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Nautica: 18° Economic Symposium a Monaco, la sostenibilità ridefinisce il futuro del settore

di Redazione mercoledì 11 febbraio 2026
4' di lettura

Nel dibattito internazionale sul futuro, lo yachting occupa oggi una posizione singolare: un settore che incarna l’eccellenza e che, al tempo stesso, si configura come un laboratorio avanzato delle grandi transizioni ambientali ed economiche del nostro tempo. Il 18° Economic Symposium – La Belle Classe Superyachts dello Yacht Club de Monaco, appuntamento annuale che riunisce armatori, cantieri, designer, operatori finanziari, istituzioni e media internazionali, ha fotografato con chiarezza questo passaggio storico, collocando il 2035 non come un orizzonte lontano, ma come una variabile già incorporata nelle scelte industriali, finanziarie e progettuali di oggi. Il punto di partenza è condiviso: "La sfida principale resta la decarbonizzazione", ha spiegato Bernard d’Alessandri, Managing Director e Segretario Generale dello Yacht Club de Monaco, sottolineando come l’utilizzo degli oceani richieda prima ancora un cambiamento culturale che tecnologico. "Ogni volta che andiamo in mare, entriamo in un mondo che non è il nostro. Dobbiamo farlo con il massimo rispetto possibile". In questo contesto, Monaco punta a svolgere un ruolo ancora più strategico: quello di piattaforma neutrale di dialogo e sperimentazione. "Monaco non può guidare questa transizione, ma può offrire una piattaforma neutrale per presentare soluzioni", ha aggiunto, ricordando come il Principato favorisca la creazione di un ecosistema unico per il networking e lo sviluppo.

Dal punto di vista dei dati, il settore continua a mostrare una solidità strutturale tutt’altro che scontata. Lo yachting genera un impatto economico globale stimato in 54 miliardi di euro, con l’Europa che rappresenta circa l’80% della produzione mondiale. Francesca Webster, Chief Editor di SuperYacht Times, ha descritto un mercato che, dopo le incertezze dell’inizio del 2025, ha ritrovato slancio e stabilità. "Abbiamo chiuso il 2025 più forti dell’anno precedente e le nostre previsioni per il 2026 sono molto solide", ha osservato, riferendosi a una fase di assestamento dopo i picchi post-pandemici. Oggi sono operative oltre 6.200 imbarcazioni sopra i 30 metri, con un portafoglio ordini sano che conferma la resilienza del comparto. La crescita, tuttavia, non è più lineare: i tempi decisionali si allungano, i progetti diventano più complessi e la sostenibilità incide direttamente sul valore degli asset. "Gli armatori, soprattutto quelli più giovani, sono sempre più consapevoli – prosegue Webster – Le imbarcazioni più sostenibili potranno accedere a un numero maggiore di aree in futuro, e questo ha un impatto diretto sul valore".

È qui che emerge il ruolo centrale del refit. Con un impatto economico stimato in 5,6 miliardi di euro, il refit è destinato a diventare una leva strategica primaria. Con oltre 10.000 yacht sopra i 24 metri già presenti nella flotta globale, l’adattamento delle imbarcazioni esistenti è cruciale. "Le soluzioni esistono, ma devono essere adattate a barche già costruite", ha ricordato d’Alessandri, indicando nella modernizzazione della flotta il vero banco di prova della transizione. Il tema delle nuove regolamentazioni ambientali in prospettiva 2035 è stato approfondito da Nathalie Hilmi, esperta di macroeconomia, finanza internazionale e sviluppo sostenibile. Hilmi ha evidenziato come la performance ambientale stia diventando progressivamente un vero e proprio indicatore economico, in grado di influenzare le decisioni di investimento e la competitività degli operatori. In questo scenario, i costi legati al retrofit, ai carburanti alternativi e alle nuove tecnologie non rappresentano solo un onere, ma un potenziale vantaggio competitivo per chi saprà anticipare il cambiamento. La lettura macroeconomica rafforza questa visione. Maximilian Kunkel, Chief Investment Officer di UBS, ha collocato lo yachting all’interno di cinque grandi forze di lungo periodo: demografia, deglobalizzazione, decarbonizzazione, digitalizzazione e debito.

"Stiamo uscendo da una fase di forte incertezza geopolitica ed economica", ha spiegato. "Emergono segnali di maggiore chiarezza, dalla stabilizzazione delle dinamiche tariffarie alle misure di stimolo fiscale negli Stati Uniti. In questo contesto, la transizione verde è finanziariamente sostenibile nel lungo periodo e, soprattutto, necessaria. Nel breve termine richiede investimenti significativi e può generare pressioni inflazionistiche, ma nel tempo diventa un fattore di resilienza e creazione di valore". Anche per la finanza privata, dunque, i criteri ESG stanno superando la logica della mera compliance per diventare strumenti strutturali di allocazione del capitale. Il dibattito si è poi spostato su design e innovazione. Marnix Hoekstra, Co-Creative Director e Partner di Vripack, ha sottolineato come la sostenibilità sia innanzitutto una sfida di progettazione sistemica. Attraverso un approccio di Human Centric Design, la durabilità ambientale viene integrata fin dalle prime fasi concettuali, diventando un motore di innovazione. Un esempio emblematico è Project Zero, un sailing yacht completamente elettrico, alimentato esclusivamente da energie rinnovabili – vento, solare e termica – e dotato di un sistema di batterie da 5 MWh. Concepito non come risposta a vincoli normativi ma come espressione di una visione, il progetto anticipa le aspettative di una nuova generazione di armatori. Monaco emerge così come un caso di studio emblematico.

Dal 2025, l’inasprimento delle normative su emissioni, gestione dei rifiuti, risorse idriche e tutela delle aree sensibili sta trasformando il Principato in un vero laboratorio regolatorio e industriale. In questo contesto, la capacità del settore di assorbire il costo della sostenibilità e trasformarlo in valore economico, patrimoniale e reputazionale diventa decisiva. In definitiva, lo yachting del 2035 non sarà definito solo da ciò che verrà costruito, ma da come il settore saprà ripensare la flotta esistente, i propri modelli economici e il rapporto con l’ambiente marino. E Monaco si candida a essere la capitale di una nuova cultura marittima: consapevole, integrata e inevitabilmente sostenibile. I leader del settore proseguiranno il confronto al Monaco Capital of Advanced Yachting Rendezvous (21–24 marzo), organizzato in collaborazione con l’Explorers Club of New York. L’evento, articolato su quattro giorni, riunirà armatori, comandanti, istituzioni, innovatori e scienziati, posizionando lo yachting come piattaforma di conoscenza, esplorazione e responsabilità ambientale.

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