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Una mostra per Kulakov, il pittore del disgelo sovietico

sabato 27 aprile 2019
1' di lettura

Mosca, 24 apr. (askanews) - Sono un artista e non un cittadino sovietico. Così soleva dire Mikhail Kulakov, rappresentante dell'Avanguardia Sovietica negli anni Sessanta ed uno dei fondatori del "Secondo Astrattismo" in Russia. A lui (e ad alcuni contemporanei) è dedicata una retrospettiva a Mosca dal titolo "Stile Disgelo". Innovatore quando organizzava le sue performance in un Paese che non ne aveva mai vista una; coraggioso nel dichiarare il suo amore per l'arte di Jackson Pollock o Mirò, attraverso quadri che rappresentano ben più di una semplice citazione. Attaccato dalla stampa (e dai servizi segreti) di Mosca, Kulakov fuggì prima a Leningrado dove proseguì la sua parabola artistica, poi dal 1976 si trasferì in Italia dove divenne Accademico Senior dell'Accademia di belle arti Pietro Vannucci di Perugia. In Italia si manteneva facendo l'istruttore di arti marziali, ma nel suo studio sapeva far convivere ogni ispirazione: dall'arte erotica a quella religiosa, come racconta il curatore Andrei Erofeev: "Quando vedi questo intero ciclo, questi quadri, a tema religioso, vedi un tentativo di far nascere l'arte religiosa. Qualcosa di molto interessante visto che da noi, all'epoca dell'Unione Sovietica, erano veramente pochi ad affrontare questi temi. Qui invece, abbiamo un intero ciclo. Anche oggi, da noi, se ne incontra davvero poca che non sia una stilizzazione delle icone".

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