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Prescrizione, Bonafede: io lavoro, entro 10 giorni riforma in Cdm

sabato 8 febbraio 2020
2' di lettura

Roma, 5 feb. (askanews) - La prescrizione continua ad agitare la maggioranza. "Entro 10 giorni" il disegno di legge sulla riforma del processo penale sarà portato in Consiglio dei ministri" ha riferito il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario della giustizia amministrativa, cercando di mettere a tacere le polemiche dopo che Matteo Renzi, in un'intervista a Repubblica, ha detto chiaramente: "In un modo o nell'altro fermeremo questa legge. Credo senza ricorrere alla mozione di sfiducia: molleranno prima", "i numeri non ci sono... Sulla prescrizione dovranno cedere". "La riforma è pronta da un anno, è stata cambiata da questa maggioranza, ci siamo trovati d'accordo, il mio impegno è questo: io porto la riforma del processo penale per abbreviare i tempi del processo in Consiglio dei ministri, poi lì ciascuno si prende le proprie responsabilià e decide di negare agli italiani un processo penale che abbia tempi brevi, ragionevoli e nei limiti del possibile certi. Questo è il mio lavoro da ministro della Giustizia e lo porterò all'attenzione del Cdm". Poi un avvertimento, pur non citando mai Matteo Renzi o Italia Viva. "Ai cittadini interessa che la maggioranza stia lavorando poi se c'è qualcuno che si comporta come se fosse all'opposizione...ma io non posso tutti i giorni impiegare il mio tempo per rispondere a chi è nella maggioranza e si comporta come se fosse all'opposizione: a volte ho il dubbio che i testi glieli scriva Salvini o Berlusconi, io vado avanti a lavorare con spirito di dedizione, noi stiamo lavorando senza sosta, ciascuno si ricordi di essere in maggioranza perché poi a quel tavolo non c'è stata mai rigidità, il lodo Conte è frutto di una mediazione portata avanti dal presidente del Consiglio".

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Roma, 17 mar. (askanews) - La polizia indonesiana ha dichiarato di aver arrestato due cittadini francesi e un italiano con l'accusa di produzione e distribuzione di materiale pornografico.

Si tratta di una donna e due uomini, arrestati, ha detto il capo della polizia del distretto di Badung a Bali, Joseph Edward Purba, parlando con i giornalisti, con l'accusa di aver cercato di "trarre profitto da video e contenuti pornografici".

Rischiano fino a 10 anni di reclusione per l'accusa di produzione di materiale pornografico e altri sei per la distribuzione online. Se Bali è a prevalenza indù, in Indonesia, a maggioranza musulmana, è severamente vietata la produzione di materiale pornografico.

La polizia ha reso noto che lo scorso venerdì funzionari dell'immigrazione hanno arrestato la donna francese - descritta come una "creatrice di contenuti" - e l'italiano mentre tentavano di lasciare Bali per recarsi in Thailandia. Il francese, descritto come il "manager" della donna, è stato arrestato alcuni giorni dopo a Badung.

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Roma, 16 mar. (askanews) - I ministri degli Esteri dell'Unione Europea non hanno mostrato "alcun interesse" ad estendere, almeno per il momento, la missione navale dell'Ue in Medio Oriente allo Stretto di Hormuz, ha dichiarato Kaja Kallas, Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera e di sicurezza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto ad altri paesi di contribuire al controllo dello Stretto dopo che l'Iran ha risposto agli attacchi israelo-americani utilizzando droni, missili e mine per bloccare di fatto il passaggio delle petroliere che normalmente trasportano un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello globale.

La missione Aspides dell'Ue è stata istituita nel 2024 per proteggere le navi dagli attacchi del gruppo yemenita Houthi nel Mar Rosso.

"Durante le nostre discussioni è emersa una chiara volontà di rafforzare questa operazione, ma per il momento non c'è interesse a modificarne il mandato", ha dichiarato Kallas ai giornalisti dopo una riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles.

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"Ci stiamo lavorando in questo momento, stiamo parlando con la Cina. Mi piacerebbe molto ma a causa della guerra, voglio essere qui, devo essere qui - ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale - quindi abbiamo chiesto di rimandare l'incontro di un mese o giù di lì... È molto semplice, abbiamo una guerra in corso".

La Cina afferma di aver preso atto dei "chiarimenti" forniti dagli Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, durante la conferenza stampa quotidiana, ha confermato che "le due parti sono in comunicazione sulla tempistica della visita del presidente Trump in Cina. Al momento non ho ulteriori informazioni da fornire", ha affermato rispondendo a una domanda.

Il portavoce ha smentito che la visita sia collegata alla questione della sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz, dopo che alcuni media avevano suggerito che il rinvio potesse essere legato alla richiesta di Trump a diversi paesi, tra i quali la Cina, di contribuire alla riapertura dello stretto, bloccato dall'Iran in seguito all'attacco israelo-americano, che sta mettendo in grave difficoltà il transito del greggio.

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