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Ipertensione arteriosa polmonare, arriva in Italia un farmaco innovativo: ecco come agisce

di Redazione lunedì 2 febbraio 2026
2' di lettura

Svolta innovativa dal punto di vista delle terapie per trattamento dell’ipertensione arteriosa. MSD ha annunciato che l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di sotatercept per il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare in pazienti adulti (di classe funzionale da II a III dell’Oms), già precedentemente trattati per almeno 6 mesi con triplice terapia. Il nuovo farmaco verrà prodotto in Italia, come ha annunciato da Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di MSD Italia. Si tratta di un farmaco biologico first in class di una innovativa categoria di medicinali, gli inibitori del segnale dell’attivina. Sotatercept è la prima terapia a intervenire direttamente sui meccanismi biologici alla base della malattia, cambiandone il decorso. “La buona notizia è che questa innovazione è ora a disposizione anche dei pazienti italiani che con corretta diagnosi, ovviamente sempre affidandosi al proprio specialista di riferimento, potranno avere un'opportunità in più per gestire questa malattia”, spiega a LaPresse Nicoletta Luppi. “Raccogliamo il frutto di un investimento importante. Con quasi 18 miliardi di dollari in un anno, MSD è prima al mondo come azienda biofarmaceutica per intensità di ricerca declinata sia nel campo cardiovascolare e respiratorio, ma anche in tanti altri, incluse le malattie rare. Siamo convinti che ogni paziente, ogni cittadino debba avere una propria risposta al proprio bisogno di salute”, aggiunge Luppi. In Italia, si stima che circa 3.500 persone convivano con l’ipertensione arteriosa polmonare, prevalentemente donne, con una diagnosi che arriva spesso in ritardo a causa dei sintomi iniziali, come dispnea e affaticamento, che possono essere simili a quelli di altre malattie cardiache o polmonari. “La malattia è sfidante perché è rara, non viene riconosciuta e questo impedisce al malato di essere diagnosticato in fase precoce. I sintomi che ha sono aspecifici, quindi la dispnea, l’affaticamento, soprattutto se insorgono nel giovane, non portano a pensare alla malattia rara, ma a condizioni di stress, di agitazione, di ansia. Così si perde tempo”, spiega a LaPresse Stefano Ghio, responsabile SS cardiomiopatie – trapiantologia e ipertensione polmonare irccs del Policlinico San Matteo di Pavia, presidente della Rete italiana di ipertensione polmonare Iphnet. “La terapia è tanto più efficace quanto più precoce. Quindi il rischio è duplice, mancata diagnosi oppure sbagliata diagnosi”, aggiunge Ghio. La terapia è somministrata per via sottocutanea ogni tre settimane e, dopo adeguata formazione, può essere gestita anche a domicilio dal paziente o dal caregiver. La sicurezza del farmaco è stata dimostrata da numerosi studi “inoltre abbiamo visto un impatto drammtico sull’evoluzione della patologia: pazienti che erano in lista d’attesa per il trapianto hanno avuto benefici tali da non richiedere più questo tipo di intervento”, testimonia Ghio. “L’auspicio è che questa terapia possa essere messa a disposizione il prima possibile dei pazienti che ne hanno bisogno”, conclude Luppi.

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