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Referendum giustizia, Giorgia Meloni: "Come votare e cosa c'è in gioco"

di Redazione mercoledì 18 marzo 2026
1' di lettura

"Cari italiani, il 22 e il 23 marzo siamo tutti chiamati a votare per il referendum sulla riforma della giustizia. Si vota domenica dalle 7 alle 23, lunedì dalle 7 alle 15, presentandosi ovviamente al seggio elettorale con un documento di identità e con la tessera elettorale. Questa è la scheda che troverete al seggio. Ed è abbastanza semplice. Se volete, come spero, confermare la riforma costituzionale della giustizia, dovete mettere una croce sul Sì. È importante sapere che non c'è il quorum. Il risultato sarà valido qualunque sia l'affluenza. Questo significa che la differenza la fa chi va a votare. Chiaramente il mio invito è di andare al seggio e mettere una croce sul Sì perché in quella croce c'è molto di più di un segno sul foglio. C'è l'idea di giustizia in cui crediamo, c'è il futuro che vogliamo lasciare ai nostri figli, c'è la fiducia nel fatto che possiamo cambiare quello che non funziona. C'è il messaggio che non accetteremo che tutto rimanga sempre uguale. È un'occasione storica per rendere la giustizia più meritocratica, più responsabile, più efficiente. In una parola: più giusta. Ed è un'occasione che potrebbe non tornare. Il 22 e il 23 marzo tocca a voi, perché noi ce la stiamo mettendo tutta per rendere l'Italia più moderna. Però stavolta serve il vostro aiuto. Andate a votare e mettete una croce sul Sì". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X.

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“Io incontro sempre una certa contraddizione nelle accuse che voi muovete. Da una parte veniamo accusati di fare austerità e dall’altra veniamo redarguiti per l’aumento del rapporto debito-Pil. Credo che le due cose non stiano insieme”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del premier time al Senato, rispondendo a un'interrogazione del M5S sulle iniziative per promuovere la crescita e la competitività industriale.

“Noi non abbiamo fatto una politica di austerità, abbiamo aumentato i salari, abbiamo tagliato le tasse, abbiamo sostenuto le occupazioni e gli investimenti, abbiamo rafforzato le pensioni più basse e, nonostante questo lavoro, avremmo potuto uscire dalla procedura d’infrazione se non avessimo dovuto fare i conti con centinaia di miliardi di euro bruciati in misure elettorali senza controllo. Il rapporto debito-Pil cresce grazie al Superbonus. Finiremo di pagarlo nel 2027, quando sarà finito il nostro mandato. Abbiamo avuto colleghi che hanno ipotecato risorse, ci fanno la morale e mi sembra eccessivo. Non faremo lo stesso, perché facciamo una politica di serietà. Siamo persone serie che si assumono le responsabilità e non le scaricano a chi viene dopo di loro”, ha concluso.

Poi un curioso fuorionda. Al termine del premier time al Senato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è rivolta alle opposizioni esclamando: "Non dovevate fare la bagarre? Cos'è successo? Eravate tutti pacati".

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