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Turismo: l'Italia continua a crescere grazie a arte e cultura

martedì 11 febbraio 2020
3' di lettura

Milano, 10 feb. (askanews) - Genera ricchezza per un valore quattro volte quello del lusso made in Italy, dà lavoro a più di 3 milioni e mezzo di persone e attiva consumi per 115,1 miliardi, vale a dire più del 7 per cento del Pil totale: il settore turistico ha continuato a registrare ancora per tutto il 2019 un "crescita inarrestabile". La fotografia del settore, e la stessa valutazione sul suo andamento, è stata scattata dall'annuale rapporto Iriss-Cnr - giunto alla sua ventitreesima edizione - e presentata all'apertura della Bit , la storica manifestazione di Fieramilano dedicata al turismo. A trainare gli arrivi e i movimenti turistici nel nostro Paese - ha spiegato Alfonso Morvillo, direttore Cnr-Iriss di Napoli e curatore del rapporto - sono in via prioritaria le motivazioni culturali: una spinta travolgente, ma che innesca anche alcune criticità. "Questa motivazione forte - sottolinea Morvillo - da un lato genera delle implicazioni molto positive, ma dall'altro, soprattutto nei centri storici che sono già congestionati, determina dei forti impatti negativi in termini di perdita dell'identità locale e, in taluni casi, anche di espulsione dei residenti". Oltre ad innescare un flusso importante di arrivi e movimenti, oltre il 50 per cento degli arrivi internazionali sono determinati da interessi culturali, queste motivazioni attivano un turismo particolarmente ricco per gli operatori, ovvero attirano soprattutto viaggiatori con alta capacità di spesa. "Un turista internazionale che visita il nostro Paese per motivi culturali ha una spesa media giornaliera di oltre 150 euro - spiega Mara Manente, direttore Ciset - ed è una quota molto alta se la compariamo ad esempio con un turista balneario o con un turista montano. Quindi il ruolo del turismo culturale è fondamentale non solo perché consente ai nostri territori una valenza turistica, ma anche perché attiva una serie di relazioni che costituiscono una filiera davvero importante sotto il profilo economico". Il rapporto Iriss-Cnr evidenzia che i luoghi meno conosciuti, ma ricchi d'arte, potrebbero attivare nuove, importantissime, opportunità di sviluppo per il settore, ma è necessario un coordinamento delle politiche di promozione e sviluppo dei diversi territori. "Si tratta soprattutto di una questione di politiche di marketing territoriale - aggiunge Morvillo - ma anche di supporto logistico per fare in modo poi che queste località, che in qualche modo attualmente risultano marginalizzate, siano ben collegate facilmente raggiungibili". Coordinamento e infrastrutture, quindi. Ma da sole queste due risorse non sarebbero sufficienti a valorizzare il grande potenziale attrattivo delle località meno conosciute. E' questa anche l'opinione di Roberto Formato, presidente della Fondazione Real Sito di Carditello. La Fondazione ha realizzato il recupero di un sito tanto affascinate quanto - fino a poco tempo fa - sconosciuto e gravemente penalizzato anche dal contesto territoriale. "Padossalmente per sviluppare turismo nelle località minori non bisogna cercare di attrarre inizialmente turisti - dice Formato - ma bisogna mantenere vive queste città. Il turismo va dove c'è vita, dove c'è un genius loci, dove ci sono delle attività che sono quelle tipiche. Allora bisogna prima pensare a mantenere i residenti, e poi all'interno di questo nucleo di residenti, di queste attività, portare anche dei turisti". E dai dati del rapporto si capisce che è soprattutto verso il Sud del Paese che andrebbero indirizzate le politiche di incentivazione di nuovi flussi turistici: il 70 per cento dei circa 217 milioni di presenze straniere in Italia registrate nel 2018 si concentra in sole 5 regioni: Veneto, Trentino-Alto Adige, Toscana, Lombardia e Lazio.

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