Sarebbe stato recuperato il corpo del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, morto nel raid israeliano di venerdì nella periferia sud di Beirut. Lo riporta Sky News secondo cui i resti sono stati trovati intatti sul luogo dell'attacco. Nei bombardamenti sono morti più di 20 militanti del gruppo sciita oltre a Nasrallah. Tra questi Ibrahim Hussein Jazini e Samir Tawfik Diab, tra le persone più vicine al leader del Hezbollah. Quando sono stati colpiti si trovavano nel loro principale centro di comando sotterraneo a Beirut. L'esercito israeliano afferma che il sito si trovava sotto edifici residenziali, vicino a una scuola gestita dalle Nazioni Unite.
"Farwest” - in onda martedì 14 aprile alle 21.20 su Rai 3 - torna sul filone di inchiesta che riguarda la gestione del Covid e dell’emergenza mascherine. Una nuova testimonianza confermerebbe le opacità della struttura commissariale, che emergerebbero anche da alcune intercettazioni secondo le quali anche la criminalità organizzata potrebbe aver fatto soldi con le mascherine, durante la pandemia. Antonino Monteleone ne ha chiesto conto all’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
"È una situazione complessivamente complicata e delicata, quindi occorrono nervi saldi, equilibrio, non occorrono sparate. Attaccare il Papa è veramente fuori luogo da tutti i punti di vista, quindi lo scontro in questo momento è l'ultima cosa che serve. Occorre la diplomazia". Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, a margine della sua visita al Vinitaly di Verona, alludendo all'attacco del presidente Usa, Donald Trump, a Papa Leone XIV.
Il presidente Donald Trump ha confermato che il blocco navale statunitense dei porti iraniani sarà in vigore dalle 10 ora di New York, affermando che "non possiamo lasciare che un paese ricatti" il mondo. "Non possiamo lasciare che un paese ricatti o estorca il mondo perché è quello che sta facendo", ha detto Trump dell'Iran parlando ai giornalisti sul colonnato della Casa Bianca. Trump ha ribadito la sua tesi secondo cui la salvaguardia dello stretto è di maggiore preoccupazione per altre parti del globo rispetto agli Stati Uniti. L’effettiva chiusura dello stretto dall’inizio della guerra, tuttavia, ha un impatto sui prezzi globali del petrolio, che ha portato a un’impennata dei prezzi del gas per gli automobilisti americani e a un aumento dell’inflazione su altri beni. “Non usiamo questo stretto”, ha detto Trump. “Abbiamo il nostro petrolio e il nostro gas, molto più del necessario”. Il presidente ha anche suggerito che gli Stati Uniti sono ancora disposti a impegnarsi con l’Iran per negoziare una risoluzione nonostante i colloqui falliti nel fine settimana. "Posso dirvi che siamo stati chiamati dall'altra parte", ha detto Trump. Ha aggiunto: "Stamattina siamo stati chiamati dalle persone giuste, le persone giuste, e vogliono concludere un accordo". Trump non ha detto chi ha chiamato o di cosa si è discusso.
Il caro-gasolio sta mettendo in forte difficoltà il settore dell’autotrasporto, con il rischio di un blocco dei mezzi pesanti che potrebbe avere gravi ripercussioni sulla logistica nazionale. Unatras, che rappresenta circa l’80% delle imprese del settore, ha annunciato che il 17 aprile valuterà l’avvio delle procedure per uno stop se non arriveranno interventi concreti. Il carburante incide fino al 30% dei costi e, con prezzi oltre i due euro al litro, sta riducendo drasticamente i margini delle aziende. Le associazioni denunciano anche una pressione sui prezzi dei servizi, giudicata insostenibile per molte imprese. Il settore chiede misure urgenti come credito d’imposta e sostegno alla liquidità, oltre a un intervento diretto del governo. Sullo sfondo, la possibile risalita del prezzo del petrolio rischia di aggravare ulteriormente la situazione.