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"Sarah & Salem", a Gerusalemme anche la passione diventa politica

sabato 13 aprile 2019
2' di lettura

Roma (askanews) - La passione tra un uomo e una donna diventa un affare politico nel film del regista palestinese Muayad Alayan "Sarah & Saleem", nei cinema dal 24 aprile. Siamo a Gerusalemme, una città dove il confine tra privato e pubblico è molto labile, dove un tradimento compiuto da una donna israeliana e un uomo palestinese, quando viene scoperto, non travolge solo i protagonisti, ma i familiari, la comunità, l'esercito, i servizi segreti. Il regista del film, che sta raccogliendo premi in molti festival, da Rotterdam a Seattle, spiega: "Il primo lavoro che ho fatto per aiutare la mia famiglia è stato a Gerusalemme ovest, quando avevo 14-15 anni. E' stato lì che ho visto per la prima volta questo tipo di relazioni tra ebrei e palestinesi. Rapporti nascosti, in zone buie, nelle zone d'ombra della città. La mia impressione è stata che queste persone giocavano veramente con il fuoco, le cose potevano precipitare all'improvviso per loro, soprattutto per i palestinesi, naturalmente". Gerusalemme, nel film, diventa un luogo claustrofobico, nonostante gli spazi e la luce. "Se vivi a Gerusalemme, sia da una parte che dall'altra, sei controllato 24 ore al giorno: si osserva se il tuo comportamento rispetta alle regole religiose, ma anche politiche e sociali, e poi c'è il controllo della polizia. In ogni angolo della città sei guardato e ascoltato, e con il film mostro quanto questo, di fatto, colpisca la libertà di tutti". I quattro protagonisti del film, quando il sistema porta alla luce ciò che era nascosto, vengono travolti e reagiscono in maniera diversa. "Una delle grandi domande che pongo con il film è: quando sei travolto da una cosa che mette a rischio la tua normalità, ma anche la tua comfort-zone, come ti comporti? Agisci in maniera egoista o mantieni la tua umanità? Quando vivi in un posto in cui qualsiasi azione tu compia viene giudicata, è molto più probabile che tu scelga di girare le spalle al prossimo".

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Scambio di 193 prigionieri di guerra tra Ucraina e Russia

Roma, 24 apr. (askanews) - Mosca e Kiev hanno annunciato venerdì lo scambio di 193 prigionieri di guerra tra le due parti, con l'esercito russo che ha precisato che gli Emirati Arabi Uniti e gli Stati Uniti hanno mediato l'operazione.

Nelle immagini di Afp, in un luogo non precisato, si vede il gruppo di 193 soldati ucraini liberati scendere dagli autobus e parlare al telefono, abbracciare i presenti e gioire, nell'ambito dello scambio con la Russia, una delle poche aree di cooperazione rimaste tra le due parti, mentre gli sforzi per porre fine al conflitto sono finora falliti. "È una sensazione indescrivibile. Non potevo crederci", ha detto uno dei prigionieri liberati.

"Come previsto, 193 dei nostri uomini sono rientrati. Questa è un'ottima notizia; rientra negli accordi di scambio già parzialmente conclusi a Pasqua. Una caratteristica particolare di questo scambio è il ritorno di molti giovani nati negli anni 2000, la maggior parte dei quali era detenuta in Cecenia", ha spiegato Petro Yatsenko, portavoce del centro di coordinamento ucraino incaricato dei prigionieri di guerra.

"Attualmente, il personale militare russo si trova sul territorio della Repubblica di Bielorussia, dove sta ricevendo l'assistenza psicologica e medica necessaria", ha dichiarato l'esercito russo in un comunicato stampa.

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Merz: "L'adesione immediata di Kiev all'Ue non è possibile"

Nicosia, 24 apr. (askanews) - Il cancelliere tedesco Friedrich Merz - in conferenza stampa a Cipro, al termine del vertice informale dei leader dell'Unione europea - ha affermato che non vi è alcuna prospettiva di un'adesione immediata dell'Ucraina all'UE, ma suggerisce che Kiev potrebbe partecipare alle riunioni dei membri del blocco senza diritto di voto. L'Ucraina sta spingendo per accelerare il suo processo di adesione all'Unione Europea a 27, a oltre quattro anni dall'inizio dell'invasione russa.

"Vorrei anche salutare con favore il fatto che ieri siamo riusciti ad adottare il ventesimo pacchetto di sanzioni. Il messaggio alla Russia è chiaro: non faremo passi indietro. Al contrario, aumenteremo la pressione. Abbiamo anche discusso del percorso dell'Ucraina verso l'UE. È chiaro a tutti che l'adesione immediata dell'Ucraina all'Unione Europea non è, ovviamente, possibile".

"Ho proposto di avviare un processo all'interno dell'Unione europea che preveda una strategia di preadesione per l'Ucraina, con l'adesione a pieno titolo come obiettivo finale, naturalmente, ma sono necessari passaggi intermedi. Ne ho discusso con il Presidente Zelenskyy in diverse occasioni negli ultimi giorni. Vorrei inoltre agevolare una maggiore integrazione nelle istituzioni europee, ad esempio attraverso la partecipazione ai Consigli europei, al Parlamento europeo o alla Commissione senza diritto di voto, oppure attraverso la graduale integrazione dell'Ucraina in ambiti politici, a seconda dei progressi delle riforme".

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Keukenhof, milioni di tulipani in fiore nel parco simbolo d'Olanda

Lisse (Paesi Bassi), 24 apr. (askanews) - Milioni di tulipani sono in piena fioritura a Keukenhof, il celebre parco floreale di Lisse, nei Paesi Bassi, che nelle otto settimane di apertura richiama ogni giorno decine di migliaia di visitatori da tutto il mondo.

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"L'eccessiva concentrazione di queste risorse, il fatto che siano dominate da uno o due Paesi, rappresenta un rischio inaccettabile", ha detto.

Pechino ha infatti limitato le esportazioni di minerali critici necessari per la produzione di semiconduttori, batterie per veicoli elettrici e sistemi d'arma. L'accordo rappresenta una rara apertura da parte dell'amministrazione Trump nei confronti dell'Ue.

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