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A Roma "Colloqui sulla democrazia", con Fraccaro e Orlando

sabato 15 giugno 2019
2' di lettura

Roma, 15 giu. (askanews) - "L'occidente e la rottura degli argini democratici", "Nuovi scenari internazionali a causa dell'impatto della globalizzazione"; "Diffusione dei populismi e dei nazionalismi": questi alcuni dei temi approfonditi a Roma in occasione della prima edizione di "Colloqui sulla democrazia". L'iniziativa, patrocinata dall'ambasciata statunitense, si è tenuta presso la sede del Centro Studi Americani. All'evento, promosso tra gli altri anche dalla società di relazioni istituzionali Utopia, si sono alternati numerosi esperti internazionali e anche esponenti dell'attuale e del passato governo. Per il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, la causa della crisi della politica è da ricercare nel mercato: "La politica ha sempre meno margini. Guardate cosa è successo oggi in Europa nella zona euro con lo spread. Le decisioni politiche vengono influenzate dall'aumento o dalla diminuzione dello spread, cioè dall'umore dei mercati". Democrazie rappresentativa o democrazia diretta? L'ex titolare della Giustizia, Andrea Orlando è molto chiaro: "La globalizzazione sta acuendo le distanze sociali, ha creato le condizioni dell'indebolimento della democrazia. Io non ho mai creduto alla democrazia diretta. Credo che la democrazia diretta non esista". Ad arricchire il dibattito in video conferenza anche l'ex portavoce della Casa Bianca Anthony Scaramucci; ma a mettere in guardia sui rischi che corrono le democrazie occidentali, ci pensa Ernesto Di Giovanni, Fellow del IVPL del Dipartimento di Stato Usa: "Le minacce possono essere tante alla democrazia. Forse la minaccia più grande, lo strano innamoramento delle popolazioni europee verso paesi che non hanno la democrazia. Questo forte richiamo, diciamo russo/cinese che pervade la comunità occidentale, secondo me, è il maggior rischio".

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