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Auditel entra nell'era digitale, ora rileva anche device digitali

sabato 29 giugno 2019
2' di lettura

Milano, 25 giu. (askanews) - Regola numero 1: le audience (per ora) non si sommano, ma si affiancano; regola numero 2: non esiste più il concetto di share, perché nel vastissimo mondo del web non si può fare riferimento al 100%. Nell'epoca della digital transformation nasce la total audience e anche l'Auditel si adegua. Per la prima volta nella sua storia, infatti, dal 25 giugno 2019 rende pubblici ogni giorno anche i dati d'ascolto Tv rilevati sulle piattaforme digitali come tablet, smartphone, computer, game console e smart Tv. Il servizio è già attivo dal 16 dicembre 2018 e misura non soltanto la performance dei contenuti ma anche quella degli spot pubblicitari. Un primato assoluto a livello internazionale e un'autentica rivoluzione per la società, come ha ribadito il presidente di Auditel, Andrea Imperiali. "Ormai - ha spiegato - gli ascolti della televisione vanno su tutte le piattaforme e su tutti i device e quindi era necessario cominciare e rilevarli anche su tutti questi dispositivi che sono peraltro più numerosi delle televisioni". Sei, per ora, gli editori che hanno aderito alla nuova rilevazione Auditel, che avviene con un sistema censuario. Si tratta di DeAgostini, Discovery, La7, Mediaset Rai e Sky che, comunque, reappresentano l'85,6% del totale d'ascolto televisivo tradizionale. "Verranno utilizzate sia delle metriche televisive, perché in prospettiva i due dati potranno essere tradizionalmente sommati, ma anche delle metriche squisitamente digitali perché molte delle attività che il mercato svolge le fa sulla base di metriche tipicamente digitali". Queste nuove metriche, cioè i criteri di misurazione degli ascolti, si chiamano AMR-D (Average minute rating-device), che rileva l'ascolto nel minuto medio dei device; LS (Legitimate stream) che misura gli stream erogati e visti per almeno 300 millisecondi e TTS (Total time spent) che somma tutti i secondi in cui ciascun device ha visualizzato dei contenuti non solo editoriali ma anche pubblicitari. "Gli inserzionisti - ha concluso Imperiali - avranno la possibilità di contattare dei target molto preziosi, molto ambiti e difficili da cogliere perché sono generazioni che hanno comportamenti delle interazioni con i media e i contenuti molto più infedeli, multipiattaforma e individuali. Quindi riteniamo che sia un valore molto importante per il mercato pubblicitario, come in particolare lo è per l'industria televisiva che finalmente potrà intercettare meglio questi comportamenti e fare scelte editoriali sia a monte che a valle per ottimizzare i propri contenuti". Entro settembre verrà introdotto anche il sistema certificato per rilevare i dati attraverso le App. Da gennaio 2020, invece, sarà consultabile la library digitale dei programmi e degli spot e verrà creato il Cusv, cioé il codice univoco spot video, una specie di targa per rintracciare sempre e comunque ogni singolo spot. Per ora, i dati giornalieri saranno pubblicati tramite software house ogni giorno alle 18, i dati settimanali il martedì alle 10.

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