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La campagna di CBM contro la cataratta in Kenya

sabato 19 gennaio 2019
2' di lettura

Roma, (askanews) - Kevin ha appena sei settimane eppure il suo destino sembra già scritto: è nato con la cataratta a entrambi gli occhi ed è cieco. Nei Paesi poveri del mondo nascere con la cataratta è invalidante perché significa rischiare la vita ogni giorno, a causa dei pericoli, e avere un futuro compromesso. Per questo da 110 anni CBM (Christian Blind Mission) è impegnata nella cura e nella prevenzione della cecità nei Paesi del Sud del mondo con interventi tempestivi, mirati e diffusi su tutto il territorio. In Kenya su una popolazione di 39 milioni di persone, oltre 300.000 sono cieche o gravemente ipovedenti a causa di malattie prevenibili e curabili. Troppi bambini restano ciechi solo perché i loro genitori sono poveri per pagare le cure mediche. "Quando un bambino nasce con la cataratta deve essere operato al più presto, prima che i danni alla sua vista diventino irreparabili e che il suo sviluppo cognitivo sia gravemente compromesso. La cecità pregiudica il loro futuro perché gli impedisce di studiare e di essere autonomi" ha dichiarato Massimo Maggio, Direttore di CBM Italia Onlus. L'ospedale oculistico Sabatia, sostenuto da CBM, è il più grande ospedale oculistico del Kenya Occidentale. Ha un bacino di utenza di 20 milioni di persone e la cataratta è la prima causa di cecità (43%). Oltre alle cure oculistiche offre corsi di formazione in collaborazione con le università locali; punto di forza dell'ospedale sono le cliniche oculistiche mobili che periodicamente raggiungono i villaggi più isolati del Paese effettuando screening visivi, distribuendo antibiotici e portando assistenza a chi non ha i soldi per raggiungere l'ospedale. Nei primi 6 mesi del 2018 presso l'Ospedale Sabatia sono state operate di cataratta oltre 1.200 persone, oltre 500 per altre patologie (glaucoma, infezioni oculari) e 45 membri del personale medico hanno partecipato a due sessioni di formazione e aggiornamento.

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