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Merlo: "Ora sì che c'è una politica per gli italiani all'estero"

sabato 13 aprile 2019
3' di lettura

Roma, 11 apr. (askanews) - Brexit, preparativi per le europee all'estero un mini-bilancio di otto mesi al governo e dell'impegno italiano per il Venezuela: il sottosegretario di Stato agli Esteru e la Cooperazione internazionale, Ricardo Antonio Merlo, rivendica: "ora c'è una politica per gli italiani all'estero". Partiamo dalla Brexit, questione che riguarda una nostra grande comunità all estero, la Brexit. "Il problema fondamentale è l'incertezza, incertezza che si trasmette dal governo della Gran Bretagna a tutti i cittadini, veramente loro non sanno come andare avanti in questa fare e si crea un clima di grande nervosismo tra i cittadini. Noi abbiamo fatto un decreto, che prevede i fondi necessari per proteggere soprattuto le questioni consolari, ci saranno 30 unità in più nel consolato di Londra, rafforzeremo quello di Edimburgo e poi riapriremo il consolato di Manchester, chiuso nel 2014. Questo è uno sforzo grande, prova che ora c è una politica per gli italiani all estero." Ma si farà questa Brexit? "Se si fa o non si fa è un problema del governo britannico. Noi agiremo per proteggere i nostri connazionali". Gli italiani residenti all'estero iscritti all'anagrafe dei residenti all'estero sono più di quattro milioni. Tanti, anche in termini percentuali: come procedono i preparativi per le elezioni europee di maggio. "Tutto procede normalmente, potranno votare tutti nei consolati come per le precedenti elezioni, noi come ministero degli Esteri esteri abbiamo messo in campo tutte le misure necessarie: chi vuole votare si rivolge ai consolati e vota". Lei dà sempre sostiene di volersi tenere distante dai partiti per concentrarsi sugli interessi degli italiani all estero: quale bilancio per questo primo anno del governo di cui fa parte. "Guardi, ancora non è passato un anno, io ho iniziato lo scorso 14 giugno, comunque io, come nel calcio, valuto in base ai risultati. E quindi: 50 milioni di euro per la promozione della lingua e la cultura italiana, un record assoluto, mai nella storia era stata stanziata tale cifra. Poi 350 nuove unità per i consolati all'estero, che saranno assunti dal ministero degli Esteri, ed erano 20 anni che non si faceva una cosa del genere. Poi stiamo riaprendo dei consolati, costruiremo un nuovo consolato a Montevideo, in Uruguay, dove il precedente governo aveva chiuso il consolato e lì vivono 150.000 persone. Inoltre riapriremo il consolato di Manchester, stiamo anche migliorando altre sedi consolari: questo significa fare una politica per gli italiani all estero e questi sono i risultati in soli otto mesi. C'è un punto che alimenta proteste e tensioni: la proposta di revisione costituzionale che implica anche il taglio dei deputati eletti all estero. "Questa è una grande bugia: non si tratta di un taglio degli italiani eletti all estero. Si tagliano i parlamentari, tutti. Il fatto è che noi abbiamo una percentuale di rappresentanti che non è quella che dovrebbe essere e lo dobbiamo alla legge Pd-Forza Italia votata nel 2001. La percentuale odierna è quella votata all'epoca dai Democratici di Sinistra e da Forza Italia, che si chiamava Casa o Popolo delle Libertà. Loro hanno fatto questa legge. Questo taglio rispetta queste percentuali, non c'è un calo in percentuale. Però io credo che dobbiamo accrescere la rappresentatività degli italiani all'estero perché sono quasi 5 milioni, quindi questa percentuale votata da Forza Italia e Partito democratico deve per forza aumentare". Lei è stato eletto nella circoscrizione America Meridionale. In Venezuela, tanti nostri connazionali sono travolti da una crisi che sembra senza fine. "Noi, il governo italiano e la Farnesina , siamo molto legati ai nostri connazionali lì in Venezuela. Abbiamo aumentato fondi per la cooperazione, abbiamo mandato un milione di euro per comprare medicinali - è molto importante - e abbiamo speso circa 200mila euro per poi distribuire tra tutti gli italiani. E la posizione del governo italiano è molto chiara: noi non riconosciamo le elezioni dello scorso maggio, quindi non riconosciamo Maduro. Il signor Maduro non è riconosciuto da noi come presidente del Venezuela. Sì, invece, riconosciamo l'Assemblea nazionale, che è l'istituzione parlamentare oggi la sola legittima in Venezuela".

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