CATEGORIE

Sanremo 2026, Gassmann contro Morandi? Finisce male: come lo gela Conti

sabato 28 febbraio 2026
2' di lettura

Alla fine Alessandro Gassmann cancella il post delle polemiche. Ieri sera l'attore aveva attaccato Gianni Morandi, seppure senza citarlo, accusando il Festival di Sanremo di regole inique.

"Quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al festival, e sono assolutamente d'accordo, regola senza senso", è l'accusa diretta alla partecipazione 'a sorpresa' di Morandi senior con il figlio Tredici Pietro nella serata cover e duetti. Questa mattina il post è stato rimosso ed è stato pubblicato un post sull'attacco israeliano in Iran. "Le notizie che arrivano da Teheran e dal medio oriente sono quelle che portano paura e senso di angoscia La pace è la nostra unica possibilità. Mai una guerra porta pace. Chiediamo la pace!!!", dice l'attore, figlio del grande Vittorio e padre di Leo, in gara all'Ariston.

A Gassmann ha risposto però Carlo Conti, nella conferenza stampa pre-finale: "Il regolamento di Sanremo non prevede il divieto a un parente di venire sul palco: ci sono stati la mamma di Sayf, la figlia di Raf, lo zio di LDA, la sorella di Brancale. Con Gassmann c'è stato un equivoco: se mi avesse detto 'voglio fare un duetto con Leo', gli avrei risposto: subito, tutta la vita. Gassmann è uno dei più straordinari attori italiani e ha un cognome gigante, è una famiglia che sta dimostrando tutto il suo valore. Quest'anno abbiamo fatto la scelta di non ospitare nessuno dei protagonisti delle fiction Rai, ce ne sono tantissime, e di aumentare gli spot di rete che pubblicizzano anche le fiction. Mi spiace che si sia creato questo equivoco con Alessandro, è successo anche con Argentero, anche lui non c'era". 

tag
gianni morandi
alessandro gassmann
carlo conti
tredici pietro
leo gassman
sanremo 2026

Che scontro Mara Venier sul treno per Sanremo: "Sei un cog***e", una rissa clamorosa

La verità dei numeri Sanremo, il picco con Bravi che canta Vanoni

Bambole di pezza fuori controllo Sanremo, il dietro le quinte: "Fatemi parlare con chi l'ha deciso", Bambole di pezza gelate

Ti potrebbero interessare

Mara Venier sul treno per Sanremo: "Sei un cog***e", una rissa clamorosa

Sanremo, il picco con Bravi che canta Vanoni

Klaus Davi

Sanremo, il dietro le quinte: "Fatemi parlare con chi l'ha deciso", Bambole di pezza gelate

Roberto Tortora

Sanremo 2026, clima tossico in riviera: sfregio alle forze dell'ordine

Claudio Brigliadori

Di Maio ospite di “Eastwest coffee” per un “nuovo protagonismo dell’Ue nel Golfo”

 Incontro tra pubblico e privato, tra istituzioni e impresa perchè i grandi progetti si realizzano soltanto mettendo insieme l’interesse pubblico e l’impresa privata. Questo è il filo conduttore che unisce tutte le tappe di “Eastwest Coffee”, un appuntamento ormai rodato promosso da Eastwest, centro indipendente di ricerca, formazione e informazione ideato e diretto da Giuseppe Scognamiglio. Una tavola rotonda, composta sempre da persone diverse, viene radunata per approfondimenti su temi di geopolitica, attualità, finanza, istituzioni, e altro. L’ultimo appuntamento ha visto come ospite di eccezione, Luigi Di Maio, oggi rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo. “Noi abbiamo immaginato di accogliere attorno a questa icona della vecchia cultura, la caffettiera napoletana, pubblico e privato, istituzioni e impresa - spiega Scognamiglio, ex diplomatico oggi manager e ideatore della rivista di geopolitica Eastwest - Abbiamo voluto incontrare Luigi Di Maio, insieme a tanti imprenditori di diversi settori, dall'agroalimentare all'IT, dalla moda, fashion e luxury alla nautica, per affrontare il tema di una partnership che speriamo si evolva strategicamente tra Europa e Golfo”. “ Io credo in generale che l'Unione Europea abbia bisogno sempre più di partnership strategici nel mondo- ha chiarito Luigi Di Maio a margine della tavola rotonda- e tra questi partner strategici sicuramente ci sono i paesi come l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi, il Qatar, paesi con cui non solo abbiamo un grande potenziale economico, ma condividiamo anche un grande interesse per il rispetto della legge internazionale, l'implementazione e il rafforzamento delle istituzioni internazionali. Quindi è un rapporto a tutto tondo e infatti quello che abbiamo lanciato come Unione Europea - prosegue - è un negoziato per un accordo di partenariato strategico con ognuno dei paesi del Golfo”. “Certamente - ha poi aggiunto Scognamiglio in riferimento ai cambiamenti in atto negli equilibri mondiali - noi abbiamo lavorato in questi 21 anni di presenza nel settore editoriale con la nostra rivista per creare ponti, non solo tra est e ovest, ma anche tra sud e nord. L'Europa deve cercare un nuovo protagonismo anche a seguito di questo raffreddamento, che speriamo sia temporaneo, dei rapporti con gli Stati Uniti. L'apertura verso il Golfo diventa uno degli obiettivi strategici per ritrovare centralità”. “Sono dei facilitatori, dei mediatori come - avverte Di Maio - unendo le forze lo possiamo essere sempre più noi europei con i paesi del Golfo, ovviamente nel quadro delle nostre relazioni internazionali storiche che vedono gli Stati Uniti e gli altri paesi come principali alleati”. Tanti paesi, molto ricchi e molto desiderosi di un posto sul piano internazionale i Paesi del Golfo sono lanciato ormai con lo sguardo al futuro “ Certamente Dubai è la città iconica verso la quale ci si rivolge - aggiunge Scognamiglio - ed è il simbolo anche di come un'area, quella del Golfo, che oggi raggiunge i 2.000 miliardi di dollari di PIL, quindi quasi il PIL italiano, cioè di un paese del G7, stia cercando di diversificare un po' la sua economia, non più solo energia ma anche altro e Dubai è l'esempio di cosa significa questo”

Sanchez condanna gli attacchi contro l'Iran

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha condannato gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, chiedendo un immediato allentamento delle tensioni e il dialogo. “È importante ricordare che si può essere contrari a un regime odioso, come la società spagnola è contraria al regime iraniano, e allo stesso tempo essere contrari a un intervento militare ingiustificabile, pericoloso e al di fuori del diritto internazionale”, ha affermato Sanchez all'inaugurazione del Mobile World Congress di Barcellona. Il primo ministro ha anche affermato di essere contrario alla guerra che non ha ottenuto l'approvazione del Congresso degli Stati Uniti né del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Sanremo, vola la raccolta pubblicitaria: si apre era De Martino

Bilanci ma con lo sguardo rivolto alla prossima edizione il giorno dopo la fine del Festival di Sanremo in casa Rai. Dopo la flessione delle prime serate, la kermesse condotta da Carlo Conti ha chiuso in crescendo attestandosi con una media ascolti di 11 mln spettatori e 68.8% share per la serata finale mentre la raccolta pubblicitaria fa segnare un record, con 72 milioni di euro e una in crescita di oltre il 10% rispetto al 2025. "E' un bilancio più che positivo”, dice l'ad Rai, Giampaolo Rossi, che spiega la scelta di Stefano De Martino come conduttore e direttore artistico per l'anno prossimo: "Non ha connotazioni politiche, sono polemiche morbose" assicura il manager, che sottolinea: "Non è una scelta estemporanea, è un investimento anche sul futuro, il progetto è pluriennale".

Attacco all'Iran, Trump: "Teheran ora vuole parlare"

Si allarga il conflitto in Iran. Stati Uniti e Israele continuano a colpire obiettivi strategici nonostante la morte della Guida Suprema, Ali Khamenei, mentre Teheran risponde attaccando lo Stato ebraico e le basi americane nell’area. Il presidente statunitense Trump parla di “48 leader iraniani” uccisi “in un colpo solo” e annuncia possibili colloqui con la “nuova leadership” su loro richiesta. “Ho tre ottime scelte per la guida del Paese”, afferma, prevedendo un conflitto che potrebbe durare fino a quattro settimane. Intanto è giallo sulla morte dell’ex presidente Ahmadinejad, prima annunciata e poi smentita. Nella notte raid israeliani nel sud del Libano dopo il lancio di razzi e droni verso il nord di Israele. Dieci le persone uccise a Beirut. L’Idf dichiara, inoltre, di aver sganciato 1.200 bombe su obiettivi iraniani e di aver richiamato 100mila riservisti. A Teheran si sogna la fine del regime, mentre l’Iran annuncia la nomina della nuova Guida Suprema entro uno o due giorni.