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Social Innovation Campus: a Mind si progetta la città del futuro

sabato 8 febbraio 2020
3' di lettura

Milano, 8 feb. (askanews) - Mind, l'ex area Expo a Milano, come laboratorio di sviluppo urbano basato sulla condivisione, partecipazione e sostenibilità: è uno dei pilastri sui quali poggia il primo Social Innovation Campus, organizzato da Fondazione Triulza proprio nell'area in piena fase di crescita. Nei due giorni di Campus, oltre 1500 persone si sono confrontate sui modelli possibili della "Shared city". "Noi vorremmo che dentro Mind, dentro questa grande città futura, il terzo settore fosse chiamato non solo a svolgere i suoi ruoli convenzionali, ma anche fosse chiamato a impegnarsi in segmenti molto alti del processo innovativo - dice Stefano Calderini, presidente del comitato scientifico della Social Innovation Academy tra i promotori dell'iniziativa - Noi siamo convinti che in questa contaminazione tra scienza tecnologia e innovazione sociale ci sia il futuro delle nuove generazioni e anche un futuro nuovo paradigma economico. E oggi l'esperimento che abbiamo fatto col Campus è un passo ancora più ambizioso, perché noi pensiamo che l'innovazione sociale venga dal terzo settore, ma venga anche da quello che noi chiamiamo il settore informale, cioè dai cittadini, dalle comunità, dalla società e soprattutto dai ragazzi". Il coinvolgimento dei giovani e in particolare il loro contributo di idee sulla tecnologia e lo sviluppo è una delle cifre distintive della visione di innovazione sociale che Fondazione Triulza, a cui fa capo l'Academy, persegue con la sua presenza in Mind. "Fondazione Triulza ha il compito di portare qua dentro l'innovazione sociale - spiega Massimo Minelli presidente di Fondazione Triulza - e per fare questo è fondamentale che la tecnologia, il sapere, la ricerca stiano insieme con la cura della persona e col fatto che questa tecnologia e questo sapere siano a vantaggio di tutti. E in più siano connessi al territorio con una particolare attenzione ai giovani, che saranno quelli che usufruiranno maggiormente di Mind a partire dai prossimi anni". Nell'ambito del Soicial Innovation Campus oltre 600 studenti di istituti tecnici sono stati chiamati a misurarsi in un hackathon su diverse tematiche di sviluppo dell'area, proprio con il vincolo di coniugare tecnologia con sostenibilità e benessere per le oltre 60 mila persone che animeranno Mind una volta completata. "Una cosa che ormai abbiamo imparato è che la tecnologia non può essere fine a se stessa: la tecnologia deve essere qualcosa di valore per la collettività nella sua complessità - dice Giovanni Azzone, presidente di Arexpo la società pubblica partecipata proprietaria dell'area - Proprio per questo l'idea di capire attraverso iniziative di carattere sociale come la tecnologia possa essere utilizzata per rendere migliore la vita di tutti noi è fondamentale. Sono i giovani coloro che abiteranno questa città, e proprio per questo è importante capire da loro che cosa vogliono, quali aspettative hanno su questa città del futuro. Senza pensare che siamo noi, i più anziani, a interpretare una realtà che è loro, e che devono progettare il mondo in cui viverla". E vista l'attiva partecipazione di tanti giovanissimi è facile condividere uno dei claim più ripetuti duranti i lavori del Campus: a Mind sta nascendo la città condivisa e sostenibile.

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