CATEGORIE

Manifestanti pro e anti-Brexit fuori dal Parlamento a Londra

sabato 19 gennaio 2019
1' di lettura

Londra, (askanews) - Manifestanti pro e anti-Brexit si sono radunati davanti al Parlamento britannico a Londra, mentre è atteso per questa sera il voto dei deputati del Regno Unito sull'accordo di divorzio negoziato dal governo di Theresa May con Bruxelles: un voto che, salvo stravolgimenti dell'ultima ora, minaccia di configurarsi come una sconfitta "storica" per la premier britannica. Tra le scritte sui cartelli dei dimostranti anti-Brexit "Abbiamo già il miglior accordo" e "Stop al casino Brexit"; sui cartelli dei pro-Brexit "Abbiamo votato per uscire. Uscire, significa uscire" o "Brexit pulita, no deal", in riferimento all'ipotesi di bocciare l'accordo. Matt Furey-King, ingegnere anti-Brexit, afferma: "Questo è un punto di non ritorno per il Regno Unito. L'accordo di Theresa May farà finire il paese nello scarico della toilette. Nessuno lo vuole e sono qui per dire questo ai miei deputati". Sally Smith, che lavora per i Btp, pro-Brexit: "Siamo venuti qui oggi per manifestare in modo pacifico. Abbiamo votato per la Brexit, vogliamo lasciare l'Unione europea. E vogliamo che le persone che sono alla Camera (dei Comuni, ndr) ci vedano e ci sentano e ascoltino quello che abbiamo da dire". Elena Useinovic, che lavora nel mercato dell'automobile, ed è anti-Brexit, aggiunge: "Personalmente, spero che il voto fallisca. Spero che il processo della Brexit venga fermato, spero anche che avremo un secondo referendum, ma penso che gli ultimi due anni di politica britannica abbiano mostrato quanto è folle questo paese".

tag

Ti potrebbero interessare

M.O., all'aeroporto di Dubai primi passeggeri in partenza

Dubai, 3 mar. (askanews) - Passeggeri in attesa fuori dall'aeroporto di Dubai lunedì sera, mentre le autorità hanno annunciato la ripresa di un numero "limitato" di voli, tre giorni dopo le cancellazioni seguite allo scoppio della guerra in Medio Oriente.

TMNews

Iraniani a New York: torneremo e ricostruiremo, molta strada da fare

New York, 3 mar. (askanews) - A Times Square fra bandiere e slogan, ragazze e ragazzi iraniani festeggiano la morte dell'ayatollah Khamenei, che ha guidato il Paese per oltre 30 anni, reprimendo ogni protesta contro il regime nel sangue.

"Sebbene abbiamo fatto un passo importante nella giusta direzione, grazie a Netanyahu e al presidente Trump, c'è ancora molta strada da fare e dobbiamo ancora realizzare la transizione giusta", dice un'iraniana, a tre giorni dall'inizio dell'attacco di Israele e Usa sull'Iran.

"Nel momento in cui (l'Iran) sarà libero, la maggior parte di noi da tutto il mondo tornerà indietro. Questo è stato il primo motivo per cui molti di noi hanno effettivamente lasciato il Paese, perché hanno rovinato la nostra economia, hanno oppresso le donne, hanno commesso ogni sorta di violenza contro persone innocenti, ed è per questo che siamo usciti da quel Paese. Ma torneremo, torneremo con orgoglio e ricostruiremo ciò che hanno rovinato", dice un'altra manifestante.

TMNews

Cina chiede di fermare escalation: garantire sicurezza Stretto Hormuz

Pechino, 3 mar. (askanews) - La Cina sollecita tutte le parti a cessare immediatamente le operazioni militari, evitare un'ulteriore escalation e garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre il prezzo del petrolio non arresta la sua crescita e le Borse europee registrano un altro avvio pesante con l'intensificarsi della guerra in Medio Oriente.

"La sicurezza energetica è molto importante per l'economia mondiale e tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un flusso stabile e regolare dell'approvvigionamento energetico", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, nel corso del briefing quotidiano con la stampa.

"La Cina esorta tutte le parti a cessare immediatamente le operazioni militari - ha proseguito - a evitare un'ulteriore escalation delle tensioni, a mantenere la sicurezza delle rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz e a evitare ripercussioni più gravi sull'economia mondiale".

TMNews

Fuga dall'Iran, gli afgani usciti dal Paese: è il caos

Teheran, 3 mar. (askanews) - In fuga dall'Iran, a tre giorni dall'inizio dell'attacco di Usa e Israele. Al confine con l'Afghanistan si affollano sempre più persone che scappano dai missili, raccontando il caos.

"La situazione, che ho visto con i miei occhi, è paragonabile a una guerra. Giorno e notte, entrambe le parti lanciano missili", dice un afgano. "La situazione era diventata molto grave, soprattutto intorno alle stazioni di servizio, dove il traffico era intenso. La maggior parte delle persone si dirige verso centri più piccoli perché la situazione nelle grandi città è pessima", racconta un altro.

TMNews