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Terapia del dolore per ridare sollievo a chi affronta un tumore

domenica 21 luglio 2019
3' di lettura

Napoli, 17 lug. (askanews) - Il miglioramento delle terapie antitumorali porta ad un prolungamento della vita dei pazienti affetti da cancro, e la medicina è in continuo sviluppo per garantire anche che questo prolungamento di vita sia di qualità, ovvero con il massimo dall'autonomia funzionale, il massimo delle relazioni affettive, sociali, lavorative e soprattutto con il minor dolore possibile. All'Istituto Nazionale per i tumori di Napoli "Fondazione Pascale", nel corso dell'incontro annuale dedicato alla "Terapia del dolore nelle metastasi vertebrali", medici, ricercatori e docenti hanno fatto il punto sulle metodologie che garantiscano alle persone colpite da queste patologie la migliore qualità di vita possibile. "Le metastasi vertebrali che possono derivare da un tumore al seno, alla prostata, alla tiroide o al rene, e possono alterare notevolmente la vita dei pazienti perché possono determinare fratture, instabilità della colonna, sintomi neurologici, ma soprattutto dolore che compromette inevitabilmente la giornata tipo di un paziente affetto da cancro - spiega Luca Serra, responsabile della chirurgia vertebrale dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli - Ecco perché sempre più attenzione e interesse viene dato alle innovazioni in campo di terapia antalgica, alla nuove tecniche chirurgiche mini invasive. E queste devono essere integrate all'interno di una equipe multi disciplinare che deve trattare le metastasi vertebrali. Il Pascale da anni lavora con questo approccio multidisciplinare alle terapie delle metastasi vertebrali e ha trattato centinaia di pazienti. E organizzando ogni anno un congresso sul dolore con una giornata espressamente dedicata alla chirurgia mininvasiva e regalando una speranza e un sorriso a questi malati che già sono sfortunati". Al Pascale tra le metodiche praticate per la terapia del dolore e per i trattamenti dedicati alle metastasi vertebrali ci sono le procedure di cifoplastica e vertebroplastica che rappresentano un'ulteriore evoluzione dell'approccio terapeutico alla patologia, in quanto permettono non solo di eliminare il dolore e consolidare la vertebra metastatica, ma, mediante l'utilizzo contemporaneo della radiofrequenza, anche di distruggere il tessuto tumorale, coniugando insomma la terapia del dolore alla cura vera e della malattia a livello locale. E trattandosi di una procedura mininvasiva, eseguita in anestesia locale, è indicata anche in pazienti debilitati, sottoposti a terapie con chemioterapici o radioterapia, che non possono essere interrotte. "In particolare l'Istituto dei Tumori è centro hub regionale per il dolore oncologico e abbiamo una equipe multidisciplinare che letteralmente prende in carico il paziente e abbiamo creato un dipartimento per il supporto ai percorso oncologici che è l'unico nell'istituto specificamente 'di percorso' - dice Arturo Cuomo, direttore della struttura complessa di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica dell'Istituto dei Tumori di Napoli - Ci ritroviamo anche ad avere una grande quantità di pazienti che sopravvivono e guariscono, e anche questi pazienti se hanno dolore cronico, rientrano nella platea di utenza". Le metodologie innovative adottate al Pascale sono punto di riferimento nella comunità medica e vengono quindi condivise con iniziative di studio e formazione come il corso di alta specializzazione terapisti del dolore che da nove anni riunisce a Napoli i terapisti italiani per confrontarsi sulle novità sia in campo della ricerca sia in campo terapeutico.

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