa della democrazia

di TMNews giovedì 5 novembre 2026
1' di lettura

Milano 5 nov. (askanews) - "Ritengo che le democrazie occidentali stiano attraversando una grave crisi; dobbiamo prestare molta attenzione a non perderle, poiché è in atto un arretramento globale della democrazia verso l'autocrazia, e dobbiamo guardarci bene dal farci trascinare in questo processo. Se osserviamo gli ultimi sei mesi circa, si può essere moderatamente ottimisti: in Ungheria, Serbia, Brasile e, proprio ieri, negli Stati Uniti, le forze antidemocratiche sono state sconfitte". Lo ha detto Stephan Lewandowsky, psicologo cognitivo australiano dell'università di Bristol, che da anni studia i temi legati al ruolo delle persone nel mondo della post-verità. Con askanews ha parlato dell'attuale crisi che sta vivendo la democrazia occidentale.

"Sia chiaro: affermo questo ben consapevole che, in passato, il Partito Repubblicano ha partecipato attivamente alla vita democratica; tuttavia, al momento, non è più così: si è trasformato in un partito dell'autocrazia. Pertanto, il fatto che ieri abbiano subito una sconfitta così netta è di estrema importanza per la democrazia in tutto il mondo", ha aggiunto Lewandowsky, che è anche tra gli ospiti del CICAP festival che si tiene a Rovigo e a Padova fino all'8 novembre.

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La sentenza prolunga fino al 2036 la detenzione di Wong, già in carcere per una precedente condanna legata alla legge sulla sicurezza nazionale imposta dalla Cina nel 2020. La polizia di Hong Kong ha accolto favorevolmente la decisione.

"Ciò dimostra la determinazione della corte nel considerare il reato di collusione da lui commesso come di estrema gravità", ha dichiarato il sovrintendente capo Steve Li. Di segno opposto la reazione della Commissione esecutiva del Congresso americano sulla Cina, che ha denunciato una sentenza politica e chiesto la liberazione immediata dell'attivista. Wong era diventato uno dei simboli del movimento democratico di Hong Kong nel 2014, quando, ancora adolescente, aveva guidato le proteste studentesche del movimento degli Ombrelli.

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Rimini, 5 nov. (askanews) - Un valore economico pari a 555 miliardi di euro, a dimostrazione del ruolo di primo piano svolto dall'Italia nella gestione dei rifiuti e nella transizione ecologica. È la fotografia scattata dal nuovo studio realizzato da TEHA Group in collaborazione con CONAI, e presentato a Ecomondo, nel corso di un incontro promosso insieme ad Assoambiente ed Omnisyst, per fare il punto sulla competitività e sulle prospettive della filiera.

"Con questo studio abbiamo delineato un modello fondato su 5 pilastri e 4 leve, che identifica 3 grandi priorità. La prima riguarda la governance e il mercato unico, fondamentali per costruire un vero mercato unico europeo; la seconda punta a riallineare domanda e offerta, favorendo una simbiosi industriale che renda stabile il mercato delle materie prime seconde; la terza, infine, si concentra sulla finanza e sulla disponibilità di investimenti per sostenere l'intero percorso" ha dichiarato Luca Piatto, Responsabile dell'Area Rapporti con il Territorio di CONAI.

Lo studio evidenzia i dati più significativi del settore, ma mostra come il mercato delle materie prime seconde fatichi ancora a svilupparsi, richiamando gli interventi più urgenti a livello europeo.

"Per alcuni materiali riciclati non c'è abbastanza mercato: la plastica ne è l'esempio più evidente, perché oggi quella vergine costa meno di quella riciclata, ed è per questo che dobbiamo sostenere il mercato del riciclo. Partiamo intanto dall'Italia, che esporta ancora una grossa quantità di rifiuti speciali a causa di un forte deficit impiantistico. Faccio un esempio: rimuoviamo l'amianto ovunque, ma non abbiamo impianti dedicati per trattarlo o riciclarlo, per cui siamo costretti a spedirlo in Germania. Dobbiamo colmare al più presto questo divario impiantistico che il nostro Paese ancora affronta" ha aggiunto Chicco Testa, Presidente di Assoambiente.

Servono quindi interventi per tutelare il riciclato europeo rispetto a materie vergini e importate.

"Abbiamo tre attori principali nella filiera: chi produce il residuo, chi lo tratta e chi riutilizza la materia prima seconda ottenuta dal trattamento. Omnisyst si inserisce in questo processo trovando la migliore destinazione per il residuo industriale, affinché venga gestito con la tecnologia più avanzata. Verso gli impianti di trattamento svolgiamo un ruolo di aggregatore, riuscendo così a favorire il setup di flussi continui con volumi che abbiano un reale peso industriale. Infine, forniamo la tecnologia necessaria a tracciare l'intero flusso di materiale, accompagnando la materia prima seconda con un set di dati indispensabile per renderla perfettamente fruibile a chi dovrà riutilizzarla" ha concluso Enrico Meacci, CEO di Omnisyst.

Per superare gli ostacoli che impediscono il riutilizzo dei residui industriali occorre quindi puntare su tracciabilità e digitalizzazione: una svolta necessaria per garantire efficienza e dare reale valore all'intera filiera.

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Israele, seconda giornata di consultazioni per il nuovo governo

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Secondo la legge israeliana, il compito di Herzog è quello di individuare il parlamentare che, a suo avviso, ha le maggiori probabilità di riuscire a formare un governo, a prescindere da quale sia il partito che ha ottenuto il maggior numero di seggi.

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