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Cesaretti (Asvis): Agenda 2030, serve un nuovo modello formativo

sabato 9 marzo 2019
1' di lettura

Benevento, 7 mar. (askanews) - E' il mondo della conoscenza, dalla scuola dell'infanzia fino all'università, che deve adottare fin da subito nuovi modelli formativi per essere coerente con gli qobiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall'Onu. Gian Paolo Cesaretti, presidente della Fondazione Simone Cesaretti, coordinatore del Gruppo di Lavoro Asvis per il Goal 2 dell'Agenda 2030 e accademico dei Georgofili, indica questa priorità dopo un'analisi critica, ma reale, dell'attuale sistema formativo. Nel nostro sistema scolastico e universitario non è ancora matura -a suo giudizio- la consapevolezza sulle problematiche di sistema poste dall'Agenda 2030; una mancata percezione che impedisce la formazione di conoscenze orientate allo sviluppo sostenibile. Cesaretti è intervenuto a Benevento all'incontro di studio "Territori della sostenibilità", organizzato dal Salone della Csr e dell'innovazione sociale al dipartimento DEMM dell'Università del Sannio; nella sua proposta si tratta concretamente, anche di introdurre nuove materie di studio, nuovi corsi e nuovi master superando rapidamente modelli e rigidità, diffuse in modi e contesti diversi, nel mondo della formazione. E se il modo della scuola primaria si sta mostrando per certi versi più sensibile, l'università - sostiene - nella sua autonomia è spesso più rigida di fronte alle spinte del cambiamento sostenibile. La prova di ciò, Cesaretti la indica nella difficolta delle imprese a reperire nuova forza lavoro nei cosiddetti "sustainable jobs". ( luca.ferraiuolo@askanews.it )

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

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