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Renzi a Belpietro: se perdo non farò il ministro

sabato 8 settembre 2012
2' di lettura

"Le primarie nel centrosinistra ci  saranno, forse la Bindi si riferiva al centrodestra quando dice che non ci saranno le primarie. Io con la Bindi, 0 comunque, non ho nessun conto in sospeso, lo garantisco". Ad   assicurarlo è Matteo Renzi, intervenuto questa mattina a 'La   telefonata di Belpietro" in onda su Canale 5    Per il sindaco di Firenze, le "primarie sono una grandi   pportunità. Anzichè far scegliere il leader, e in prospettiva i   parlamentari, alla solita nomenclatura di partito o dei partiti, si   lascia scegliere ai cittadini. Io mi fido più dei cittadini che dei   segretari di partito".  "Faremo di tutto per vincere le   primarie, e cercheremo di farlo attraverso idee credibili e il   coinvolgimento delle persone ma se gli italiani non ci vorranno, se  alla rottamazione preferiranno quello che Bersani definisce 'il   sistema dell’usato sicuro, benissimo: io rimango a fare il sindaco di  Firenze.   "Non chiedo di fare il parlamentare con il vitalizio e con   l'indennità bella, non accetto premi di consolazione - assicura -   rimango a fare, finchè i fiorentini lo vorranno, ciò che sto   facendo". "E se le offrissero un posto da ministro?', domanda   il direttore di Libero Maurizio Belpietro. "Direi assolutamente di no - assicura Renzi - continuerò a  fare quel che sto facendo". Cosa farebbe se si ritrovasse alla guida di un governo? "Dimezzamento del numero dei parlamentari, delle inennità, l'eliminazione della pensione per i parlamentare e i consiglieri regionali. La sempllificazione della burocrazia, investire nella cultura e nella scuola, investimento sull'innovazione tecnologica e ambientale. Sull'art. 18, io sto con Ichino".   Per Matteo Renzi si tratta, comunque, di "una delle questioni   ideologiche più sopravvalutata nella storia nel nostro paese: si   pensa sia il problema, in un senso e nell’altro".    "Io credo - dice il sindaco di Firenze - che vada   rivoluzionato il diritto del lavoro", che conta su "2.000 articoli di   legge, non ci capisce niente nessuno. Io credo che l’unica soluzione,   proposto da Ichino, è redigere una legge, o meglio un corpus generale  di massimo 60 articoli, chiari ed espliciti, in modo che si diminuisca  il contenzioso, e che un imprenditore che vuole investire o   semplicemente assumere possa sapere come fare".

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