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Osservazione Terra, Benvenuti (ASI): con Prisma Italia al top

sabato 16 marzo 2019
3' di lettura

Roma, 11 mar. (askanews) - Manca ormai davvero poco al lancio di Prisma, il satellite dell'Agenzia spaziale italiana per l'Osservazione della Terra, progettato e realizzato interamente nel nostro Paese. Il lancio dalla base di Kourou in Guyana Francese a bordo del Vega, lanciatore europeo costruito dall'italiana Avio, è programmato per le 02:50 (ora italiana) del prossimo 15 marzo. Prisma (Precursore IperSpettrale della Missione Applicativa) rappresenta il più potente strumento iperspettrale al mondo in grado di cambiare lo sguardo sulla Terra dallo spazio offrendo una sorta di impronta digitale delle sostanze che compongono la superficie del nostro pianeta. A realizzarlo un raggruppamento temporaneo di imprese guidato da OHB Italia, - responsabile della missione e della gestione dei tre segmenti principali (terra, volo e lancio) - e Leonardo che ha sviluppato e realizzato la strumentazione elettro-ottica che, ad oggi, non ha eguali nel mondo. Di Prisma askanews ha parlato con il commissario straordinario dell'Agenzia spaziale italiana Piero Benvenuti, in procinto di partire per Kourou in vista del lancio, che ne ha sottolineato l'eccellenza tutta italiana. "Un raggruppamento temporaneo di imprese ha costruito il satellite Prisma, lo strumento, la carrozza, guidato da OHB Italia ma - chiarisce il prof. Benvenuti - hanno partecipato moltissime altre industrie. Leonardo ma poi anche una miriade di Pmi". Cosa offrirà in più Prisma nell'Osservazione della Terra? "Lo dice quasi il nome. Come un prisma di vetro scompone la luce del sole in un arcobaleno, così farà questo satellite per ogni elemento di immagine del terreno. Per ogni elemento di superficie terrestre - spiega il commissario straordinario dell'ASI - noi avremo non solo l'immagine normale, ma anche lo spettro cioè la scomposizione di tutti i colori che emergono dall'elemento di immagine. E questo è legato alla composizione del terreno e sarà utilissimo per monitorare il terreno per moltissimi ambiti: dall'agricoltura agli incendi boschivi. Quindi è un satellite veramente innovativo". Quindi si tratta di uno strumento all'avanguardia, pensato e realizzato in Italia. "Certamente sì. Altri Paesi stanno sviluppando capacità simili però noi arriviamo prima e quindi siamo i precursori. Questo satellite - chiarisce il commissario straordinario dell'Agenzia spaziale italiana - è stato sempre pensato come un progetto sperimentale che poi porterà alla produzione di altri strumenti dello stesso tipo ma più complessi. Intanto però noi siamo i primi nel mondo a produrre uno strumento di questo tipo". Sarà possibile collegare i dati di Prisma con quelli di Cosmo-SkyMed, l'altro campione italiano per l'Osservazione della Terra? "Per l'Osservazione della Terra la tendenza è quella di mettere insieme più dati di satelliti diversi. Cosmo-SkyMed ci dà la possibilità di monitorare i movimenti del terreno con grande precisione.Combinando queste informazioni con quelle di Prisma che ci dicono lo stato, la composizione del terreno, avremo molte più informazioni su quello che sta succedendo. Quindi il monitoraggio del territorio e anche dell'ambiente sarà molto più accurato". Prisma, satellite di proprietà dell'Agenzia spaziale italiana, è un tipico esempio di Space Economy e dello spazio sempre più al servizio della società e dei cittadini. Quali settori beneficeranno dell'alta tecnologia di Prisma? "I dati verranno raccolti dalla stazione di Matera dell'Asi - che è un centro multimissione già predisposto per raccogliere dati di altri satelliti oltre quelli di Cosmo-SkyMed - e li metteremo a disposizione della comunità scientifica e tecnologica del Paese per produrre applicazioni utili alla società in vari campi. Quindi non ci siamo prefissi applicazioni specifiche. Questo è proprio nell'ottica della Space Economy, cioè utilizzare lo spazio per creare opportunità". Prisma è un dimostratore. Dopo di lui? "Stiamo già collaborando con Israele per costruire uno strumento simile che si chiama 'Shalom', che sfrutterà tutta l'esperienza accumulata nella realizzazione di Prisma, quindi sarà più avanzato, potremo migliorare le prestazioni. Anche la Germania - aggiunge il commissario straordinario dell'Agenzia spaziale italiana - sta lavorando a un satellite simile, ma hanno un certo ritardo rispetto a noi quindi non lo vedremo lanciato prima di due anni. E poi anche l'Europa si sta orientando con le Sentinelle del programma Copernicus ad avere strumenti simili. Questo - conclude Benvenuti - mette l'Italia in una posizione privilegiata: noi, dopo aver acquisito questa esperienza, saremo i primi utilizzatori di Copernicus iperspettrale".

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