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Sea Watch forza il blocco verso Lampedusa, Ong: "Basta, entriamo"

sabato 29 giugno 2019
1' di lettura

Roma, 26 giu. (askanews) - "Basta, entriamo. Non per provocazione ma per necessità, per responsabilità". La Sea Watch3, ferma da due settimane al largo di Lampedusa con a bordo 42 migranti, annuncia la decisione della capitana, Carola Rackete, di forzare il blocco, contravvenendo alle indicazioni del Viminale, di far rotta verso Lampedusa. "Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa - sottolinea la Ong tedesca proprietaria della Sea Watch -. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo. In 14 giorni nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l'Europa ci ha abbandonati. La nostra comandante non ha scelta". La notizia arriva il giorno dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha respinto il ricorso per lo sbarco dei 42 migranti a bordo, pur dichiarando che l'Italia è obbligata a provvedere al loro sostentamento. E Salvini non tarda a reagire. "L'immigrazione non può essere gestita da navi fuorilegge: siamo pronti a bloccare qualunque tipo di illegalità. Chi sbaglia, paga. P.S. L'Europa? Assente, come sempre".

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La nazionale femminile di calcio iraniana arriva in Malesia

Kuala Lumpur, 11 mar. (askanews) - La nazionale di calcio femminile iraniana arriva in Malesia da Sydney dopo che alcune giocatrici hanno chiesto asilo in Australia a seguito di una protesta pre-partita. Un presentatore della TV di stato iraniana ha definito le giocatrici "traditrici di guerra", alimentando il timore che possano essere perseguitate, o peggio, se tornassero a casa.

TMNews

Libri, arriva Il Potere di LinkedIn di Davide Caiazzo

Roma, 11 mar. (askanews) - Se LinkedIn viene ancora liquidato come un "cimitero" di curricula, "Il Potere di LinkedIn. La guida definitiva per sfruttare il social network professionale più importante al mondo" ribalta la prospettiva: la piattaforma è oggi un'infrastruttura strategica dove si costruiscono reputazione, si aprono mercati professionali e nascono relazioni qualificate. Firmato da Davide Caiazzo, imprenditore e formatore, TOP 20 Most Influential Voices in "LinkedIn Growth" secondo la classifica Favikon 2025, il volume propone un metodo operativo per trasformare presenza, contenuti e networking in un asset misurabile.

LinkedIn si definisce oggi "il più grande network professionale al mondo", con oltre un miliardo di membri in più di 200 Paesi e territori. In Italia, la piattaforma ha raggiunto una scala ormai sistemica. Secondo gli ultimi rilievi, LinkedIn conta oltre 23 milioni di "membri" nel nostro Paese. Le stesse stime indicano che l'audience italiana equivale a circa il 38,8% della popolazione e a circa il 43,2% della base di utenti internet; un ordine di grandezza che rafforza la centralità della piattaforma nei percorsi di reputazione, networking e posizionamento professionale.

Pubblicato da Gribaudo (Gruppo Feltrinelli), l'opera propone una metodologia strutturata orientata a trasformare la presenza online in un asset funzionale agli obiettivi individuali o aziendali. Il manuale analizza in modo progressivo le leve decisive del posizionamento su LinkedIn: ottimizzazione del profilo come touchpoint reputazionale, progettazione di contenuti capaci di rispondere alle logiche dell'algoritmo, gestione delle interazioni come strumento di visibilità organica e consolidamento della fiducia. Ampio spazio è dedicato anche alla creazione di reti ad alto valore aggiunto, all'utilizzo consapevole delle funzioni premium, alla misurazione delle performance e all'impiego della piattaforma nelle strategie di social selling.

"Non basta esserci: serve farlo per bene, con una presenza curata e coerente, capace di raccontare chi siamo e cosa sappiamo fare", spiega Davide Caiazzo. "LinkedIn non è un palcoscenico da osservare a distanza, ma un ambiente professionale in cui ci si mette in gioco, si dialoga, si costruiscono credibilità e opportunità. Ho scritto questo libro per accompagnare chiunque voglia fare un passo in avanti: trasformare il profilo in uno strumento di reputazione, i contenuti in leve strategiche, le relazioni digitali in contatti concreti".

Con esempi applicativi, analisi di casi, indicatori di performance e linee guida operative, il volume si configura come una guida tecnica e strategica per professionisti, manager e imprenditori che intendono presidiare LinkedIn con una presenza coerente, autorevole e orientata ai risultati.

Il volume è stato insignito del Premio IusArteLibri - "Il Ponte della Legalità", edizione 2026, nella sezione "I Saggi", in Senato.

TMNews

MO, Siciliotti (commercialisti): Accise misura regressiva

Roma, 11 mar. (askanews) - "In un contesto internazionale segnato da forti tensioni e da un'economia sempre più orientata verso logiche di guerra, anche il ruolo dei commercialisti può diventare significativo. La nostra categoria rappresenta un corpo professionale che riflette, analizza e può offrire alla politica idee e proposte concrete. Stiamo vivendo una fase estremamente complessa e, in una situazione così incerta, credo sia difficile per chiunque formulare previsioni attendibili.

Basta osservare la realtà quotidiana per comprendere le difficoltà: il prezzo dei carburanti continua ad aumentare in modo rilevante e sappiamo bene che una parte consistente di quel costo è legata alle accise, cioè a imposte che gravano direttamente sui cittadini. Si tratta di una questione che nel tempo è stata criticata da tutte le opposizioni, ma che raramente è stata modificata quando si è passati al governo. Oggi il tema torna al centro del dibattito e merita una riflessione attenta. Ridurre queste imposte può certamente rappresentare una scelta condivisibile, ma bisogna anche considerare che si tratta di una misura con effetti regressivi: incide allo stesso modo su tutti, ma rischia di pesare in misura maggiore sulle fasce economicamente più fragili della popolazione". Lo ha affermato Claudio Siciliotti, past president del Cndcec e candidato alla presidenza del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili per la lista 'Unione dei territori' nel corso del forum promosso dall'Associazione Nazionale Commercialisti.

"In un contesto internazionale segnato da una grave crisi economica e geopolitica - ha evidenziato Marco Cuchel, numero uno dell'Anc -, il ruolo dei commercialisti diventa sempre più centrale nel supporto alle imprese, chiamate a operare in quella che molti definiscono ormai una vera e propria 'economia di guerra'. La nostra professione è chiamata a intercettare per tempo le criticità attraverso strumenti adeguati: dagli assetti organizzativi ai controlli di gestione, fino ai nuovi meccanismi di prevenzione della crisi d'impresa".

"Il contributo dei commercialisti - ha aggiunto - non si limita però alla sola assistenza fiscale. C'è molto di più, a partire dalla disponibilità a dialogare con il governo per offrire analisi, proposte e suggerimenti in un momento particolarmente delicato per il Paese". "Poi, alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Consiglio nazionale di categoria, previste per il prossimo 15 aprile, la nostra associazione ha elaborato un 'manifesto programmatico' con gli obiettivi che riteniamo fondamentali per rafforzare il ruolo dell'istituzione e ristabilire i necessari equilibri sia all'interno sia all'esterno della categoria. Tra le priorità - ha evidenziato Cuchel - indichiamo l'etica e la trasparenza, un maggiore protagonismo degli ordini territoriali, la centralità delle associazioni sindacali di categoria e una revisione dell'equo compenso". Anc ha sempre sostenuto l'importanza del confronto pubblico sui temi più rilevanti per la professione, proprio per garantire ai colleghi un'informazione chiara e completa. Per questo riteniamo un'occasione mancata - ha stigmatizzato - il fatto che, per la prima volta dal 2012, uno dei candidati ha deciso di non partecipare al confronto".

"Questioni cruciali come le esclusive professionali, l'accesso agli uffici dell'Agenzia delle Entrate, dell'Inps e dell'Inail, così come il progressivo indebolimento delle tutele dei commercialisti sia sul piano sociale sia su quello istituzionale, meriterebbero invece un dibattito aperto e costruttivo nell'interesse dell'intera categoria. Siamo convinti che la professione debba tornare a essere davvero centrale, non soltanto nelle dichiarazioni di principio, ma nei fatti. In questo percorso - ha concluso Cuchel - il ruolo delle associazioni sindacali di categoria è fondamentale, perché rappresentano un punto di riferimento concreto per tutti gli iscritti e contribuiscono in modo determinante alla tutela e alla valorizzazione della professione". Il manifesto dell'Associazione è stato consegnato al rappresentante della lista 'Unione dei territori. "Vogliamo rappresentare un'alternativa credibile e siamo convinti di poterlo fare. Proponiamo una visione del dottore commercialista non solo come tecnico, ma come figura sociale che contribuisce alla tutela di valori fondamentali della nostra Costituzione, come la libertà d'impresa, la tutela del risparmio e il corretto adempimento degli obblighi tributari", ha sottolineato Siciliotti. "Il commercialista deve essere riconosciuto per il ruolo centrale che svolge. Per questo proponiamo un metodo di lavoro fondato su ascolto e confronto, senza demonizzare il dissenso, perché la critica è uno strumento indispensabile per migliorare". "Tra i nostri principi - ha ribadito - vi è l'impegno a non accettare incarichi professionali provenienti dalla politica nazionale durante il mandato, a garantire un quadriennio pieno di attività e a sottoporre il bilancio del Consiglio nazionale all'approvazione degli Ordini territoriali, che contribuiscono alle risorse e devono poter controllarne l'utilizzo". "Il commercialista è una sentinella della legalità: la nostra è una professione unica perché presidia insieme economia, finanza, fisco e contabilità. Proprio per questo - ha chiarito Siciliotti - dobbiamo valorizzare questa unicità con percorsi formativi rigorosi e con la massima trasparenza nelle scelte e nella gestione delle risorse".

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Riccardo Cocciante va oltre il tempo, nuovo album e nuovi live

Milano, 11 mar. (askanews) - A 80 anni ha ancora passione ed energia da vendere, ha tirato fuori tanti brani rimasti nel cassetto e li ha registrati in presa diretta, Riccardo Cocciante, torna a distanza di 20 anni dal suo ultimo album di inediti, con nuovo disco "Ho vent'anni con te", un racconto musicale maturo ma sempre originale.

"Diciamo da artista che spero di essere e non da persona che cerca di fare successo, fare un album è un bisogno, quindi qualsiasi età, qualsiasi momento è buono per farlo uscire se si ha voglia di farlo uscire e per fortuna ho voglia, il lusso di poter scegliere di farlo o no oggi. Ecco, questo è importante, l'ho fatto uscire perché ne avevo voglia, ecco, voglia di esprimermi. E questo vent'anni con te non è nostalgico, è il fatto di cercare di riscoprirsi come si era agli inizi, riscoprire questa verità che c'è nell'espressione dell'artista appena nato con la voglia di dire delle cose, ecco, semplicemente".

Una sintesi emotiva dei suoi ottant'anni di esperienze, dove vita e amore restano temi centrali, che si traduce in emozioni live con un attesissimo tour da solista "Io Riccardo Cocciante nel 2026".

"Ho sempre cercato di essere estremamente coerente, quindi spero di ritrovare questa coerenza nel raccontarmi sul palcoscenico. Mi sono accorto che ho fatto un po' di concerti gli anni scorsi e ho dei pezzi che hanno 50 anni addirittura, 50, 60 anni e moltissimo. Mettere vicino a una canzone nuova può essere pericoloso. Però forse il fatto di non aver mai scritto seguendo la moda fa sì che sia un discorso che non muore. Il paragone tra il passato e il presente non è problematico per me".

Ma prosegue anche il successo di Notre Dame de Paris, l'opera popolare moderna è tornata nei teatri italiani a quasi 25 anni dalla prima messa in scena italiana e continua a conquistare il cuore del pubblico in tutto il mondo

"E' stupefacente notare che Notre Dame ha questo potere di introdursi in tutti i paesi e tutte le lingue. Basta cambiare la lingua e viene percepito. Questo non è da tutti, non è una regola".

Il nuovo album parla del tempo e di come l'essere umano lo attraversa, lo subisce e, a volte, riesce a ingannarlo e Cocciante è capace di dare nuova linfa a tutto il suo incredibile mondo musicale.

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