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L'uncinetto contro i femminicidi nel parco di Buenos Aires

sabato 9 marzo 2019
2' di lettura

Buenos Aires, 7 mar. (askanews) - L'uncinetto e i ferri da calza contro i femminicidi, così un gruppo di donne lavora in un parco di Buenos Aires tessendo quadrati verdi: su ognuno il nome di una vittima di femminicidio. Migliaia di quadrati per costruire un'enorme bandiera, una pratica ancentrale che diventa rivendicazione femminista in un paese in ebollizione come l'Argentina. "Sono uscita da una relazione tossica l'anno scorso, non c'era violenza fisica ma molta violenza psicologica" dice una giovane artigiana. "Non basta più leggere una notizia e continuare la tua vita come se nulla fosse. Oggi sono travolta dall'emozione, dalle cose che vivono le vittime della violenza". Fra gennaio e febbraio di quest'anno, 54 donne uccise dal compagno o ex compagno, 42 bambini rimasti orfani. Nel 2018, la media è stata di una donna uccisa ogni 29 ore. "Con l'uncinetto possiamo dire le cose che vogliamo esprimere e che alcune non riescono a dire con le parole, con i nomi delle ragazze che non sono più qui" dice un'altra attivista. Non solo femmicidi, queste donne lottano contro il machismo in tutte le sue forme e chiedono anche l'aborto legale, sicuro e gratuito. L'Argentina ha bocciato l'estate scorsa un ampliamento del diritto all'aborto, attualmente concesso solo in caso di stupro o pericolo per la vita. Ma ha fatto scalpore quest'anno la storia di una bambina di 11 anni stuprata a cui di fatto magistrati e obbiettori di coscienza hanno impedito di abortire; sottoposta poi a un cesareo in emergenza al sesto mese di gravidanza. E non è un caso isolato. Il tema è caldissimo in quest'anno elettorale, e intanto per ottobre la maxicoperta verde dovrebbe essere pronta.

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