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Intesa Cdp Venture Capital e Confindustria a sostegno sviluppo start up

di TMNews giovedì 5 novembre 2026
2' di lettura

Milano, 5 nov. (askanews) - Mettere a sistema ricerca, investitori e industria, per far nascere in Italia campioni tecnologici in grado di competere nel mondo. E' questo l'obiettivo dell'accordo sottoscritto tra Cdp Venture Capital e Confindustria, in occasione nell'ultima tappa del roadshow di Cassa depositi e prestiti insieme agli industriali. Un modello di collaborazione che punta ad accelerare la crescita di start up e pmi innovative nel nostro Paese

"La ricerca scientifica italiana - ha detto Emanuele Levi, amministratore delegato e direttore generale di Cdp Venture Capital - è da sempre considerata a livello internazionale nei primi 10 posti disponibili e Cdp Venture Capital dal 2021 ha iniziato a lavorare tramite dei programmi di seed e pre-seed al trasferimento tecnologico proprio per cercare di convertire questa ricerca in imprese. Lo step successivo è poter dialogare col mondo delle imprese, che sono dei naturali attori che possono testare e poi adottare le tecnologie e permettere a queste stesse startup di crescere. Questo è un po' il modello e la ragione per cui oggi noi sigliamo questo accordo".

L'accordo siglato in Assolombarda a Milano punta a connettere il sistema delle imprese rappresentato da Confindustria e Cdp Venture Capital, per favorire la nascita di imprese innovative, valorizzare la ricerca e favorire l'accesso ai capitali.

"Oggi il tema dell'innovazione è decisivo per il futuro, quindi sia il nostro Paese che l'Europa su questo devono fare moltissimo. Si tratta quindi di avere degli strumenti - ha sottolineato Angelo Camilli, vicepresidente di Confindustria - che finanziano un po' tutta la filiera dell'innovazione, dal momento della ricerca alla creazione di una nuova impresa e la sua crescita, il suo consolidamento, ma anche poi l'applicazione delle innovazioni tecnologiche che possiamo adottare all'interno delle nostre industrie. Quindi l'accordo ovviamente tende a mettere assieme le nuove idee, la finanza per l'innovazione e le esigenze e i progetti di investimento delle nostre imprese".

L'intesa agisce su più fronti, dal trasferimento tecnologico all'internazionalizzazione, passando per iniziative di formazione e mobilitazione di capitali. Un sistema in grado di favorire la trasformazione di ricerca e startup di valore in grandi imprese tecnologiche.

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Pecoraro Scanio: da Malta impegno Onu per il mediterraneo

La Valletta, 5 nov. (askanews) - Da Malta il rilancio dell'obiettivo del 30% di aree marine protette entro il 2030. Acqua potabile per tutti, ma senza compromettere gli ecosistemi marini. Puntare su energie rinnovabili, tecnologie innovative e riutilizzo della salamoia .

La tutela del Mediterraneo deve diventare una priorità dell'agenda internazionale. Da Malta arriva un nuovo appello per accelerare il raggiungimento dell'obiettivo di proteggere almeno il 30% delle aree marine entro il 2030, una sfida globale rilanciata anche nel corso della recente conferenza internazionale in Armenia.

Al centro dell'iniziativa, promossa dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con le Nazioni Unite attraverso il Programma per l'Ambiente (UNEP- Map) anche il tema della sostenibilità dei dissalatori, infrastrutture sempre più importanti per affrontare la crescente scarsità idrica, soprattutto nelle isole e nei territori maggiormente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici.

La crescente diffusione degli impianti di dissalazione deve essere accompagnata da precise garanzie ambientali. Dobbiamo assicurare che siano alimentati da energie rinnovabili, che la salamoia prodotta venga correttamente gestita e smaltita e che si investa nel suo possibile recupero e riutilizzo. La sicurezza idrica non può tradursi in un nuovo fattore di pressione sugli ecosistemi marini .

Pecoraro Scanio richiama inoltre l'attenzione sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, a partire dalle navi dotate di impianti di dissalazione, che potrebbero consentire di servire più comunità evitando la proliferazione di costose infrastrutture sulle piccole isole, dove gli spazi disponibili sono limitati e gli equilibri ambientali particolarmente delicati.

Dobbiamo ripensare le nostre infrastrutture e le attività legate alla gestione dell'acqua secondo un modello realmente sostenibile, capace di garantire a tutte le popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo acqua potabile, sicura e di qualità, senza compromettere il patrimonio naturale che condividiamo .

Rilanceremo con ancora maggiore determinazione questa iniziativa per la salvaguardia del Mediterraneo. È fondamentale che anche il Governo italiano continui a sostenere con convinzione le strategie internazionali di tutela del nostro mare comune, promuovendo cooperazione, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale .

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Durigon (Lega): 5 morti sul lavoro in 24 ore? "Rabbia e rammarico"

Roma, 5 nov. (askanews) - "Fa rabbia, fa rabbia perché credo che questo governo insieme alle parti sociali abbiamo fatto tanto e stiamo cercando di fare tanto, abbiamo messo più ispettori, purtroppo tutte queste morti sono davvero un dramma per noi, continueremo con le parti sociali a cercare soluzioni, ma sono davvero rammaricato, è un momento davvero triste". Lo ha detto il sottosegretario al Lavoro e alle politiche sociali Claudio Durigon a margine della seconda edizione dell'Urania Policy & Business Forum, annuale appuntamento promosso da Urania News, tv delle istituzioni e delle imprese, a Villa Wolkonsky a Roma.

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Bonifiche, in Italia certificato solo il 6% dei siti nazionali

Rimini, 5 nov. (askanews) - Quarantadue siti di interesse nazionale, oltre 38.500 aree di competenza regionale e locale, 484 siti orfani. L'Italia da bonificare è una mappa sterminata, ma la certificazione è arrivata solo per il 6 per cento delle aree Sin. Confindustria Energia ci ha dedicato uno studio.

"L'obiettivo dello studio - spiega il direttore generale, Modestino Colarusso - è cercare di dare una risposta a una domanda molto semplice: che cosa serve per reinvestire in quei siti, ridare valore ai territori e attrarre investimenti in nuove tecnologie rinnovabili e dell'economia circolare per l'ottimizzazione delle risorse? Le risposte sono molteplici, ma soprattutto è necessario rafforzare l'integrazione tra risanamento e riconversione, cioè pensare fin dall'avvio della bonifica a quello che potrà essere il futuro del sito in termini di riutilizzo e riuso".

Nelle aree di competenza regionale e locale solo una su cinque ha superato la fase di intervento, mentre l'89 per cento dei siti orfani ha ancora i procedimenti aperti. Francia e Germania viaggiano più veloci. "Ci sono ancora troppe aree inquinate - ricorda il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani - dove le bonifiche tardano a partire o a concretizzarsi, alcune persino dalla fine degli anni '90. Serve che tutto il Paese si prenda una nuova responsabilità, l'industria, le istituzioni, il mondo ambientalista e gli enti locali, per permettere di fare la reindustrializzazione nell'era della decarbonizzazione all'interno delle aree industriali e non fuori, come in alcuni casi si sta facendo".

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Poste Italiane, "La sicurezza ci sta a cuore"

Roma, 5 nov. (askanews) - "La sicurezza ci sta a Cuore", Poste Italiane installa 800 defibrillatori in tutta Italia

L'Azienda ha lanciato il più grande progetto nazionale di cardioprotezione nel settore privato. Il servizio del TG Poste.

Poste Italiane ha lanciato il più grande progetto nazionale di cardioprotezione aziendale, "La Sicurezza ci sta a Cuore". Attraverso l'installazione di 800 defibrillatori in 242 sedi in tutto il Paese, il Gruppo guidato dall'Ad Matteo Del Fante e dal Dg Giuseppe Lasco ha messo in campo il piano di primo soccorso cardiaco più esteso finora mai realizzato nel settore privato.

I dispositivi possono analizzare automaticamente il ritmo cardiaco e accompagnare il soccorritore nelle diverse fasi dell'intervento attraverso indicazioni vocali, rendendo più semplice l'esecuzione delle procedure anche per chi non possiede specifiche competenze mediche.

L'investimento, che rientra nella strategia di protezione e prevenzione adottata da Poste Italiane a tutela dei suoi dipendenti, ha comportato il posizionamento di macchine semiautomatiche con controllo remoto che, in caso di emergenza, riducono in modo significativo i rischi connessi ad un arresto cardiaco. Particolarmente significativo l'impatto a livello territoriale: i defibrillatori installati, infatti, saranno registrati presso le Centrali Operative del 118, andando così a potenziare la rete regionale dei dispositivi salvavita.

La disponibilità di un defibrillatore nelle immediate vicinanze può essere determinante in caso di arresto cardiaco, quando la rapidità dei soccorsi è uno degli elementi fondamentali per aumentare le possibilità di sopravvivenza.

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