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Alpinisti ritrovati senza vita sul Monviso: il video delle ricerche

mercoledì 11 giugno 2025
1' di lettura

Sono stati ritrovati senza vita i due alpinisti, un uomo e una donna, dispersi sul Monviso dallo scorso lunedì. L'allarme era stato lanciato dai familiari che non avevano più avuto contatti con la coppia. I due erano partiti lunedì 9 giugno con l'intenzione di raggiungere il bivacco Villata da cui partire nella notte del 10 per l'ascensione del Canale Coolidge che percorre il versante settentrionale della montagna. Dopo aver ricevuto l'allarme, la centrale operativa piemontese ha effettuato alcune verifiche presso i gestori del Rifugio Quintino Sella e presso il bivacco Boarelli tramite radio di emergenza, ma non risultavano persone presenti nelle due strutture. Nel frattempo una squadra a terra del Soccorso Alpino ha individuato l'autovettura dei dispersi parcheggiata al Pian del Re. Questa mattina si è proceduto con il trasporto in quota dei tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico piemontese che sono stati sbarcati al bivacco Andreotti per verificare l'eventuale percorso di discesa e in cima al Monviso per accertare un eventuale passaggio anche consultando il libro di vetta. Proprio durante queste operazioni l'elicottero ha perlustrato il canale Coolidge dove sono stati individuati i corpi dei due alpinisti, deceduti, presumibilmente precipitati durante l'ascensione. 

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alpinismo
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Claudia Osmetti

25 aprile, "morto oggi”: lo sfogo della Concia seppellisce la sinistra

"Oggi è morto il 25 aprile": Paola Concia, attivista ed ex deputata del Partito democratico, lo ha detto in un video riferendosi a quanto accaduto durante le celebrazioni della Festa della Liberazione in diverse città italiane. "È morta la Festa di Liberazione dai regimi nazifascisti grazie a fascisti che hanno impedito alla Brigata ebraica di manifestare a Milano gridando 'siete saponette mancate' e a Bologna dove hanno impedito a persone con la bandiera ucraina di manifestare. A Roma ci sono stati altri scontri, il 25 aprile muore qui oggi, 25 aprile 2026, vergognatevi", ha aggiunto la Concia. 

Uno degli ultimi avvenimenti a Milano, dove la Brigata ebraica è stata cacciata dal corteo a causa della protesta di militanti pro Pal e del Carc ed è stata quindi scortata dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa lungo via Senato in direzione piazza Cavour, scelta come via d'uscita dopo le pesanti contestazioni che hanno bloccato il corteo per oltre un'ora e mezza. A confermarlo il dem Emanuele Fiano: "È una sensazione orribile essere espulsi da un corteo che dovrebbe celebrare la libertà. Ci hanno urlato anche 'siete solo saponette mancate'". Intanto, un gruppo di contestatori ha continuato a seguire la Brigata, urlando "Palestina libera dal fiume fino al mare". 

25 aprile, Brigata ebraica cacciata dal corteo: istanti concitati

Alcuni istanti concitati dopo che la Brigata Ebraica è stata cacciata dal corteo per il 25 aprile a Milano. 

25 Aprile, ecco il momento in cui la Brigata ebraica esce dal corteo di Milano

 

Brigata ebraica cacciata dal corteo a Milano durante le celebrazioni per il 25 aprile, dopo le proteste di militanti pro Pal e del Carc. "Siamo stati cacciati dal corteo, perché abbiamo nei nostri striscioni la stella di David, perché difendiamo il diritto dello stato d'Israele di esistere, perché difendiamo i diritti della Brigata ebraica a sfilare? Non lo so, chiedetelo a loro": a dirlo Emanuele Fiano, esponente del Pd e di Sinistra per Israele, presente con la Brigata Ebraica al corteo. "Adesso non ho ancora deciso cosa faremo, se andare in piazza del Duomo o meno. È il cinquantesimo anno che partecipo, non era mai successa una cosa così", ha aggiunto.

A cura di Fabio Rubini

25 Aprile, contestata la Brigata Ebraica a Milano

Attivisti dei movimenti pro Pal hanno contestato la Brigata Ebraica all'interno del corteo del 25 Aprile a Milano, in corso Venezia. "Fuori i sionisti dal corteo", "Assassini" gli slogan urlati dai filo palestinesi ai manifestanti che sfilavano sotto il vessillo della Brigata. Le forze dell'ordine sono intervenute separando le parti e in precedenza per sgomberare il blocco che un gruppo di militanti del Carc aveva fatto per impedire il passaggio alla Brigata.