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Omega 3, i "grassi buoni" che fanno bene alla salute

sabato 23 marzo 2019
3' di lettura

Milano, 18 mar. (askanews) - Alcuni li definiscono i "grassi buoni" che fanno bene alla salute e contribuiscono alla prevenzione di molte malattie. Sono gli Omega 3, acidi grassi che difendono il nostro organismo dalle infiammazioni. Delle loro proprietà e dei benefici si è parlato a Milano al corso "Zone Consultant Master Course" organizzato da The Inflammation Research Foundation e Zone Academy di Enervit. Tra i massimi esperti del settore presenti, anche Barry Sears, biochimico di fama mondiale ideatore della dieta Zona, che ha spiegato quanto gli omega 3 siano essenziali contro le infiammazioni silenti. "L'infiammazione silente - ha sottolineato - è al di sotto della soglia del dolore, pertanto non si sente dolore e non si fa nulla per disattivarla, ma in realtà essa continua ad aggredire gli organi del nostro corpo ed è a causa di questo che si sviluppano delle malattie croniche. La gran parte di queste sono infatti conseguenza di infiammazione silente o cellulare non risolta". Gli omega 3, presenti nelle membrane cellulari, sono cruciali per disattivare l'infiammazione, ha spiegato Sears. Ma per raggiungere livelli adeguati di acidi grassi nella nostra alimentazione non basta ciò che offre madre natura attraverso, ad esempio, le alghe, la frutta secca o il pesce. Per questo oggi esistono gli integratori di omega 3, acidi che hanno un ruolo anche nella salute cerebrale, come ha spiegato Giovanni Scapagnini, docente di biochimica clinica all'università del Molise: "Si tratta di un ruolo estremamente importante perché gli omega 3 sono componenti fondamentali nella struttura del nostro cervello. Il nostro cervello è un organo molto grasso e questi grassi sono essenziali perchè non siamo in grado di produrli con la nostra biochimica e abbiamo bisogno di assumerli con l'alimentazione". "Un integratore fornisce una sostanza che deve essere utile alla salute - ha continuato - La sostanza deve essere fornita nelle quantità adeguate. Quindi in questo caso qualità e quantità coincidono. L'altro elemento di qualità è la purezza cioè l'assenza di sostanze poco utili alla salute: il grosso problema degli omega 3 derivati dal pesce - che ne contiene in quantità adeguate - è che si porta anche sostanze meno utili alla salute e inquinanti". Il professor Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute presso l'Università di Miami, ha avviato i primi trial randomizzati prospettici per vedere se c'è un effetto di omega 3 e vitamina D ad alte dosi in combinazione sulla prevenzione della progressione dei diabeti autoimmuni: "Si è visto negli studi preclinici pubblicati sul Journal of clinical investigation che è possibile trattare soggetti col diabete - in questo caso un modello di diabete sperimentale autoimmune nei topi - e che con la supplementazione di omega 3 era possibile ritornare a livelli di glicemia normale dopo che la glicemia era aumentata molto all'insorgenza del diabete. E si è visto che uno squilibrio tra omega 3 e omega 6 potrebbe avere degli effetti anche sulle malattie autoimmuni perché gli omega 6 ad alte dosi inibiscono quei meccanismi di protezione che possono permettere a una persona di combattere l'insorgenza di malattie autoimmuni". In fase di studio c'è anche l'effetto degli omega 3 sulle malattie degenerative legate all'obesità e al diabete di tipo 2. "Si è visto che una dieta equilibrata - supplementata da omega 3, vitamina D e comunque fattori protettivi antinfiammatori - può avere un effetto benefico non solo nelle malattie autoimmuni ma su diabete 2 e sindrome metabolica che sono molto più diffusi", ha concluso Ricordi.

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