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Iran: tensioni regione sono il risultato della guerra commerciale

sabato 15 giugno 2019
2' di lettura

Teheran, 11 giu. (askanews) - Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, è stato ricevuto da Hassan Rohani a Teheran. Una visita che ha messo in luce il ruolo che Germania e Unione Europea possono giocare nel disinnescare le tensioni nella regione. In conferenza stampa congiunta, il suo omologo iraniano, Mohammad Javad Zarif ha infatti messo in guardia dalle conseguenze di portare avanti una "guerra commerciale" contro la Repubblica islamica attraverso le sanzioni Usa: "Le nuove tensioni nella regione sono il risultato della guerra commerciale contro l'Iran. Lo ha detto lo stesso presidente americano Trump". "L'unico modo per mitigare le tensioni nella regione è di fermare la guerra commerciale", ha aggiunto. "Non possiamo permettere che una guerra commerciale contro il popolo iraniano continui e che coloro che la sostengono e l'hanno fatta scoppiare, restino al sicuro", ha affermato. L'Iran ha firmato uno storico accordo nucleare con Gran Bretagna, Cina, Francia, Germania, Russia e Stati Uniti nel 2015, che portava all'allentamento delle sanzioni in cambio di tagli al programma nucleare. Ma l'amministrazione del presidente Trump ha imposto pesanti sanzioni all'Iran e - secondo Teheran - intrapreso una "guerra commerciale", dopo essere formalmente uscito dal Piano d'azione congiunto globale, acronimo di Pacg (in inglese Joint Comprehensive Plan of Action. Il ministro tedesco ha dichiarato che il suo paese farà il possibile per evitare un'escalation. Da Israele il premier Netanyahu ha replicato a Zarif: "Zarif sta mentendo di nuovo. L'Iran è l'unico che minaccia apertamente, ogni giorno, di distruggere lo Stato di Israele. L'Iran continua a rafforzarsi militarmente in Siria. E oggi l'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) ha riferito che l'Iran sta accelerando il suo programma nucleare. Lo ripeto: Israele non permetterà all'Iran di sviluppare le sue armi nucleari che minacciano la nostra esistenza e il mondo intero".

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