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La fede e gli errori di Fabrizio Moro in "Figli di nessuno"

sabato 13 aprile 2019
2' di lettura

Milano, 10 apr. (askanews) - C'è tutta la filosofia di vita di Fabrizio Moro in "Figli di nessuno", il decimo album di inediti del cantautore romano che arriva a due anni di distanza da "Pace" e dopo un periodo di lavoro molto intenso e faticoso. "L'ho definito un album benedetto, perchè ogni volta che mi mettevo davanti a uno strumento nasceva una canzone ed è stato prodotta da me e dai miei collaboratori con cui lavoro da vent'anni. Contiene undici tracce e credo ci siano tra queste alcune delle cose più belle che abbia mai scritto". Fabrizio Moro col suo il linguaggio schietto unito all'idea di riscatto e autodeterminazione parla dei suoi errori e soprattutto del suo rapporto con la fede. "In questo momento della mia vita mi sento molto legato alla fede, molto più che in passato, perchè attraverso la fede ho capito tanto di me stesso e ho capito soprattutto che la fede ti salva ogni volta che pensi di non farcela e che di senti più fragile e ogni volta che ti prefissi una meta davanti. Io sono sempre stato un ottimista e mi sono sempre fissato degli obiettivi e grazie alla fede sono riusciti a raggiungerli". Fabrizio ancora una volta torna a far emozionare e riflettere. "Il mio modo di scrivere è cambiato molto, perchè sono cambiato molto io dentro anche per tutto quello che mi è accaduto, prima di tutto sono diventato padre e questa è un'esperienza che mi ha cambiato profondamente e questo ha influenzato la mia scrittura e il mondo di interpretare le parole che scrivo". Dopo l'instore tour di primavera, in autunno ci saranno 4 date live nei palazzetti.

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Secondo l'indagine, sei professionisti su 10 segnalano una significativa difficoltà nel reperimento di profili professionali, a cui si aggiunge un ulteriore 36% che conferma questo trend di domanda, seppur meno pronunciato.

Il fabbisogno di professionalità che emerge dal settore riguarda in primo luogo proprio il profilo del Broker assicurativo (41,1%). Ma il comparto vede una crescente richiesta anche di altre figure, fondamentali soprattutto alla luce dell'evoluzione del rischio e dei cambiamenti tecnologici. Di qui la collaborazione anche con il mondo universitario.

Flavio Sestilli, Presidente di Aiba: "Il voto del brokeraggio, purtroppo è una realtà, è anziano. L'età media dei broker è 57 anni, i giovani sono importanti per noi per cui dobbiamo aprire e trovare il modo di far sì che le classi più giovani si avvicinino al nostro mestiere. I nostri dati, abbiamo fatto delle ricerche interne e le ricerche interne - spiega - ci dicono che facciamo ancora fatica ad essere attrattivi, ma lo facciamo perché perché ci conoscono poco e da questo abbiamo lanciato corsi in università, borse di studio e stiamo lavorando tanto in questa direzione: per esempio sul nostro sito di Aiba si possono caricare i curriculum vitae che saranno disponibili. Questo secondo me è uno dei passi che ci aiuterà a avvicinare i giovani". "Ci sono ostacoli, ma ci sono anche opportunità. I broker cercano figure commerciali, ma cercano figure che conoscano l'It, che conoscano i criteri di Esg di sostenibilità e ovviamente cercano cercheranno di formare broker e lo facciamo come anche con l'università: abbiamo lanciato un corso proprio adesso di alta specializzazione - aggiunge il presidente - per il mondo del brokeraggio. Siamo aperti e siamo pronti a confrontarci con i giovani per aiutarli a venire da noi".

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