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Il Salone della Csr a Mind: focus su tecnologia e benessere

sabato 8 febbraio 2020
3' di lettura

Milano, 7 feb. (askanews) - Tecnologia e innovazione per migliorare il benessere dei cittadini e l'efficienza delle imprese, riducendo però l'impatto ambientale: su questa tematica il Salone della Csr e dell'innovazione sociale ha invitato aziende, istituzioni, cittadini - soprattutto giovani e giovanissimi - a confrontarsi nel corso della tappa milanese del suo Giro d'Italia alla scoperta dei 'volti della sostenibilità'. "Ormai è opinione diffusa che non possono esserci 'smart cities' se non ci sono delle 'smart community' - ha detto Rossella Sobrero del comitato promotore del Salone introducendo i lavori della tappa - Questo è un concetto fondamentale per far capire che le persone, e quindi la comunità, devono vivere l'innovazione tecnologica come strumento di miglioramento. Questo accade più facilmente nelle città. Le città devono trovare delle soluzioni, devono diventare sempre di più anche bacini di sperimentazione". La seconda tappa del Salone della Csr è stata ospitata a Mind, l'ex area Expo di Milano, nell'ambito del primo Social Innovation Campus al quale hanno partecipato, tra gli altri, oltre 600 studenti degli istituti superiori che hanno messo al centro dei loro interventi la necessità di sperimentare le nuove tecnologie in un'ottica sostenibile. "E' uno dei compiti che deve avere la pubblica amministrazione senz'altro - ha aggiunto Sobrero - ma anche possono avere le imprese e tutti i soggetti sociali che hanno a cuore il futuro sostenibile. Quindi una educazione per esempio alla tecnologia, un coinvolgimento del cittadino nella progettazione per esempio di app piuttosto che di strumenti tecnologici, è sempre più importante, perché chi poi dovrà utilizzare questi strumenti, se coinvolto nella fase di definizione, potrà portare dei contributi di pensiero che poi renderà più facile l'utilizzo stesso della tecnologia". Anna Villari, responsabile Csr di A2A è intervenuta sottolineando come per tendere ad un rapporto virtuoso tra sviluppo e sostenibilità è necessario che l'innovazione in senso lato non sia confinata solo all'interno delle imprese. "Non basta l'innovazione all'interno dell'azienda - ha detto - L'innovazione si fa in partnership con i centri di ricerca, con le università, con le altre imprese. A2A per questo si è dotata, intanto, di una struttura dedicata all'innovazione: ha da poco avviato iniziativa anche di corporate venture capital, pianifica di investire 70 milioni in start up e su iniziative anche di terzi e collabora con molti progetti anche internazionali che mettono Milano al passo con altre metropoli, europee e non solo". Fernanda Panvini, responsabile Circular Economy Italia di Enel, ha a sua volta spiegato come da tempo l'operatore energetico abbia impostato la sua strategia d'impresa agendo come vero e proprio motore di crescita non solo economica, ma anche sociale. "Per Enel la tecnologia è un abilitatore di benessere al servizio dei cittadini - ha spiegato la rappresentate di Enel - Abbiamo interpretato l'economia circolare in chiave strategica analizzando il flusso di materia, di risorse, e di energia; il tutto per rendere le città più vivibili e più accoglienti, dove ognuno può trovare il proprio posto". A muoversi verso un nuovo modello di benessere e sostenibilità non sono solo i grandi gruppi, e in particolare le utility, per loro natura i più a stretto contatto con la cittadinanza. Un esempio in tal senso arriva da Too Good To Go Italia, che ha sviluppato un modello per ridurre lo spreco di cibo. "L'app Too Good To Go è molto semplice - è stato l'esempio di Eugenio Sapora, general manager Too Good To Go Italia - Si scarica, si vedono tutti i negozi attorno al proprio quartiere che hanno degli invenduti a fine giornata, e con un semplice click si acquistano questi invenduti a un terzo del prezzo di origine. Si va nel negozio e si prende quello che noi chiamiamo 'magicbox' questo sacchetto di invenduti misti". L' app, quindi, permette al sistema di ridurre lo spreco alimentare, ai negozianti di recuperare almeno un terzo del valore dell'invenduto, e ai consumatori di accedere ad acquisti più vantaggiosi. Un esempio semplice, ma concreto di tecnologia a servizio del vantaggio di tutti.

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